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	<title>Commento Archivi - Previndai Media Player</title>
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	<title>Commento Archivi - Previndai Media Player</title>
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		<title>Perché proprio Previndai?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 08:36:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />La previdenza complementare è e sarà sempre più importante, indispensabile per mantenere un buon tenore di vita dopo la pensione. Investire nel fondo di categoria è un modo saggio di gestire i propri risparmi pensando al futuro.  Di Gianni Filippa, Vicepresidente Previndai &#160; Ho piacere di condividere con gli iscritti qualche riflessione sull’importanza di avere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/cornicefoto_pmp_-Gianni-Filippa-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b><i>La previdenza complementare è e sarà sempre più importante, indispensabile per mantenere un buon tenore di vita dopo la pensione. Investire nel fondo di categoria è un modo saggio di gestire i propri risparmi pensando al futuro. </i></b></p>
<p><b><i>Di Gianni Filippa, Vicepresidente Previndai</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho piacere di condividere con gli iscritti qualche riflessione sull’importanza di avere a disposizione un risparmio custodito e ben gestito per il proprio futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La necessità di aumentare la diffusione della previdenza complementare non è certo un mistero, se ne parla da tempo. Una diffusione che sarà cruciale soprattutto per i giovani, che oggi si affacciano al mondo del lavoro più avanti con gli anni rispetto ai loro genitori e le cui carriere sono sempre più spesso discontinue. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, non è solo un tema da neo-assunti; come Vicepresidente di Previndai, il Fondo pensione dei dirigenti industriali, non posso non sottolineare che per i manager la previdenza complementare è già oggi una ‘stampella’ necessaria a mantenere un buon tenore di vita una volta lasciato il lavoro. Secondo uno studio condotto dalla Funzione Gestione dei Rischi di Previndai, infatti, per un manager con una carriera completamente nel sistema contributivo (ovvero che abbia iniziato a lavorare a partire dal 1996) il tasso di sostituzione al momento del pensionamento sarà tra trent’anni di appena il 40%. In altre parole, il primo assegno pubblico sarà del 60% più magro rispetto all’ultimo stipendio, soprattutto in virtù del massimale Inps: il  tetto massimo ai contributi versati dal datore di lavoro alla previdenza obbligatoria, che è calcolato su uno stipendio lordo di circa 120 mila euro, a oggi. Oltre questa cifra, quanto guadagnato non contribuisce a formare la pensione pubblica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già solo diffondere la conoscenza di questo meccanismo sarebbe una mezza vittoria, perché renderebbe palese quanto la previdenza complementare sia fondamentale per i dirigenti. Per la categoria non c’è in ballo, fortunatamente, la sussistenza ma sicuramente il mantenimento di un buon tenore di vita negli anni cosiddetti d’argento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E puntare su un fondo pensione per il proprio futuro è una scelta ‘intelligente’, una scelta che consente di non doversi preoccupare di gestire in prima persona i risparmi ma di poterli affidare a un operatore che, nel caso di Previndai, ha più di 30 anni di esperienza e 15 miliardi di patrimonio (primo Fondo in Italia) e nessun altro fine se non quello di offrire il meglio possibile ai suoi iscritti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una scelta che permette di investire con saggezza, affidandosi a professionisti del settore che conoscono come nessun altro le esigenze dei dirigenti e che sono in grado di gestire questa particolare forma di risparmio con la massima attenzione e accortezza, garantendo ritorni interessanti sul capitale investito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per altro, è appena il caso di notare, che negli ultimi anni i mercati finanziari si sono evoluti ma anche complicati ed è diventato ancora più difficile discernere tra rischi eccessivi e opportunità reali senza una solida expertise alle spalle. E anche districarsi in un mondo fatto di commissioni e costi non sempre così trasparenti non è affatto un gioco da ragazzi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">D’altronde, pur nella attenta gestione del rischio che caratterizza Previndai, la scelta in fatto di investimenti non manca di certo e anche i rendimenti sono decisamente soddisfacenti. Il Fondo infatti offre tre comparti, uno garantito (Assicurativo 2024, con garanzia del capitale e di un rendimento minimo) e due finanziari: Bilanciato e Sviluppo, con un diverso mix di strumenti (azioni, obbligazioni, Fia) pensati con gradi di volatilità e rendimenti attesi ben differenziati. Guardando ai rendimenti, quelli degli ultimi cinque anni evidenziano un +2% per i comparti garantiti, un +4% per Bilanciato e un +6% per Sviluppo, tutti valori medi annui al netto di fiscalità e costi di gestione.   Non solo, una peculiarità di Previndai è la possibilità di suddividere il proprio investimento in più di un comparto, per confezionare un investimento previdenziale su misura, in base alle proprie inclinazioni, alle proprie aspettative per il futuro e al tempo che manca alla liquidazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, un’ultima considerazione: Previndai è nato nel 1990 per volontà di Confindustria e Federmanager proprio per gestire la previdenza complementare dei dirigenti e per questo è, da sempre, un Ente senza scopo di lucro. Il che significa che il vostro Fondo pensione non ha azionisti da remunerare e il suo unico obiettivo è garantire ai manager le migliori prestazioni pensionistiche per il loro domani. Per questo Previndai può vantare costi molto bassi (solo quelli necessari al funzionamento del Fondo) senza dover rinunciare alle buone performance, grazie alla squadra di professionisti che ogni giorno vi lavora con passione e impegno. Una squadra che stimo e che colgo qui l’occasione di ringraziare: grazie di dare sempre il massimo per i nostri iscritti!</span></p>
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		<title>Perché bisogna guardare lontano</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/perche-bisogna-guardare-lontano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 11:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commento]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Di Giuseppe Straniero, Presidente Previndai Quando si sceglie un investimento previdenziale è fondamentale considerare l’orizzonte temporale davanti a sé. Fare la scelta giusta può influenzare, anche sensibilmente, il risultato finale. Come emerge anche dall’ultima Nota Covip sul 2023 dei fondi pensione: le performance dei vari comparti sono molto diverse tra loro se si traguardano i&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><span style="font-weight: 400;">Di <strong>Giuseppe Straniero, Presidente Previndai</strong></span></p>
<p><b><i>Quando si sceglie un investimento previdenziale è fondamentale considerare l’orizzonte temporale davanti a sé. Fare la scelta giusta può influenzare, anche sensibilmente, il risultato finale. Come emerge anche dall’ultima Nota Covip sul 2023 dei fondi pensione: le performance dei vari comparti sono molto diverse tra loro se si traguardano i dieci anni di osservazione</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si dice sempre che la previdenza complementare è un investimento di lungo periodo e certamente è così, vista la particolare natura del risparmio previdenziale. So che queste parole, dette o scritte da un Presidente di fondo pensione, quale io sono, o da altre professionalità del nostro mondo, possono assumere il sapore di uno slogan. Ma si può dire lo stesso quando su questo orizzonte si basano le considerazioni della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, la Covip? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella recente Nota riassuntiva sui dati 2023 relativi al comparto dei Fondi pensione l’Autorità si sofferma proprio sul confronto a dieci anni tra le varie forme complementari, rispetto anche al Trattamento di fine rapporto (Tfr). Bene, i dati evidenziano che tutte le forme di previdenza complementare, tra inizio 2014 e fine 2023, hanno fatto come, o meglio, della rivalutazione del Tfr lasciato in azienda, che pure ha beneficiato della fiammata inflazionistica del 2022, ancora non completamente riassorbita. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, il trattamento di fine rapporto segna un +2,4%, con i fondi negoziali allo stesso livello e fondi aperti e pip rispettivamente al +2,5% e il +2,7%. In questo contesto, analizzando più in profondità i dati Covip, emerge però che le linee azionarie di tutte le tipologie di previdenza complementare sono andate ben oltre la rivalutazione del Tfr, con un rendimento tra il 4% e il 4,5% medio annuo composto. Anche i comparti bilanciati sono rimasti tra il 2% e il 3%, mentre le linee garantite si sono attestate attorno allo 0% o poco sopra. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cosa ci dice questa analisi? Ci ricorda un assioma basilare della finanza, valido ancora di più per gli investimenti previdenziali: che l’orizzonte temporale è una variabile importantissima quando si sceglie dove allocare il risparmio. Il principio base per il quale a un maggior rendimento segue un maggior rischio, infatti, vale anche per i comparti dei fondi pensione (che pure quando aggressivi non sono mai speculativi). E quindi, come i dati a dieci anni di Covip evidenziano, avendo davanti a se un orizzonte di contribuzione alla previdenza complementare di almeno dieci anni, la scelta più razionale sarebbe quella di posizionarsi su un comparto azionario, piuttosto che accontentarsi della salvaguardia del capitale che viene assicurata da un comparto garantito. Ovviamente andando avanti con gli anni è vero il contrario: la necessità è quella di mettere al ‘riparo’ quanto raccolto nel salvadanaio previdenziale fino a quel momento, scegliendo appunto i compartiti garantiti, in grado di proteggere dalle oscillazioni di mercato e quindi dalle perdite di valore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E questo ragionamento, che certamente va calato nella situazione economico-patrimoniale generale e nella propensione al rischio di ognuno, diventa sempre più importante quanto più si rende necessario avvicinare i giovani alla previdenza complementare. Perché uno dei vantaggi del risparmio previdenziale è proprio quello di poter ‘rischiare ragionevolmente’ in gioventù, potendo sempre contare sull’oculatezza di un investitore istituzionale come un fondo pensione, per garantirsi una pensione di scorta che a fine carriera sia più della somma algebrica di quanto versato negli anni. E che sia necessario insistere sulla diffusione di una cultura previdenziale tra i neoassunti è fuor di dubbio, visto che solo il 18% dei circa 9 milioni di iscritti alla previdenza complementare in Italia ha meno di 35 anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non che il settore nel suo complesso non registri incrementi nelle adesioni, anche a fine 2023 il numero complessivo degli iscritti è risultato in crescita (+4%) così come il patrimonio gestito, che ha superato i 220 miliardi di euro, con un balzo dell’8,2%. Di quest’ultimo incremento tre quinti “è dipeso dal miglioramento dei titoli in portafoglio; il resto è dovuto ai flussi contributivi al netto delle uscite”, si legge nella Nota Covip; a dimostrazione, ancora una volta, dell’importanza dei rendimenti nella costruzione di un salvadanaio previdenziale adeguato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo quadro anche Previndai nel 2023 ha registrato un incremento sia degli iscritti che del patrimonio e anche per noi i rendimenti dei comparti sono stati decisamente soddisfacenti: Bilanciato e Sviluppo, dopo i cali registrati nel 2022, hanno quasi del tutto recuperato il  terreno perso, mettendo a segno rispettivamente un +8,2% e un +10,9%. Mentre i garantiti (Assicurativo 1990 e Assicurativo 2014), che sono rimasti in terreno saldamente positivo anche nel 2022, hanno archiviato l’anno con una performance sopra al 2% netto, come negli ultimi anni, dimostrando una volta di più la grande stabilità che li caratterizza.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ampliando l’orizzonte ai dieci anni si osserva che i finanziari hanno registrato rispettivamente un  +2,9% (Bilanciato) e +4,4% (Sviluppo) medio annuo netto, collocandosi nella parte più alta del range registrato dalle linee comparabili di fondi negoziali, aperti e pip. Come già accennato, le soluzioni assicurative garantite di Previndai sono una sua peculiarità e non stupisce quindi che, diversamente ad altri comparti garantiti, siano andate ben oltre lo 0%, attestandosi attorno al 2% medio annuo netto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, lo ricordo sempre con piacere, i nostri iscritti hanno la possibilità di diversificare il loro investimento previdenziale all’interno di Previndai, scegliendo  più di un comparto contemporaneamente. Insomma, cari dirigenti, la palla è nel vostro campo, giocatela al meglio!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Previdenza: più attenzione a donne e giovani</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/previdenza-piu-attenzione-a-donne-e-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 11:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commento]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="615" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano.png 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano-300x185.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano-768x472.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />di Cesare Damiano, Presidente Associazione Lavoro&#38;Welfare &#160; &#8220;Secondo le nostre proiezioni &#8211; ha affermato, il 10 aprile, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva &#8211; la crescita globale rimarrà intorno al 3% nei prossimi cinque anni, la nostra previsione di crescita a medio termine più bassa dal 1990 e ben al di sotto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="615" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano.png 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano-300x185.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/pmp_damiano-768x472.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p><span style="font-weight: 400;">di <strong>Cesare Damiano, Presidente Associazione Lavoro&amp;Welfare</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Secondo le nostre proiezioni &#8211; ha affermato, il 10 aprile, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva &#8211; la crescita globale rimarrà intorno al 3% nei prossimi cinque anni, la nostra previsione di crescita a medio termine più bassa dal 1990 e ben al di sotto della media del 3,8% degli ultimi due decenni. Questo rende ancora più difficile ridurre la povertà, sanare le cicatrici economiche della crisi dovuta al Covid e fornire nuove e migliori opportunità a tutti.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa sintesi lapidaria descrive il contesto globale nel quale in Italia si comincia a delineare il quadro di contenuto della prossima legge di Bilancio, mentre si attende l’avvio concreto del dibattito sulla riforma del sistema pensionistico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed è in questa cornice che il ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, Marina Calderone, ha firmato il decreto che dà vita all&#8217;Osservatorio per il monitoraggio, la valutazione dell&#8217;impatto della spesa previdenziale e l&#8217;analisi delle politiche di revisione del sistema pensionistico. L’organismo valuterà l&#8217;incidenza della spesa previdenziale e presenterà ipotesi di revisione del sistema. Tra i compiti dell’Osservatorio c’è anche quello di valutare interventi per il rilancio del sistema della previdenza complementare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei dati statistici diffusi dalla Covip alla fine di gennaio, relativi all’andamento del 2022, si vede come le adesioni ai fondi negoziali crescano, rispetto al 2021, del 10,1%, mentre i fondi aperti crescono del 6,1% e i Pip del 2,3%. La crescita nei fondi negoziali, spiega la Commissione, “continua a dipendere principalmente dall’apporto delle adesioni contrattuali (circa 200.000), ossia quelle basate sui contratti collettivi in essere che prevedono l’iscrizione automatica dei nuovi assunti dei settori di riferimento e il versamento di un contributo minimo a carico del datore di lavoro; quest’anno ha contribuito alla crescita delle posizioni in essere l’attivazione dell’adesione anche attraverso il meccanismo del silenzio-assenso per i neo-assunti del pubblico impiego (circa 80.000)”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In relazione ai rendimenti, la Covip rileva che “nel 2022 i risultati delle forme complementari hanno risentito del calo dei corsi dei titoli azionari e del rialzo dei tassi di interesse nominali, che a sua volta determina il calo dei corsi dei titoli obbligazionari. I rendimenti netti sono pertanto risultati negativi e pari, in media tra tutti i comparti, a -9,8 e a -10,7%, rispettivamente, per fondi negoziali e fondi aperti; nei Pip di ramo III essi sono stati pari a -11,5%”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Veniamo, dunque, da un anno che ha visto, da un lato, la previdenza complementare soffrire, come prevedibile, sul piano finanziario e, dall’altro, nel quale si è manifestata una moderata crescita delle adesioni, soprattutto dei lavoratori coperti da un contratto collettivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo, dunque, che, nei ragionamenti di sistema, si debba metter mano a una strategia comune tra gli strumenti di welfare di primo e di secondo pilastro. Strategia che non può prescindere dalle necessità dei lavoratori fragili, categoria sempre in crescita: donne e giovani in particolare, che continuano ad essere più assenti, non solo dalla previdenza complementare, ma anche dal sistema di welfare in generale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo principalmente ai giovani del lavoro discontinuo e a coloro che sono entrati nel mondo del lavoro con il sistema contributivo, a partire dal 1996. I quali sono maggiormente soggetti alle turbolenze del mercato del lavoro che &#8211; nonostante la recente crescita dell’occupazione che riguarda, però, lavoratori maturi e già specializzati &#8211; si concretizzano in periodi di attività precaria o non regolare. Precarietà che mina la costruzione di un’adeguata anzianità contributiva, con un impoverimento della pensione di primo pilastro, ma anche con ostacoli all’ingresso e alla permanenza nei Fondi pensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Affrontare questi temi, specialmente in un periodo che si prospetta caratterizzato da una bassa crescita, come previsto dall’Fmi, è essenziale, in un mercato del lavoro sempre più caratterizzato da una congenita difficoltà di crescita qualitativa. Inoltre, vanno considerate le nuove tendenze in atto nelle quali il confine tra lavoro dipendente e autonomo è sempre più labile, e nelle quali si registra un sempre più marcato fenomeno di calo della natalità, che mette a rischio l’equilibrio, già labile, del patto generazionale che tiene in piedi il sistema pensionistico. Tenendo bene a mente che il compito principale del secondo pilastro è quello di permettere al lavoratore di accumulare quell’integrazione del reddito pensionistico sempre più essenziale per conseguire l’obiettivo di disporre di una pensione dignitosa. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il TFR dove lo metto?</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/il-tfr-dove-lo-metto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 18:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commento]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/cornicefoto_pmp_-pellegrini-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/cornicefoto_pmp_-pellegrini-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/cornicefoto_pmp_-pellegrini-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/cornicefoto_pmp_-pellegrini-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/cornicefoto_pmp_-pellegrini-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/cornicefoto_pmp_-pellegrini-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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			<p><i><span style="font-weight: 400;">Spunti di riflessione alla luce dei rendimenti negativi dei fondi pensione</span></i></p>
<p><b>di Paolo Pellegrini &#8211; Mefop</b></p>

		</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">I rendimenti negativi registrati dai fondi pensione nel 2022 rispetto alla rivalutazione del TFR hanno posto agli aderenti qualche interrogativo circa la scelta di adesione al II pilastro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A conti fatti, però, possiamo confermare che resta preferibile aderire quanto prima alla previdenza complementare versando il proprio TFR maturando, usufruendo del contributo a carico del datore di lavoro stabilito dalla contrattazione collettiva e beneficiando dei vantaggi della fiscalità di favore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tre sono gli elementi chiave che consentono di confermare la valutazione di convenienza del versamento del TFR nei fondi pensione:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;"> il lungo periodo dell’investimento, che deve essere accompagnato da scelte di allocazione coerenti con il proprio orizzonte temporale;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"> il contributo a carico del datore di lavoro;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;"> la fiscalità di vantaggio dei fondi pensione rispetto al TFR lasciato presso il datore di lavoro/Tesoreria Inps.</span></li>
</ol>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;"> Il fondo pensione è un piano di accumulo di lungo periodo</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">I recenti dati Covip restituiscono un quadro molto negativo per il 2022. Esaminandoli con attenzione, però, vediamo come il rendimento a 10 anni risulta pari o superiore a quello del TFR. Questo vuol dire che nonostante i rendimenti negativi del 2022, chi ha aderito per tempo ha avuto rendimenti medi annui superiori alla rivalutazione del TFR. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, il fondo pensione è un piano di accumulo nel quale versiamo periodicamente TFR e contribuzione: questo implica che il rendimento del comparto non necessariamente coincide con il nostro rendimento, che anzi può essere positivo se il valore di quota del momento di uscita è superiore a quello del versamento. In altri termini, quando il fondo pensione registra un rendimento negativo, questo incide sui versamenti recenti, ma è probabile che seguitiamo a conservare un rendimento positivo sui versamenti più risalenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo anzi aggiungere che questi rendimenti positivi rendono paradossalmente il momento propizio per il versamento di maggiore contribuzione, perché in questo momento “acquistiamo a poco” ed abbiamo prospettive di migliori rivalutazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I dati Covip, poi, evidenziano che i comparti più prudenti hanno registrato rendimenti inferiori alla rivalutazione, anche decennale del TFR. Questo dato non deve sorprendere visto che questi comparti hanno l’obiettivo di accompagnare l’aderente nella parte finale del lavoro. Né deve destare preoccupazione il rendimento negativo a un anno dei comparti garantiti, visto che la prestazione pensionistica è evento garantito, quindi chi la richiede riceverà una prestazione non inferiore ai contributi versati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se dunque abbiamo aderito per tempo al nostro fondo pensione, abbiamo scelto il comparto giusto e abbiamo poi verificato nel tempo che il comparto scelto originariamente fosse quello più indicato per noi, un anno di rendimenti negativi è superabile.</span></p>
<ol start="2">
<li><span style="font-weight: 400;"> Il contributo a carico del datore di lavoro</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Il confronto tra la rivalutazione del TFR e il rendimento del fondo pensione è un esercizio che può avere un impatto mediatico, ma non tiene conto del fatto che chi lascia il TFR presso il datore di lavoro non beneficia del contributo a carico del datore di lavoro stabilito dalla contrattazione collettiva. Nel caso di Previndai il contributo datoriale è del 4% a fronte del versamento del 4% a carico del dirigente: in altri termini, versando il 100% del TFR – 6,91% della retribuzione – più il 4% a nostro carico (totale 10,91%) otteniamo un 4% che altrimenti perderemmo. Si tratta di un “rendimento” di quasi il 40% del versamento a nostro cario…</span></p>
<ol start="3">
<li><span style="font-weight: 400;"> La fiscalità di vantaggio</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Da ultimo va ricordata la fiscalità di favore dei fondi pensione: il TFR è soggetto a tassazione separata e successiva liquidazione d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate, mentre quello stesso TFR, se versato nel fondo pensione, sarà assoggettato a una tassazione che può arrivare anche al 9%, in caso di prestazione pensionistica – anche per la parte in capitale – dopo 35 anni di iscrizione al fondo pensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A queste considerazioni possiamo infine aggiungere che l’adesione al II pilastro, oltre che vantaggiosa, è anche fondamentale per poter ottenere, soprattutto per i contributivi puri, una pensione complessivamente sufficiente tra I e II pilastro. I rendimenti negativi, in questo contesto, devono indurci a valutare meglio e periodicamente le scelte di allocazione, che sono nella nostra responsabilità, manutenendo periodicamente il nostro percorso di accumulo pensionistico.</span></p>

		</div>
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		<title>Avvicinare la previdenza ai giovani, con formazione, informazione e più incentivi</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/avvicinare-la-previdenza-ai-giovani-con-formazione-informazione-e-piu-incentivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 14:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commento]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DiCiommo-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DiCiommo-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DiCiommo-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DiCiommo-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DiCiommo-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DiCiommo-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Di Francesco DI Ciommo, Presidente Previndai L’anno che ci stiamo lasciando alle spalle è stato particolarmente difficile. Non solo per gli strascichi della pandemia, ma anche, come evidente, per lo scoppio della guerra in Ucraina, per l’impennata dei costi energetici e per il blocco dei porti asiatici. Circostanze queste ultime che, combinate all’alto livello di&#8230;</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">L’anno che ci stiamo lasciando alle spalle è stato particolarmente difficile. Non solo per gli strascichi della pandemia, ma anche, come evidente, per lo scoppio della guerra in Ucraina, per l’impennata dei costi energetici e per il blocco dei porti asiatici. Circostanze queste ultime che, combinate all’alto livello di liquidità presente nei mercati, hanno determinato l’insorgere di una forte e inattesa inflazione a livello mondiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La situazione, che ha condizionato e condiziona la quotidianità delle imprese e delle famiglie, non ha risparmiato i fondi pensione e, dunque, anche il Previndai. Anche i rendimenti dei nostri investimenti nel 2022 hanno, infatti, risentito dell’eccezionale volatilità dei mercati finanziari, con i comparti Bilanciato e Sviluppo che hanno registrato valori in calo rispetto all’anno scorso, ma con le linee garantite (Assicurativo 1990 e Assicurativo 2014) saldamente in terreno positivo (circa il 2%). Evidenza questa che conferma la validità dell’approccio di Previndai, che, oltre a presidiare al meglio tutti i rischi operativi, offre ai dirigenti industriali italiani soluzioni diverse per esigenze diverse: una protezione dall’instabilità delle piazze finanziarie per chi è vicino al momento della pensione (comparti garantiti) e uno strumento per cavalcare i marosi dei mercati per chi ha il tempo di recuperare perdite e sfruttare rimbalzi delle quotazioni (comparti finanziari). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche quest’anno, dunque, possiamo dirci molto orgogliosi del lavoro svolto dal Fondo nell’interesse degli iscritti. Nel solco di una tradizione che rende, da oltre 30 anni, Previndai un punto di riferimento per tante migliaia di dirigenti – ormai oltre 85 mila – che ci affidano le loro attese di serenità per il futuro. E Previndai c’è e ci sarà, per garantire sempre professionalità, trasparenza e impegno nella ricerca dei migliori risultati e delle soluzioni di investimento previdenziale più moderne e coerenti con le esigenze dei nostri iscritti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo da poco celebrato i 30 anni della previdenza complementare con il convegno “</span><i><span style="font-weight: 400;">30+ Una finestra sul futuro</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Lo abbiamo fatto perché riteniamo che partecipare al dibattito pubblico sui temi della previdenza, e più in generale dell’economia del Paese, costituisca un valore aggiunto a tutela degli interessi dei nostri iscritti. In quanto far sentire la nostra voce, confrontarci con gli altri attori del comparto, con le aziende e con le istituzioni non può che essere un viatico per far arrivare le nostre richieste e le nostre riflessioni laddove si prendono le decisioni importanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dai dati che abbiamo analizzato nel corso del convegno, infatti, emerge chiaramente come la previdenza complementare sia ancora una cenerentola in Italia in quanto solo il 30% dei lavoratori fa ricorso a un fondo pensione e tra i giovani </span><i><span style="font-weight: 400;">under</span></i><span style="font-weight: 400;"> 35 questa quota scende sotto il 17%. Troppo poco per non temere per il futuro di queste persone e del Paese, che rischia di doversi far carico nei prossimi lustri di un’importante coorte di anziani non economicamente autosufficienti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo è fondamentale investire nell’informazione e nella formazione sui temi previdenziali, coinvolgendo scuole, università, imprese. Così come importante è ragionare sul regime fiscale dei fondi pensione, per renderlo ancora più attrattivo e conveniente, soprattutto a favore dei più giovani. Il tutto senza dimenticare il ruolo fondamentale che gli investitori previdenziali possono, e devono, avere per il futuro dell’Italia. Dall’alto dei loro oltre 200 miliardi di patrimonio, infatti, i fondi pensione italiani potrebbero costituire una leva importante per la crescita del Paese se solo si impegnassero a investire una parte di queste risorse nell’economia reale, e cioè nel tessuto produttivo italiano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un precorso che Previndai ha iniziato, ormai diversi anni fa, e che è intenzionata a seguire anche in futuro, per raggiungere l’obiettivo di un portafoglio finanziario con il 10% di investimenti alternativi, di cui almeno il 50% dedicati all’Italia. Ovviamente, senza dimenticare l’attenzione al bilanciamento dei rischi, e senza dimenticare mai di anteporre ad ogni altro interesse quello dei nostri iscritti.</span></p>
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		<title>Ora una campagna per il rilancio dei Fondi pensione</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/ora-una-campagna-per-il-rilancio-dei-fondi-pensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 07:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commento]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />di Giovanni Maggi Presidente Assofondipensione* Il nostro Paese si trova ad affrontare oggi sfide inedite rispetto al passato, quali la decrescita demografica, il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento delle disuguaglianze sociali, l’emergere di nuovi rischi e bisogni sociali causati dalla pandemia e dagli eventi bellici, e il conseguente aumento della domanda di servizi di welfare sempre&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAGGI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p>di Giovanni Maggi Presidente Assofondipensione*</p>
<p>Il nostro Paese si trova ad affrontare oggi sfide inedite rispetto al passato, quali la decrescita demografica, il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento delle disuguaglianze sociali, l’emergere di nuovi rischi e bisogni sociali causati dalla pandemia e dagli eventi bellici, e il conseguente aumento della domanda di servizi di welfare sempre più complessi.</p>
<p>Occorre dunque potenziare il sistema di welfare integrativo e, in primis, il ruolo dei fondi pensione.</p>
<p>Con l’arrivo del nuovo Governo, sarà importante aprire un confronto urgente con  il regolatore politico verso una maggiore attenzione al tema del secondo pilastro, anche in rapporto alle modifiche che stanno coinvolgendo il mondo del lavoro, il sistema di welfare e i mercati finanziari, sollecitando interventi strutturali come la necessità di una Campagna di informazione per un concreto rilancio delle adesioni, l’estensione della detassazione degli investimenti e per discutere di un sistema impositivo che si mantenga agevolato ed equo, con l’obiettivo di salvaguardare la sostenibilità sociale e il necessario equilibrio fra prestazioni pubbliche e complementari, potendo contare per di più sul ruolo che il secondo pilastro ha assunto sempre di più come importante tessera del sistema degli ammortizzatori sociali (R.I.T.A., riscatto per adesione al contratto di espansione, per mobilità, cigs o cigo) e favorendo l’estensione delle coperture accessorie.</p>
<p>In questo senso, può essere molto utile intensificare anche le azioni sinergiche con le altre principali entità esponenziali del comparto previdenziale, compresi i fondi preesistenti, come il Previndai, per fornire un fronte comune e massa critica adeguati a una nuova strategia organica sul modello di welfare nel Paese, che definisca in modo unitario fabbisogni, priorità e criteri di intervento.</p>
<p>Il consolidamento della ripresa economica dell’Italia post – Covid passa anche dalla riattivazione degli investimenti e dalla canalizzazione delle risorse finanziarie dei fondi pensione verso l’economia reale. Il sistema previdenziale può e deve giocare un ruolo fondamentale a sostegno dello sviluppo economico e della crescita futura del Paese. Per questo, la nostra Associazione partecipa alla costruzione del “<strong>Progetto Economia Reale</strong>”, il cui obiettivo è facilitare l’afflusso di investimenti verso l’economia nazionale attraverso Fondi di Fondi gestiti da FII (Fondo Italiano di Investimento Sgr), mobilitando risorse provenienti dai Fondi pensione e dal co-investitore Cassa Depositi e Prestiti.</p>
<p>Ne abbiamo parlato diffusamente anche in un convegno del 14 luglio scorso organizzato dal CNEL: l’emergenza sanitaria ha evidenziato con forza che, al fine di garantire alla previdenza complementare una maggiore resilienza nelle situazioni di difficoltà dei mercati finanziari, occorre guardare al futuro con una visione strategica, sia dal punto di vista politico,  economico che sociale.</p>
<p>In questo senso ci aspettiamo molto anche dalle risorse europee per il PNRR, un’opportunità unica per il nostro Paese per la ripresa dell’economia e dell’occupazione, presupposti imprescindibili per un incremento delle adesioni ai fondi pensione e delle dimensioni patrimoniali degli stessi, a tutto beneficio di un concreto intervento nell’economia reale, per la riduzione delle disuguaglianze territoriali e generazionali e un aumento del livello di inclusione previdenziale.</p>
<p>I 3,651 milioni di aderenti ai fondi negoziali; gli oltre 63 miliardi di Euro di risorse accumulate dai negoziali e destinate alle future prestazioni; il rendimento medio annuo che resta positivo al 3,1 per cento, malgrado le turbolenze dei mercati che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, con i costi più bassi in assoluto, dimostrano che Assofondipensione, a quasi 20 anni dalla sua costituzione, ha saputo lavorare con efficacia per coordinare e valorizzare al meglio la crescita e il lavoro dei fondi pensione negoziali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<strong>Assofondipensione</strong> è l’Associazione dei fondi pensione negoziali, costituita nel settembre del 2003 ad opera delle principali organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori (Confindustria, Confcommercio, Confservizi, Confcooperative, Legacoop, Agci, e Cgil, Cisl, Uil e Ugl). Ad oggi risultano essere 31 i fondi pensione soci, istituiti, su base nazionale o regionale, nei principali comparti produttivi.</p>
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		<title>Previdenza complementare, un investimento per i lavoratori e per il Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 08:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commento]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Di Vittorio Gervasi, Consigliere di amministrazione Previndai Scattiamo un’istantanea sulla situazione pensionistica italiana: 301 miliardi all’anno spesi dallo Stato per pagare le pensioni, un importo pari al 16,8% del Pil; ogni 1000 lavoratori ci sono 602 pensionati; in quasi una famiglia su due c’è un titolare di pensione. Il tutto in un sistema pensionistico –&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-GERVASI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b>Di Vittorio Gervasi, Consigliere di amministrazione Previndai</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scattiamo un’istantanea sulla situazione pensionistica italiana: 301 miliardi all’anno spesi dallo Stato per pagare le pensioni, un importo pari al 16,8% del Pil; ogni 1000 lavoratori ci sono 602 pensionati; in quasi una famiglia su due c’è un titolare di pensione. Il tutto in un sistema pensionistico – a “ripartizione” &#8211; dove i contributi versati da chi lavora oggi servono per pagare le pensioni di oggi e per quelle di domani, si vedrà. Come se non bastasse abbiamo intanto conquistato la maglia nera per denatalità: le culle degli italiani sono sempre più vuote. Quando si parla di riforma delle pensioni dalla realtà non si può proprio prescindere e la realtà appena descritta ci interroga e chiede risposte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In parallelo, abbiamo la previdenza complementare. Un sistema sano, perché funziona a “capitalizzazione”, cioè ogni lavoratore che sceglie di attivare un fondo pensione ha un suo “conto” dove vengono accantonati i versamenti contributivi, investiti con l’obiettivo di ottenere un buon rendimento, e che al termine della vita professionale garantiranno una pensione integrativa utile a mantenere il tenore di vita raggiunto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non solo, la previdenza complementare fa anche sì che nel sistema paese ci siano a disposizione ingenti somme da investire, per generare – direttamente o indirettamente – economia e sviluppo. Sono circa 185 miliardi le risorse fino ad oggi accumulate dalla previdenza complementare. Una mole di risparmio di questa entità ha un indubbio effetto benefico anche per l’economia oltre che, ovviamente, per i sottoscrittori delle forme pensionistiche complementari, che possono contare su un’integrazione al reddito da pensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esaminiamo un caso concreto. Previndai, il fondo dei manager italiani, nel  2015, in un contesto di tassi di interesse bassi, decide di aggiornare  la politica di investimento. La finalità è duplice: offrire soluzioni nuove e più performanti rispetto alle attese degli iscritti e immettere risorse fresche, con funzione propulsiva, nell’economia reale. Così, nell’ambito dell’asset allocation strategica del Fondo, si introduce una quota (fino al 10%) di asset alternativi illiquidi, per arrivare a investire in FIA (Fondi di Investimento Alternativi). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il che si traduce in 300 milioni di euro &#8211; in gran parte già investiti &#8211; che vanno a sostenere il settore delle infrastrutture in Italia ed in Europa ma anche il private equity e il direct lending, con ricadute importanti in termini occupazionali: un’iniezione di capitali per la crescita economica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi piace poi sottolineare che in questi investimenti un’attenzione particolare è dedicata alla sostenibilità e ai criteri ESG. Valutare l’impatto ambientale, l’impatto sociale e di governance delle imprese in cui si investe per premiare chi, oltre a generare profitti, rispetta l’ambiente, tutela i lavoratori, rispetta i diritti umani. Una scelta perseguita con determinazione per arrivare a dotarsi di validi strumenti di analisi e controllo di questi fattori, ritenuti oramai, giustamente, imprescindibili per favorire lo sviluppo di un’economia sana e responsabile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella stessa direzione propulsiva per il Paese si muove poi il progetto di Cassa Depositi e Prestiti, pensato per facilitare l’afflusso di capitali provenienti dai fondi pensione (anche in modalità consortile) verso l’economia nazionale, per mettere sempre più risorse a disposizione e a supporto della crescita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo a questo punto ben definire l’azione dei fondi pensione un vero sistema di welfare allargato, per tutelare non solo gli iscritti ma l’intero ecosistema nel quale si sviluppa una economia sana e che punta all’innovazione finanziaria e al benessere della collettività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’auspicio dunque è che la fiscalità possa diventare più favorevole per gli investimenti dei fondi pensione, esercitando così un effetto leva sulla previdenza integrativa.  Un fisco più leggero, infatti, può renderla sempre più attrattiva, conveniente e catalizzatrice di risorse propulsive per l’economia; in un contesto dove la previdenza pubblica necessita di riforme radicali per garantirsi la sopravvivenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo momento storico di particolare incertezza, i fondi pensione rappresentano un porto sicuro nel mare agitato della previdenza pubblica, sempre alla ricerca di un equilibrio, tra istanze di cui la politica si fa portavoce e conti da far quadrare, ma che purtroppo non quadrano affatto, per le ragioni fotografate nell’incipit di questa breve riflessione. </span></p>
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		<title>L’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale per progettare il futuro, anche in azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 15:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commento]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-LUSARDI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-LUSARDI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-LUSARDI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-LUSARDI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-LUSARDI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-LUSARDI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Commento di Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per l’Educazione Finanziaria e Professoressa della George Washington University School of Business. Progettare il futuro in condizioni di grande  incertezza è una delle imprese del nostro tempo. Molte cose stanno cambiando sotto i nostri occhi e continueranno a trasformarsi a una velocità senza precedenti, con impatti sulla società,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/leducazione-finanziaria-assicurativa-e-previdenziale-per-progettare-il-futuro-anche-in-azienda/">L’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale per progettare il futuro, anche in azienda</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Progettare il futuro in condizioni di grande  incertezza è una delle imprese del nostro tempo. Molte cose stanno cambiando sotto i nostri occhi e continueranno a trasformarsi a una velocità senza precedenti, con impatti sulla società, sulle aziende e sulle persone. Il mercato del lavoro pone nuove sfide alla competitività delle imprese in termini di formazione del capitale umano e dello sviluppo di competenze a tutti i livelli, anche e soprattutto manageriali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale ci offre una visione per il futuro e gli strumenti e i metodi per migliorare il nostro benessere economico, anche nei momenti di crisi.</span><span style="font-weight: 400;"> Gli studi dimostrano che c’è una forte connessione tra conoscenza finanziaria e capacità di resistere agli shock: chi sa di più affronta meglio gli imprevisti ed è finanziariamente meno fragile. I costi della non conoscenza sono altissimi nell’epoca dell’informazione e della digitalizzazione, ed è l’intera società a pagarne il prezzo, insieme ai singoli individui. </span><span style="font-weight: 400;">Oggi più che mai  è necessario investire in formazione  e capitale umano, incluso in conoscenze finanziarie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’educazione finanziaria però non è una risposta alla crisi, ma al mondo che cambia. E ci aiuta a governare questo cambiamento, anche in azienda. </span><span style="font-weight: 400;">I mercati finanziari sono diventati più complessi e si è ampliata l’offerta di prodotti a disposizione delle imprese e dei consumatori, grazie alla tecnologia e ai servizi digitali. L’aumento della speranza di vita e i cambiamenti demografici ci impongono di re-immaginare il nostro futuro, anche previdenziale. Il primo pilastro del sistema pensionistico, quello obbligatorio, è sempre meno sufficiente a garantirci di poter mantenere il nostro stile di vita quando saremo usciti dal mercato del lavoro. E questo riguarda tutti i lavoratori, i dipendenti, gli autonomi e i professionisti, gli imprenditori. Ed anche le generazioni future. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I numeri non sono confortanti; </span><span style="font-weight: 400;">le adesioni ai fondi di previdenza complementare, seppure in crescita, sono molto basse in Italia: aderisce solo il </span><span style="font-weight: 400;">33 per cento dei lavoratori, secondo la </span><a href="https://www.covip.it/sites/default/files/relazioneannuale/covip_-_considerazioni_del_presidente_2020_-_14.06.2021.pdf"><span style="font-weight: 400;">Relazione annuale Covip</span></a><span style="font-weight: 400;">. Come bassa è la conoscenza degli strumenti di previdenza complementare: meno della metà degli intervistati nell’ultima indagine del </span><a href="http://www.quellocheconta.gov.it/export/sites/sitopef/modules/quaderni_ricerca/Rapporto-Edufin-2021.pdf"><span style="font-weight: 400;">Comitato Edufin-Doxa</span></a><span style="font-weight: 400;"> dichiara di conoscerne il loro funzionamento. E non c’è solo un tema di adesioni ai fondi, come mostra sempre l’ultimo Rapporto Covip: </span><span style="font-weight: 400;">ci sono anche circa un milione di iscritti alla previdenza complementare che non versano contributi da 5 anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’educazione previdenziale</span><span style="font-weight: 400;">, anche nel secondo pilastro pensionistico, </span><span style="font-weight: 400;">può aiutare a comprendere l’importanza di risparmiare con costanza e di </span><span style="font-weight: 400;">pianificare una contribuzione adeguata ai nostri obiettivi futuri</span><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"> Può insegnarci a utilizzare bene il tempo, una delle risorse più importanti in finanza. Dico spesso che la pensione è una cosa da giovani e per i giovani, proprio perché sono loro a possedere gran parte di questa risorsa. E voglio aggiungere che la pensione è una forma di risparmio più che mai adatta ai nostri figli per consentire loro di costruirsi in anticipo dei progetti di vita, e che bisogna imparare l’abc della finanza e della previdenza sin dalla scuola per costruirci un futuro più sereno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scuola deve porre le basi, le fondamenta della nostra conoscenza finanziaria. Ma cosa succede dopo la scuola? Come per tutte le materie che ci servono per abitare il mondo, che è in continuo cambiamento, anche per l’educazione finanziaria serve la formazione continua. E quale posto migliore delle aziende per innalzare nuovi pilastri sulle fondamenta della nostra conoscenza finanziaria?  Ogni singola impresa potrebbe introdurre forme di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale sul posto di lavoro per offrire ai dirigenti, ai dipendenti e ai collaboratori informazioni aggiornate. E per migliorare le competenze necessarie a prendere decisioni consapevoli per il proprio futuro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il coinvolgimento delle imprese nella diffusione dell’educazione finanziaria tra i lavoratori può contribuire ad aumentare il livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani che in generale è ancora basso, nonostante i progressi degli ultimi anni, con effetti non solo sulla pensione, ma sulla capacità di progettare il domani. </span><span style="font-weight: 400;">U</span><span style="font-weight: 400;">na famiglia su quattro nel nostro Paese dichiara di non avere obiettivi di medio-lungo termine (rapporto Comitato Edufin &#8211; Doxa</span><span style="font-weight: 400;">); </span><span style="font-weight: 400;">mentre secondo il 75% degli intervistati  nell’ultimo “</span><a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/report-famiglie" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane</span></a><span style="font-weight: 400;">”, è difficile risparmiare per obiettivi troppo lontani nel tempo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma è proprio da una prospettiva di lungo periodo che è necessario ripartire per costruire il futuro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, che ho l’onore di dirigere, promuoviamo l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale non solo per gli adulti, ma anche per i giovani; non solo sui luoghi di lavoro, ma anche a scuola, come materia obbligatoria; nei piccoli comuni e nelle grandi città, con iniziative come “Il Mese dell’educazione finanziaria” che vogliono raggiungere anche chi è escluso dal mercato del lavoro o chi rischia di non entrarci.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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