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	<title>Pensioni Archivi - Previndai Media Player</title>
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	<title>Pensioni Archivi - Previndai Media Player</title>
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		<title>Sei vicino alla pensione? Fai un check del tuo salvadanaio previdenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 11:42:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="625" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione-300x188.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="625" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione-300x188.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/pensione-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Nel corso della nostra vita, compiamo scelte che influenzano direttamente il valore del nostro salvadanaio previdenziale complementare.</p>
<p>Per questo è fondamentale, quando si parla di pensione integrativa, prendersi il tempo per rivedere con attenzione le decisioni fatte nelle diverse fasi del percorso. In particolare, è utile verificare che le opzioni di investimento scelte al momento dell’adesione al fondo pensione siano ancora coerenti con i nostri obiettivi attuali.</p>
<p><strong>Partiamo dalla composizione del portafoglio:</strong> se il salvadanaio previdenziale fosse ancora investito in un comparto finanziario (Bilanciato o Sviluppo), potrebbe essere il momento giusto per una revisione.</p>
<p>Perché? Perché la priorità diventa proteggere quanto accumulato negli anni, più che massimizzare i rendimenti della gestione. Passare alla linea garantita (comparto Assicurativo) significa, infatti, mettere in sicurezza il capitale accantonato negli anni di partecipazione a Previndai. Questo comparto protegge dalle perdite: il capitale è garantito al 100% e si prevede anche un rendimento minimo dello 0,5%. Se questa è un’indicazione valida nella maggioranza dei casi, è vero anche che queste scelte dovrebbero sempre tenere in considerazione una serie di fattori (oltre all’orizzonte temporale che separa dal momento di richiedere la tua pensione di scorta), come per esempio la propria propensione al rischio e la situazione economico-patrimoniale generale. Di certo, però, la programmazione è sempre consigliabile: pianificare per tempo permette di proteggere il nostro salvadanaio previdenziale da eventuali rischi.</p>
<p>Altro elemento molto importante, quando si è vicini alla fine della carriera lavorativa, è <strong>conoscere e valutare anche</strong> <strong>tutte le opportunità disponibili</strong>.</p>
<p>Se si arriva al traguardo della pensione nei tempi previsti, le opzioni variano in base ad alcuni fattori. Innanzitutto, l’anzianità di iscrizione alla previdenza complementare: per i vecchi iscritti (prima del 1993) è possibile ottenere l’intera prestazione in capitale (con una fiscalità però spesso penalizzante); per gli altri si prevede che almeno il 50% delle somme accumulate sia trasformato in rendita. Esiste anche un altro caso in cui la posizione si può ottenere al 100% in capitale, quando l’accantonato è meno corposo e la rendita che ne deriverebbe risulterebbe molto esigua.</p>
<p>Ma conosciamo meglio la <strong>rendita</strong>. Parliamo di <strong>pagamenti che</strong> <strong>sono sempre e comunque vitalizi</strong>, cioè erogati finché l’aderente è in vita, ma con possibilità di scegliere delle opzioni affinché la rendita corrisponda al meglio alle nostre necessità.</p>
<p>Ecco tutte le opzioni disponibili:</p>
<p><strong>La</strong> <strong>rendita reversibile</strong> consente di designare, al momento della decorrenza, un beneficiario che continuerà a riceverla in caso di scomparsa del titolare; naturalmente l’importo della rendita sarà tanto più basso quanto più alta è l’aspettativa di vita del ‘reversionario’, per questo occorre valutare se designare ‘reversionari’ molto giovani, come i figli per esempio.</p>
<p><strong>La rendita certa </strong>prevede il pagamento garantito per un certo numero di anni: cinque, dieci o quindici, anche in caso di scomparsa del titolare. In pratica, se questi venisse a mancare, la rendita continuerebbe a essere erogata (per il numero di anni indicato) al soggetto designato come beneficiario, e poi cesserebbe. Se invece, anche dopo il periodo di certezza, l’iscritto fosse in vita, continuerebbe a ricevere normalmente la sua rendita, che è sempre, appunto, vitalizia. Oggi questa tipologia è tra le più richieste dagli iscritti a Previndai, che è utile ricordarlo, eroga la pensione di scorta a più di 7mila ex dirigenti.</p>
<p><strong>La</strong> <strong>rendita controassicurata</strong> permette, nella sostanza, in caso di scomparsa, la restituzione ai beneficiari della parte di capitale non ancora erogata sotto forma di rendita.</p>
<p><strong>La</strong> <strong>rendita Long Term Care</strong> prevede il raddoppio dell’importo della rendita nel caso di perdita di autosufficienza, fornendo una protezione maggiore in situazioni di bisogno. Questo tipo di rendita va richiesta entro i 70 anni di età dell’iscritto.</p>
<p>Ricorda: attivare queste garanzie aggiuntive incide in diminuzione rispetto all’importo della rendita erogata, in basso trovi un esempio utile.</p>

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			<p>Infine, c’è sempre la possibilità di non ritirare subito il proprio salvadanaio previdenziale da Previndai. In questo caso devi sapere però, che trascorso un anno dalla pensione di vecchiaia, <strong>alcune condizioni relative ai comparti cambieranno</strong>: i rendimenti non saranno più quelli minimi sinora riconosciuti ma quelli effettivamente registrati dalla gestione assicurativa, mantenendo comunque la garanzia del capitale al 100%. Infine, varieranno le tavole di conversione in rendita, cioè i parametri applicati per il calcolo dell’assegno vitalizio, che saranno aggiornate alle attuali condizioni di mercato.</p>
<p>La finalità della previdenza complementare è certamente quella di mettere a disposizione una rendita da affiancare all’assegno pensionistico pubblico per mantenere un buon tenore di vita anche dopo l’addio al lavoro, ma esistono anche delle altre possibilità che è bene tenere in considerazione. Innanzitutto, se si dovesse lasciare il lavoro prima dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni a oggi), si potrebbe pensare all’opzione RITA, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata,<strong> </strong>che consente di ottenere un’erogazione frazionata e anticipata rispetto al momento della pensione fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.</p>
<p>Questa soluzione è particolarmente utile perché permette &#8211; a chi non lavora più ma prima della pensione di vecchiaia &#8211; di attingere al proprio capitale previdenziale in modo graduale, beneficiando di una tassazione agevolata su tutta la posizione: tra il 15% e il 9% in base agli anni di anzianità maturati nella previdenza complementare.</p>
<p>È importante ricordare che la RITA può essere richiesta da chi ha almeno venti anni di contribuzione nel regime previdenziale obbligatorio e si trova nei cinque anni precedenti alla pensione di vecchiaia (o dieci anni in caso di inoccupazione prolungata per almeno due anni).</p>

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		<title>Pensione, rischio o opportunità?</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/pensione-rischio-o-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 09:24:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="562" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita.png 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita-300x169.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita-768x432.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />Dall’Università di Bologna e Pavia un progetto (REWIRE) per misurare e contrastare i rischi psicologici e cognitivi legati all’addio al lavoro. Se sei un iscritto che sta per andare in pensione anche tu puoi partecipare alla ricerca e scoprire se sei predisposto a un ritiro dal lavoro difficile Quando andrò in pensione viaggerò per il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="562" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita.png 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita-300x169.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/Previndai-rischio-opportunita-768x432.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p><b><i>Dall’Università di Bologna e Pavia un progetto (REWIRE) per misurare e contrastare i rischi psicologici e cognitivi legati all’addio al lavoro</i></b><span style="font-weight: 400;">. </span><b><i>Se sei un iscritto che sta per andare in pensione anche tu puoi partecipare alla ricerca e scoprire se sei predisposto a un ritiro dal lavoro difficile</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando andrò in pensione viaggerò per il mondo, farò il nonno/nonna a tempo pieno, frequenterò un corso di fotografia o mi ritirerò nella mia casa al mare o in campagna. Per chi non è ancora in pensione, nella stragrande maggioranza dei casi il ritiro dal lavoro è immaginato come un momento per dare spazio a sé stessi e alle proprie passioni e inclinazioni, un tempo tutto per sé e per le persone care, uno spazio di vita senza più vincoli esterni e orari predefiniti. Un orizzonte positivo insomma. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia non sempre il passaggio a questa nuova fase dell’esistenza è vissuta in maniera positiva. Per molti può tradursi in un momento di forte incertezza e stress, di rarefarsi delle relazioni sociali, di difficoltà a reinventarsi, tanto da essere considerato tra i 10 eventi più stressanti della vita di un individuo. Uno stress che rischia di avere conseguenze psico-fisiche importanti, come depressione e disturbi neurodegenerativi. Un rischio tanto più grande, non solo a livello individuale ma anche sociale, quanto più l’aspettativa di vita dopo la pensione, fortunatamente, si allunga. Oggi in Italia si tratta mediamente di 20 anni, un periodo troppo lungo per non essere sfruttato al meglio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo Previndai ha deciso di collaborare con le Università di Bologna e Pavia per la realizzazione di un importante progetto di studio a livello nazionale, </span><a href="https://site.unibo.it/rewire/it/partecipa"><span style="font-weight: 400;">REWIRE</span></a><span style="font-weight: 400;">, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e portato avanti dalla</span> <span style="font-weight: 400;">Prof.ssa Alessia Tessari (Coordinatrice progetto), dal Dott. Giovanni Ottoboni, dalla Dott.ssa Valentina Colonnello, dalla Dott.ssa Denise Dal Lago dell’Università di Bologna e dal Prof. Alessio Toraldo e dalla Dott.ssa Alessandra Peluzzi dell’Università di Pavia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma di cosa si tratta concretamente?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">REWIRE è pensato per creare una misura oggettiva dei rischi legati al pensionamento e per promuovere il benessere dei pensionati. E se vorranno, anche gli iscritti a Previndai prossimi alla pensione potranno partecipare concretamente all’iniziativa (basta cliccare </span><a href="https://site.unibo.it/rewire/it/partecipa"><span style="font-weight: 400;">qui</span></a><span style="font-weight: 400;">), che si propone di ‘arruolare’ 10 mila pensionandi in tutta Italia. Il progetto si articolerà in due fasi, la prima che prevede la creazione di un indice per individuare preventivamente i soggetti più a rischio di sviluppare disturbi dopo la pensione e la seconda che si esplicherà in un programma di prevenzione delle difficoltà che potrebbero essere legate al pensionamento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella prima parte del progetto, che avrà la durata di circa un anno, si chiederà ai partecipanti allo studio di compilare delle interviste/questionari on line in momenti diversi: al pensionamento, dopo tre mesi, dopo sei mesi e dopo un anno dallo stesso. Si tratterà di rispondere a dei giochi o brevi compiti online, direttamente dal proprio smartphone, con una prima sessione più lunga, di circa 45 minuti complessivi (che potrà essere completata anche in più momenti) mentre per gli appuntamenti successivi l’impegno, in termini di tempo, sarà via via inferiore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla fine della fase di raccolta dei dati i partecipanti avranno come feedback la definizione del proprio livello di rischio di sviluppare un post-pensionamento non ottimale e potranno aver chiari gli aspetti migliorabili per garantirsi uno stile di vita adeguato anche dopo l’addio al lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo finale è di far sì che la metodologia diventi uno strumento di screening su larga scala, compilabile e utilizzabile da tutti i pensionandi che vorranno sfruttarlo. Una volta sviluppato, e reso pubblico, lo strumento sarà disponibile gratuitamente on line e sarà in grado di fornire un’indicazione sul proprio livello di rischio, ma anche suggerimenti utili riguardo quali aspetti della propria vita valorizzare, e quali, invece, considerare modificabili per affrontare al meglio la transizione verso il pensionamento e la vita futura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella seconda fase del programma si passerà alla parte più ‘pratica’ anche per i partecipanti allo studio. Si prevede infatti di testare un protocollo di attività, sui soggetti individuati come a maggior rischio nella prima parte del progetto, che comprenderà programmi di allenamento fisico e cognitivo, mirati a migliorare il benessere generale, sotto la supervisione di uno specialista qualificato nel campo delle scienze motorie. Perché, anche se in pochi lo sanno, l’attività fisica è tra i fattori più importanti per un buon invecchiamento, anche dal punto di vista mentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">REWIRE è un progetto di ricerca che ha potuto concretizzarsi con il sostegno del Programma PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) finanziato dal Mistero dell’Università e della Ricerca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se sei un pensionando o sei appena andato in pensione, puoi entrare a far parte dello studio (ricordiamo che i test e i questionari sono anonimi), ti basterà seguire questo </span><a href="https://site.unibo.it/rewire/it/partecipa"><span style="font-weight: 400;">link</span></a><span style="font-weight: 400;">!</span></p>
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		<title>A chi lascio il mio Fondo pensione? Piccola guida alla designazione dei beneficiari</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/a-chi-lascio-il-mio-fondo-pensione-piccola-guida-alla-designazione-dei-beneficiari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 09:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Sono da poco stati pubblicati i nuovi modelli per individuare i beneficiari della prestazione di previdenza complementare, una buona occasione per ricordare cos’è la designazione, se è obbligatoria e come farla. E per ricontrollare quelle più datate: oltre 4 mila risalgono a più di 20 anni fa! Una delle caratteristiche dei fondi pensione è che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prev-mod.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b><i>Sono da poco stati pubblicati i nuovi modelli per individuare i beneficiari della prestazione di previdenza complementare, una buona occasione per ricordare cos’è la designazione, se è obbligatoria e come farla. E per ricontrollare quelle più datate: oltre 4 mila risalgono a più di 20 anni fa!</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una delle caratteristiche dei fondi pensione è che permettono la massima libertà di scelta sulla destinazione delle proprie risorse, garantendo anche la possibilità di stabilire a chi e quanto lasciare in caso non fosse possibile godere del proprio salvadanaio previdenziale. Per farlo basta inviare a Previndai la propria scelta tramite il modello per la designazione dei beneficiari, compilabile online dalla propria </span><a href="https://servizi.previndai.it/login.xhtml"><span style="font-weight: 400;">Area Riservata</span></a><span style="font-weight: 400;">, nella sezione Prestazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È bene sottolineare che di default i beneficiari della posizione di un iscritto al Fondo sono gli eredi (le somme comunque non ricadono in successione), che ne hanno diritto in parti uguali; ma se si volesse optare per una suddivisione differente o per altre persone (anche giuridiche), diverse dagli eredi, si potrebbe utilizzare appunto lo strumento della designazione dei beneficiari. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’indicazione di uno o più beneficiari non è comunque una scelta irreversibile, con lo stesso modello utilizzato per la designazione si può infatti anche revocarla e, eventualmente, scegliere destinatari diversi compilando successivamente un nuovo modulo. A questo proposito è molto importante ricordarsi di controllare le proprie designazioni, soprattutto se avvenute molto indietro nel tempo, per verificare che le scelte siano ancora attuali. Dai nostri archivi emerge, infatti, che dei poco meno di 10 mila soggetti che hanno designato dei beneficiari, più della metà lo ha fatto oltre dieci anni fa e un gran numero (più di 4 mila persone) addirittura 20 anni fa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È ovviamente buona regola essere certi dell’attualità delle scelte effettuate e, in ogni caso, è consigliabile utilizzare i nuovi modelli per la designazione, pubblicati nelle scorse settimane, anche qualora non fosse necessario apportare modifiche. Questo permetterà al Fondo di avere a disposizione maggiori informazioni sui beneficiari, che potrebbero risultare particolarmente utili nel caso in cui fosse necessario rintracciarli in seguito alla scomparsa prematura di un iscritto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricordiamo che è possibile controllare le designazioni effettuate direttamente dall’</span><a href="https://servizi.previndai.it/login.xhtml"><span style="font-weight: 400;">Area Riservata</span></a><span style="font-weight: 400;"> ma, vista la delicatezza di queste informazioni, per farlo è necessario accedere con Spid o autenticarsi tramite codice temporaneo (Otp) inviato su un cellulare certificato. Infine, è bene tenere a mente che la compilazione dei moduli per la designazione avviene online, come accennato sopra, ma gli stessi dovranno poi essere stampati, firmati e inviati a Previndai in originale insieme alla copia di un documento in corso di validità, per una maggiore sicurezza proprio e del Fondo.</span></p>
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		<title>Pensioni e spesa pubblica, che sarà delle uscite anticipate?</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/pensioni-e-spesa-pubblica-che-sara-delle-uscite-anticipate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 08:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/pensioni_spesepubblica.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/pensioni_spesepubblica.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/pensioni_spesepubblica-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/05/pensioni_spesepubblica-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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			<p><b><i>Nel Def 2024 non ci sono indicazioni per il prossimo anno, anzi si prevede che la spesa pensionistica continui a crescere fino al 2040 anche senza nessuna misura per ritirarsi dal lavoro in anticipo. Tutti i numeri del Documento di Economia e Finanza sulla previdenza</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La popolazione italiana invecchia, questa non è una novità ed è anche una buona notizia se si pensa al miglioramento delle aspettative di vita. Però, allo stesso tempo, la natalità sta inesorabilmente calando e anche l’apporto dell’immigrazione, nel lungo periodo, è visto in discesa. Tutte variabili che incidono sulla spesa pubblica per le pensioni e quindi inevitabilmente si rifletteranno sulle decisioni del Governo circa la complessiva riforma della previdenza e in particolare, probabilmente, sui meccanismi di uscita anticipata dal lavoro rispetto alle regole attuali che indicano la pensione di vecchiaia, ad oggi, all’età di 67 anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui sotto è riportato il grafico che mostra l’andamento negli anni della spesa pensionistica italiana rispetto al Prodotto interno lordo (misurata in percentuale su quest’ultimo). È evidente il picco del 2020, dovuto principalmente alla caduta del Pil (-9% Nel 2020) ma anche dall’avvio di ‘Quota 100’ nel 2019. Dal 2024 al 2028 ci si aspetta un livello piuttosto costante, attorno al 15,6% del Pil, mentre il top è stimato nel 2040, quando la percentuale arriverà al 17%, per poi iniziare la sua lenta discesa. Discesa che dovrebbe portare a un livello appena sotto il 14% nel 2070,  determinato “dall’applicazione generalizzata del calcolo contributivo che si accompagna all’inversione di tendenza nel rapporto tra numero di pensioni e numero di occupati”, si legge nel Documento di Economia e Finanza 2024, approvato il 9 aprile scorso dall’Esecutivo.</span></p>

		</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">Traducendo queste percentuali in numeri, vediamo che i costi per la previdenza nel 2024  saranno di 337,4 miliardi di euro, che diventeranno 345,7 miliardi nel 2025 e  356,3 miliardi l’anno successivo; per arrivare a sfiorare i 370 miliardi nel 2027.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi numeri e queste spiegazioni sembrerebbero lasciare poco spazio a un nuovo intervento a favore delle uscite anticipate dal lavoro, com’è stato finora per le varie ‘Quote’ introdotte dal 2019 in poi. D’altronde, già quest’anno si è assistito a un forte giro di vite, con la proroga di Quota 103 ma in versione ‘light’, ovvero con una forte penalizzazione per quanti la hanno scelta o sceglieranno: il ricalcolo dell’assegno con il sistema totalmente contributivo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Com’è noto, soprattutto per le incognite legate alle spese per il Superbonus, il Def da poco approvato non contiene previsioni per il futuro, nemmeno per il 2025. Tuttavia non è difficile immaginare che neanche il prossimo anno sarà quello buono per la tanto attesa riforma del sistema previdenziale che, auspicabilmente, dovrebbe riguardare anche la previdenza complementare, con interventi volti a rafforzarla e diffonderla il più possibile, soprattutto tra i giovani. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quel che è certo, al momento, è che se il Governo non deciderà di intervenire con la prossima Legge di Bilancio, il 2025 sarà ricordato come l’anno dell’addio alle ‘Quote’, con il ritorno alla formula piena della legge Fornero: uscita solo a 67 anni di età per le pensioni di vecchiaia o prima, con la pensione contributiva anticipata, che richiederà almeno 64 anni di età con 20 anni di contributi e un assegno pensionistico di almeno 1.600 euro lordi ai valori attuali (tre  volte l’assegno sociale). </span></p>

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		<title>In Pensione nel 2023: Quota 103 con requisito di reddito</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/in-pensione-nel-2023-quota-103-con-requisito-di-reddito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 14:17:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/pensione_quota-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><b><i>Con la legge di Bilancio il governo Meloni ha introdotto nuove regole per le uscite anticipate. Tagliola sull’indicizzazione degli assegni sopra i 2.100 euro lordi. Perdita di 75 euro al mese per un lordo di 4 mila e fino a 175 a quota 6 mila euro </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche il prossimo anno, come il precedente, porterà delle modifiche ai requisiti per lasciare il lavoro in anticipo. Il nuovo governo guidato dal premier, Giorgia Meloni, ha infatti sdoganato la così detta Quota 103, che abbassa il requisito anagrafico previsto dalla precedente Quota 102, portandolo da 64 a 62 anni ma solo con almeno 41 anni di contributi versati (erano 38 nella versione precedente). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa novità però non riguarda tutti, perché per la prima volta nel così detto sistema delle Quote viene introdotto anche un paletto reddituale. Potranno infatti accedere a Quota 103 solo i pensionandi con uno stipendio mensile di non più di 2.600 euro lordi circa. Oltre questa somma non scatterà la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo con le nuove regole e si prevede anche un divieto di cumulo con altri redditi, esclusi quelli da lavoro occasionale fino a un tetto massimo di 5 mila euro l’anno di guadagni.</span></p>

		</div>
	</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">La previsione di un requisito reddituale è pensata per cercare di contenere i costi a carico dello Stato per le uscite anticipate con Quota 103 che, secondo i tecnici del Tesoro, dovrebbero costare 571 milioni nel 2023, che diventerebbero 1,18 miliardi nel 2024. A questa somma bisogna però aggiungere i circa 10 milioni stimati per la riproposizione del così detto Bonus Maroni, ovvero la possibilità di ottenere l’azzeramento della quota di contributi versati dal lavoratore, circa il 9 % della retribuzione lorda, con un conseguente aumento direttamente in busta paga. A questo premio avrà diritto però solo chi avrebbe i requisiti per andare in pensione con Quota 103 ma deciderà di rimanere al lavoro. Inoltre, se si vorrà usufruire del bonus si dovrà accettare che l&#8217;importo della pensione rimanga congelato al livello maturato al momento della scelta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per finanziare questi interventi, e anche la proroga di Opzione donna (con modifiche che ne stringono le maglie) e l’Ape sociale, il governo è intervenuto rivedendo le soglie di rivalutazione degli assegni pensionistici per il biennio 2023-2024. Con l’inflazione in corsa, infatti, la spesa per questa voce è attesa in forte crescita, con un incremento di oltre 5 miliardi per il 2022 che sarebbero diventati 21 miliardi l’anno prossimo. Con il nuovo sistema il governo ha risparmiato invece 2,5 miliardi per il 2023 e 4 miliardi circa nel 2024 e 2025, riducendo sensibilmente la percentuale di adeguamento all’inflazione per gli assegni di importo maggiore (vedere tabella sotto).</span></p>

		</div>
	</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">Queste fasce rimarranno valide fino al 2024, a meno di proroghe future che al momento non è possibile escludere. Nella pratica si tratta di un assegno più basso di circa 75 euro al mese per pensioni da 4 mila euro lorde, che arrivano a 175 euro mensili per gli assegni da 6 mila euro lordi. A questi livelli di reddito, infatti, la quota di indicizzazione riconosciuta scende fino al 32% mentre prima l’adeguamento era al 75% dell’inflazione. Da ricordare comunque che vista l’inflazione per il 2022 l’indicizzazione massima è stata di ben il 7,3%. Le nuove norme prevedono di converso anche un incremento delle pensioni minime, oggi circa 525 euro mensili, attraverso una super-rivalutazione che porterà questi assegni a570 euro nel 2023 e 580 euro nel 2024. La somma salirà a 600 euro per i pensionati ultra-settantacinquenni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo, ancora una volta, in attesa di una complessiva riforma del sistema pensionistico italiano, promessa anche dal neo-governo guidato dal premier Meloni. Una riforma che dovrebbe prevedere novità anche per la previdenza complementare, per rilanciarla e diffonderla sempre più, soprattutto tra i giovani.  </span></p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/in-pensione-nel-2023-quota-103-con-requisito-di-reddito/">In Pensione nel 2023: Quota 103 con requisito di reddito</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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