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	<title>Previdenza Archivi - Previndai Media Player</title>
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	<title>Previdenza Archivi - Previndai Media Player</title>
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		<title>Previdenza pubblica: scopriamo i contributi volontari aggiuntivi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 11:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />Tra le novità della legge di Bilancio 2025 ce n’è una che riguarda anche i giovani e la previdenza. Si tratta della possibilità, per chi è stato assunto dal 1° gennaio 2025 in poi, di incrementare i versamenti a suo carico fatti all’Inps per irrobustire il futuro assegno pensionistico pubblico, aumentando la propria aliquota contributiva&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/previndenza-pubblica-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p><span style="font-weight: 400;">Tra le novità della legge di Bilancio 2025 ce n’è una che riguarda anche i giovani e la previdenza. Si tratta della possibilità, per chi è stato assunto dal 1° gennaio 2025 in poi, di incrementare i versamenti a suo carico fatti all’Inps per irrobustire il futuro assegno pensionistico pubblico, aumentando la propria aliquota contributiva fino a un massimo del 2%. Tradotto in numeri, questo significa che dal 9,49% della retribuzione annua lorda che viene versato oggi dal lavoratore, si potrebbe arrivare fino all’11,49%. Per attivare il versamento aggiuntivo, il lavoratore deve fare richiesta al proprio datore di lavoro, che ne gestisce la trattenuta in busta paga, ma le modalità per farlo non sono ancora state stabilite, lo saranno con  un decreto attuativo ancora in attesa di pubblicazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già da questa breve descrizione, appare chiaro che si tratta di una possibilità che non sostituisce ma, eventualmente, potrebbe affiancare la scelta di aderire alla previdenza complementare, perché modalità di partecipazione e risultati sono davvero molto diversi, come vedremo più avanti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Volendo approfondire, va detto innanzitutto che l’opzione +2% non modifica i requisiti per il pensionamento, ma contribuisce ad accrescere il salvadanaio previdenziale pubblico; in sostanza, i contributi aggiuntivi non anticipano l’età pensionabile ma permettono di ottenere un assegno Inps più alto una volta maturati i requisiti di vecchiaia. Dal punto di vista fiscale, il 50% dell’importo versato è deducibile dal reddito, con un beneficio variabile in base allo scaglione IRPEF. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se si confronta questo meccanismo con il trattamento fiscale della previdenza complementare, emergono alcune differenze significative. Per chi aderisce ai fondi pensione, infatti, i contributi versati sono interamente deducibili dal reddito fino a un massimo di 5.165 euro l’anno, senza il limite del 50% previsto per i contributi aggiuntivi Inps. Inoltre, la tassazione sulla pensione integrativa, al momento dell’erogazione, sarà più vantaggiosa rispetto a quella della pensione obbligatoria. Sulle rendite erogate dalla previdenza complementare (per quanto accumulato dal 2007 in poi) si applica infatti una tassazione definitiva tra il 15% e il 9%, tanto più bassa quanto maggiore è l’anzianità di partecipazione alla previdenza complementare. Sulla pensione invece si applicano le aliquote Irpef, che partono da un minimo del 23%. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma al di là del trattamento fiscale, c’è una differenza molto importante tra i contributi aggiuntivi che potranno essere versati all’Inps dai neoassunti e quanto viene versato dagli iscritti ai fondi pensione, se questi decidono di non limitarsi al solo Tfr. Per i lavoratori che scelgono di iscriversi al fondo di categoria (quello previsto dal contratto di riferimento), il versamento della propria quota (in media attorno all’1% della retribuzione lorda) porta con sé l’obbligo per il datore di lavoro di versare anch’esso la sua quota, che in molti casi è anche superiore a quella del lavoratore. Un versamento da parte del datore di lavoro che non è previsto nel caso si opti per versare il contributo aggiuntivo fino al 2% per la previdenza obbligatoria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, se è ancora presto per capire come reagiranno i giovani a questa novità, si può certamente dire che la sua introduzione non modifica, di fatto, l’impostazione della previdenza complementare né può essere considerata, a ragione, un suo sostituto. </span></p>
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		<title>Previdenza: tutte le novità nella Legge di Bilancio 2025</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/previdenza-tutte-le-novita-nella-legge-di-bilancio-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 09:25:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-1536x1024.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Il governo è al lavoro per far quadrare i conti della prossima manovra finanziaria. Difficile allargare le maglie delle uscite anticipate. Attesi interventi per rafforzare la previdenza complementare. &#160; La coperta, si sa, è corta e per questo nella prossima legge di Bilancio per il 2025 non c’è da aspettarsi stravolgimenti in tema di previdenza&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-1536x1024.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/09/shutterstock_2448588299-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><strong>Il governo è al lavoro per far quadrare i conti della prossima manovra finanziaria. Difficile allargare le maglie delle uscite anticipate. Attesi interventi per rafforzare la previdenza complementare.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La coperta, si sa, è corta e per questo nella prossima legge di Bilancio per il 2025 non c’è da aspettarsi stravolgimenti in tema di previdenza anche se il dibattito, come sempre in questo periodo dell’anno, è molto acceso. Tuttavia, per quella complementare ci sono diverse importanti novità all’orizzonte.</p>
<p>Come accennato, i conti non lasciamo molto spazio agli interventi sulle uscite anticipate, costate svariati miliardi negli anni scorsi, e anzi si pensa alla possibilità di ampliare l’orizzonte lavorativo dei dipendenti pubblici, permettendo loro di lavorare anche oltre i 67 anni fissati oggi come soglia massima; mentre per chi voglia lasciare il lavoro prima della pensione di vecchiaia potrebbe essere prorogata Quota 103, con passaggio al sistema interamente contributivo per quanti la sceglieranno, come già nel 2024. Sempre per ragioni di spesa sono invece in vista nuovi tagli alle pensioni considerate più alte, sopra i 2.300 euro lordi circa (quattro volte l’assegno minimo) ma forse tornando alla formula precedente, che prevedeva una rivalutazione piena fino a quella soglia, per scendere al 90% per quelle tra quattro e cinque volte il minimo e al 75% oltre le sei volte .</p>
<p>Il capitolo più corposo della prossima manovra finanziaria sul tema previdenza si annuncia comunque essere quello relativo al secondo pilastro, ovvero la partecipazione ai fondi pensione. Al momento presso i ministeri competenti si ragiona su tre ipotesi principali: una nuova stagione di silenzio/assenso, la possibilità di cumulare gli assegni della previdenza pubblica e di quella complementare per arrivare a raggiungere la cifra delle tre volte l’assegno sociale necessaria ad andare in pensione con il metodo contributivo già a 64 anni (e almeno 20 anni di contributi) e l’eventualità di prevedere per tutti i neoassunti il conferimento obbligatorio di una parte del TFR (il 20% o il 25%) appunto ai fondi pensione.</p>
<p><strong>Silenzio/assenzo</strong>. Si tratta di una previsione inserita nel nostro ordinamento nel 2007, che prevede per tutti i nuovi assunti un tempo di sei mesi per esprimere la volontà di lasciare il Trattamento di fine rapporto in azienda, diversamente le somme vengono dirottate al fondo pensione negoziale di rifermento (nella linea di investimento garantita). Se si andasse davvero verso un nuovo semestre di Silenzio/assenso, si estenderebbe la previsione a tutti coloro i quali attualmente hanno ancora lasciato il loro Tfr presso il datore di lavoro: questi lavoratori avrebbero sei mesi di tempo per esplicitare la volontà di mantenere il Trattamento di fine rapporto presso il datore di lavoro e, qualora non si esprimessero, si attiverebbe il trasferimento automatico al fondo di categoria. Inoltre l’operazione dovrebbe essere accompagnata, secondo le anticipazioni circolate, da una campagna di sensibilizzazione per far comprendere l’importanza di avere a disposizione una pensione di scorta, soprattutto per chi rientra nel sistema completamente contributivo, ovvero coloro i quali hanno iniziato a lavorare dal 1996 in poi.</p>
<p><strong>Somma pensione pubblica e complementare per accesso pensionamento anticipato</strong>. La misura riguarderebbe solo i lavoratori che rientrano completamente nel sistema contributivo, perché per loro è possibile richiedere la pensione anticipata al raggiungimento dei 64 anni di età (meno per le donne con figli) se si hanno a disposizione almeno 20 anni di contributi versati all’Inps ma solo nel caso in cui il primo assegno pensionistico sia pari almeno a 3 volte l’assegno sociale (oggi circa 530 euro). L’idea sarebbe quella di permettere ai lavoratori di utilizzare anche l’importo della pensione di scorta erogata dalla previdenza complementare per arrivare alla soglia richiesta, appunto almeno tre volte l’importo dell’assegno minimo Inps.</p>
<p><strong>Obbligo di una quota di Tfr ai fondi pensione. </strong>Si tratterebbe sostanzialmente di un’adesione automatica alla previdenza complementare, probabilmente per i giovani entro i 35 anni di età, ma prevedendo che solo una quota (si è parlato del 20%/25%) venga investita in un fondo pensione. L’opzione non è stata approfondita e non è certo che sarà inserita in Legge di Bilancio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al momento siamo ancora nella fase delle ipotesi, dovremo aspettare ancora almeno qualche settimana per sapere se e quali misure sulla previdenza saranno effettivamente inserite nella Legge di Bilancio per il 2025.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>On line il Prospetto 2023, cos&#8217;è e perché leggerlo!</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/on-line-il-prospetto-2023-cose-e-perche-leggerlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 09:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="488" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-1024x488.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-1024x488.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-300x143.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-768x366.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-1536x731.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-2048x975.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="488" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-1024x488.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-1024x488.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-300x143.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-768x366.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-1536x731.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/07/prospetto-pensione_ok-2048x975.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><b><i>C’è un documento che ogni anno arriva agli iscritti e che non dovrebbe essere lasciato nel cassetto (digitale). È il Prospetto delle prestazioni pensionistiche – fase di accumulo, che il Fondo ha pubblicato nel mese di giugno nell’Area Riservata degli aderenti. Ma perché leggerlo?</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Prospetto delle prestazioni pensionistiche &#8211; fase di accumulo, a dispetto del nome poco invitante, è uno strumento molto utile e a disposizione degli iscritti a un fondo pensione, perché in poche pagine riassume tutte le informazioni più importanti sulla propria posizione di previdenza complementare: dall’ammontare al 31 dicembre 2023 (con le relative scelte di investimento) al riepilogo degli importi in entrata e uscita (contributi, eventuali anticipazioni e reintegri) fino alla proiezione di quale potrebbe essere il suo valore alla fine della carriera lavorativa. In più un focus sulle performance degli investimenti, non solo nell’anno passato ma anche negli ultimi tre, cinque e dieci anni. Insomma, il Prospetto è un documento personale e personalizzato che Previndai elabora ogni anno e mette a disposizione nell’Area Riservata in formato Pdf o invia per posta a coloro i quali non siano ancora passati al recapito on line. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E se è vero che le stesse informazioni, anche più aggiornate rispetto a fine 2023, sono disponibili anche nell’Area Riservata del sito, il Prospetto ha l’indubbio vantaggio di raggruppare tanti dati significativi in un unico documento, senza la necessità di navigare tra le diverse funzionalità e opzioni per trovarli. Inoltre, mettendo a confronto le ‘edizioni’ dei vari anni è semplice e intuitivo comprendere l’evoluzione del proprio salvadanaio previdenziale, a colpo d’occhio. Anche perché nella sua nuova formulazione, in vigore dal 2021, il Prospetto si è arricchito di immagini e infografiche gradevoli e di facile lettura. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">S</span><span style="font-weight: 400;">e non hai ancora scaricato la nostra App, fallo subito e alla pubblicazione del prossimo Prospetto riceverai anche una notifica direttamente sul tuo cellulare.</span></p>

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		<title>Ma perché le donne vivono più degli uomini?</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/ma-perche-le-donne-vivono-piu-degli-uomini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 11:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="591" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/life.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/life.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/life-300x177.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/life-768x454.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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			<p><b><i>Che l’aspettativa di vita delle donne sia più alta di quella degli uomini non è una novità. Ma da quali e quanti fattori è influenzata? E come e perché si è modificata nei secoli?</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sole è giallo, il cielo è blu e l’aspettativa di vita delle donne è maggiore di quella degli uomini. Un dato di fatto, conosciuto da tutti, che tuttavia merita di essere esplorato anche solo per la curiosità di comprenderne i meccanismi e scoprire se sia poi una realtà così universale, nello spazio e nel tempo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come suggerisce un interessante saggio di </span><a href="https://ourworldindata.org/why-do-women-live-longer-than-men"><span style="font-weight: 400;">Our World in Data</span></a><span style="font-weight: 400;">, a firma di Saloni Dattani e Lucas Rodés-Guirao, questo è vero in praticamente tutto il mondo anche se, naturalmente, ci sono Paesi in cui sono gli uomini a essere più longevi. Ma cerchiamo di fare un po’ di ordine.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Innanzitutto, va detto che il dato medio sull’aspettativa di vita alla nascita dipende dalla combinazione dei diversi tassi di mortalità registrati in vari periodi della vita: la nascita e l’infanzia, la giovinezza e l’età adulta e la vecchiaia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ebbene forse non tutti sanno che i neonati maschi hanno un tasso di mortalità, alla nascita e nelle settimane successive, più elevato rispetto a quello delle femmine. Questo per via delle nascite premature più frequenti, dei disordini genetici, di una maggiore predisposizione alle infezioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La stessa tendenza si ritrova nel corso della giovinezza, e anche questo sempre a livello globale, perché gli uomini hanno maggiori probabilità di ritrovarsi coinvolti in atti di violenza e/o incidenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, in vecchiaia i maschi sono più di frequente colpiti da malattie croniche, connesse magari  all’abitudine al fumo o all’assunzione di alcol e droghe in gioventù.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, è piuttosto intuibile che il modo in cui i tassi di mortalità di queste diverse età si sommano per dare il risultato finale sull’aspettativa di vita è variato molto negli anni e grandi differenze sulla differente longevità tra uomini e donne si riscontrano ancora oggi a livello geografico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quanto alla prima variabile, il tempo, va rilevato che le differenze nella mortalità alla nascita e infantile erano decisamente più alte nei primi decenni del secolo XX, così come, ovviamente, punte altissime nelle differenti aspettative di vita si registrano nei periodi delle due guerre mondiali. Quanto alle differenze geografiche, invece, il divario maggiore nell’aspettativa di vita fra uomini e donne si riscontra attualmente (dati nei 2021) in Russia, con una differenza di oltre dieci anni in più per la popolazione femminile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Guardando all’Italia si può vedere come, partendo da una situazione invertita sul finire del 1800, quando le prospettive di vita erano leggermente migliori per gli uomini che per le donne, la differenza sia andata man mano allargandosi a favore del genere femminile (con picchi elevatissimi durante le due guerre mondiali), per poi normalizzarsi e riprendete a salire fino ai primi anni Novanta. Da allora il gap è andato man mano restringendosi, passando da una differenza stimata di 6,7 anni ai 4,7 anni del 2021. Quest’ultimo dato, a sua volta,  è leggermente inferiore rispetto alla media globale, che segna un dislivello di cinque anni nelle aspettative di vita tra uomini e donne.</span></p>

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			<p><span style="font-weight: 400;">Già sappiamo, però, che in futuro gli italiani saranno ancora più longevi, con un numero atteso di ultraottantenni che sarà pari al 10% della popolazione nazionale nel 2060. Basta questodato, unito al il gap atteso tra l’ultima retribuzione e il primo assegno pensionistico (attorno al 60% per gli impiegati e al 40% per i dirigenti completamente nel metodo di calcolo contributivo), per rendere evidente quanto la previdenza complementare sempre di più avrà un peso determinante per poter vivere con serenità anche i tanti anni, si spera in salute, dopo l’addio al lavoro. Per scoprire di più su come rafforzare il tuo salvadanaio previdenziale clicca </span><a href="https://www.previndai.it/versamenti-volontari/"><span style="font-weight: 400;">qui</span></a><span style="font-weight: 400;">. </span></p>

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		<title>Facciamo i conti con la Previdenza</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/facciamo-i-conti-con-la-previdenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 11:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Previndai anche quest’anno ha partecipato all’ottobre Edufin, il mese dell’Educazione Finanziaria e Previdenziale, con un seminario tra gli studenti di Roma Tre Ottobre è il mese dell’educazione finanziaria e previdenziale, ormai conosciuto dagli addetti ai lavori anche come l’#OttobreEdufin, dal nome del Comitato per la promozione dell’eduzione finanziaria del ministero dell’Economia. Previndai anche quest’anno ha&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/previndai_educazione.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b><i>Previndai anche quest’anno ha partecipato all’ottobre Edufin, il mese dell’Educazione Finanziaria e Previdenziale, con un seminario tra gli studenti di Roma Tre</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ottobre è il mese dell’educazione finanziaria e previdenziale, ormai conosciuto dagli addetti ai lavori anche come l’#</span><b>OttobreEdufin</b><span style="font-weight: 400;">, dal nome del Comitato per la promozione dell’eduzione finanziaria del ministero dell’Economia. </span><b>Previndai</b><span style="font-weight: 400;"> anche quest’anno ha partecipato all’iniziativa, organizzando in collaborazione con il </span><b>Dipartimento di Economia Aziendale di Roma Tre</b><span style="font-weight: 400;">, un seminario dal titolo un po’ provocatorio: </span><b><i>Facciamo i conti con la previdenza</i></b><span style="font-weight: 400;">. Il riferimento è ai numeri del nostro studio ‘</span><b>Quanto costa la serenità</b><span style="font-weight: 400;">’, di cui abbiamo parlato nell’incontro, durante una lezione della professoressa Ornella Ricci, davanti ai suoi studenti e in diretta con tutti gli iscritti a Previndai che hanno voluto partecipare e con i giovani che gli stessi hanno voluto invitare per tramite nostro. </span><a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Fmassmail-selda.musvc1.net%2Fe%2Ftr%3Fq%3D4%253d0g2TE%2526I%253d6Y%2526u%253dY5YCZ%2526p%253dTFd3WG%2526R%253diK1Mt_IXzQ_TH_ORtW_YG_IXzQ_SMTxN.wOfMpKe2p.Fu_IXzQ_SMTq-4vKu6uQ_srZw_3g2MmFhAt_IXzQ_SMYAS0_ORtW_YGRG_ORtW_YGqyBw0uAb0-T8u6yFbCl-Tf3pKbI-8Z-pK1LcIl-YAS0.WjG%2526k%253dJvJ302.ElQ%2526jJ%253dCe2XE%2526Qt%253dSGY4RG2h8bX8aFZ4aF%2526E%253dA4ja2U8fA7Dbg5jX52D9ASBa9Zk86Xka05mcc7jg45l82REfdZ9A6VAdbTG04WAC%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;e=c7bb8f48&amp;h=2c113467&amp;f=y&amp;p=n&amp;l=1"><span style="font-weight: 400;">Qui</span></a><span style="font-weight: 400;"> è possibile scaricare le slide presentate e lo studio completo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’approfondimento è mirato a dimostrare, calcoli alla mano, quanto poco costi per un giovane lavoratore investire per il suo futuro nella previdenza complementare, per sfatare il mito del ‘non posso permettermi un fondo pensione’. Dallo studio, realizzato dal nostro Ufficio Gestione dei Rischi, guidato da Simona Farrotti, emerge infatti con grande chiarezza che per un neoassunto di 30 anni il </span><b>costo</b><span style="font-weight: 400;"> della previdenza complementare, negli ipotizzati 40 anni di carriera, sarà di soli </span><b>12.600 euro</b><span style="font-weight: 400;"> a fronte di un </span><b>gruzzolo di 380 mila euro</b><span style="font-weight: 400;"> nel proprio salvadanaio previdenziale. Ben 120 mila euro in più di chi avesse deciso di investirvi il solo Tfr e più del doppio di colui il quale avesse lasciato in azienda il Trattamento di fine rapporto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un risultato sorprendente possibile grazie a più fattori: innanzitutto il </span><b>contributo del datore di lavoro </b><span style="font-weight: 400;">(2% della retribuzione lorda nelle ipotesi dello studio, calcolato in base alla media di quanto previsto per i principali quattro fondi pensione negoziali italiani), che è dovuto se il lavoratore decide di versare anche la propria quota (ipotizzata nell’1,1% della retribuzione, sempre una media di quanto richiesto dai quattro principali fondi di categoria)  oltre al solo Tfr e che di fatto </span><b>raddoppia </b><span style="font-weight: 400;">almeno quanto versato dall’iscritto. Questo però vale per chi si iscrive ai </span><b>fondi di categoria</b><span style="font-weight: 400;"> e non anche per i fondi aperti né altre soluzioni di mercato.  C’è poi il ‘lavoro’ dei </span><b>rendimenti</b><span style="font-weight: 400;">: scegliendo i comparti giusti, nel lungo orizzonte temporale di iscrizione alla previdenza complementare, possono fare la differenza; e ultima, ma non per importanza, la </span><b>fiscalità vantaggiosa</b><span style="font-weight: 400;"> sia nella fase del versamento dei </span><b>contributi</b><span style="font-weight: 400;"> (che sono </span><b>deducibili fino a 5.164 euro l’anno</b><span style="font-weight: 400;">), che sui </span><b>rendimenti</b><span style="font-weight: 400;"> realizzati (tassati al </span><b>20% invece che al 26%</b><span style="font-weight: 400;">) che sulle prestazioni, in particolare sulla </span><b>pensione di scorta</b><span style="font-weight: 400;">, che sconta un’aliquota tra il </span><b>15% e il 9%.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, tante evidenze a favore dell’investimento in previdenza complementare fin dall’inizio della carriera lavorativa, per spingere i </span><b>giovani</b><span style="font-weight: 400;"> a pensare al loro </span><b>futuro</b><span style="font-weight: 400;"> fin da subito, senza rimandare perché si pensa che il gioco non valga la candela o che non si guadagni a sufficienza per potersi permettere un simile investimento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da canto suo </span><b>Previndai</b><span style="font-weight: 400;"> ha realizzato lo studio e partecipato, come negli anni scorsi all’#</span><b>OttobreEdufin</b><span style="font-weight: 400;">, perché crede realmente nell’importanza dell’educazione finanziaria e previdenziale, che infatti è di recente stata inserita anche tra le materie scolastiche. Non abbiamo alcun vantaggio diretto da queste iniziative e non lo cerchiamo: i nostri iscritti sono solo dirigenti, dunque non certo i neoassunti a cui si rivolge lo studio o il nostro seminario. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo però davvero convinti che solo rendere le </span><b>nuove generazioni consapevoli</b><span style="font-weight: 400;"> di quanto la previdenza complementare diventerà essenziale per chi si trova nel sistema completamente contributivo possa evitare di creare domani ampie fasce di popolazione anziana non in grado di provvedere economicamente al proprio sostentamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche per questo abbiamo istituito un </span><b>premio di laurea</b><span style="font-weight: 400;">, in memoria del nostro storico Direttore </span><b>Franco Di Giovambattista</b><span style="font-weight: 400;">, scomparso prematuramente. Ogni anno premiamo </span><b>tre giovani</b><span style="font-weight: 400;"> brillanti e meritevoli, laureati in discipline economiche o statistiche, per le loro </span><b>tesi sui temi della previdenza e delle assicurazioni sociali</b><span style="font-weight: 400;">. </span><b>Quest’anno</b><span style="font-weight: 400;"> abbiamo conferito il riconoscimento nel corso del seminario all’Università di Roma Tre e i vincitori sono: </span><b>Nicola Favero, Francesca Serra e Flavia Tramacere</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prossima edizione partirà a breve e tutti i dettagli per partecipare saranno pubblicati, come sempre, sul nostro </span><a href="https://www.previndai.it/chi-siamo/#premio-di-laurea"><span style="font-weight: 400;">sito</span></a><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Previndai, 30+ anni tra previdenza e industria</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/previndai-30-anni-tra-previdenza-e-industria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 14:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Il Fondo ha celebrato con un convengo i primi 30 anni di previdenza complementare con lo sguardo rivolto al futuro del Paese Celebrare i 30 anni della previdenza complementare in Italia senza guardarsi alle spalle ma con gli occhi puntati al futuro. Questo l’obiettivo del convegno 30+ Una finestra sul futuro, organizzato da Previndai lo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-1024x683.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-1024x683.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119-768x512.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/Previndai_119.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b><i>Il Fondo ha celebrato con un convengo i primi 30 anni di previdenza complementare con lo sguardo rivolto al futuro del Paese</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Celebrare i 30 anni della previdenza complementare in Italia senza guardarsi alle spalle ma con gli occhi puntati al futuro. Questo l’obiettivo del convegno 30+ Una finestra sul futuro, organizzato da Previndai lo scorso 10 novembre a Roma, che ha visto la partecipazione di relatori di primo piano del mondo della previdenza e dell’economia reale: il Presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, il vice Presidente di Confindustria, Alberto Marenghi, ma anche il Presidente Inps, Pasquale Tridico, il direttore Covip, Lucia Anselmi, la direttrice del Comitato per l’Educazione Finanziaria, Annamaria Lusardi. E poi, in una tavola rotonda dedicata a immaginare quali investimenti e quali vie per tornare a far crescere l’economia italiana, anche il Presidente di Ania, Maria Bianca Farina, quello di Borsa Italiana, Claudia Parzani, assieme all’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini e a quello di Fincantieri, Pierroberto Folgiero.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’introduzione, a cura del Presidente di Previndai, Francesco Di Ciommo, ha ripercorso i 30 e più anni (32 anni per la precisione) di Previndai, che è definito un fondo pre-esistente, proprio perché nato prima della riforma del settore, concretizzata nel 1993, dopo l’incipit dell’ottobre 1992, quando fu emanato il decreto legislativo che ha dato il via alla realizzazione dell’impalcatura di tutto il sistema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel suo intervento il Presidente ha ricordato le sfide per i prossimi anni, sottolineando che in base all&#8217;ultimo rapporto Covip, solo il 35% dei lavoratori italiani ricorre alla previdenza complementare. L’obiettivo è quindi «attrarre il restante 65% e sbloccare così potenzialità altissime per tutto il sistema-paese italiano», perché ci sarebbero più risorse per i fondi pensione come Previndai per reinvestire nell&#8217;economia reale. Un investimento, quello nell’economia italiana che il Fondo dei manager ha già intrapreso «stando ben attenti, come sempre, a evitare rischi eccessivi». Un pensiero, poi, ai giovani: «Da anni chiediamo ai governi una fiscalità più favorevole» peri contributi previdenziali, soprattutto degli under 30. Sarebbe inoltre necessaria, ha sottolineato Di Ciommo, una campagna informativa per spiegare l&#8217;importanza della previdenza complementare sin dall&#8217;ingresso nel mondo del lavoro</span><b>. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E proprio ai giovani è dedicato lo studio, presentato nel corso dell’evento e che sarà presto consultabile sul sito Previndai (www.previndai.it), </span><i><span style="font-weight: 400;">“La previdenza tra 30 anni, quale valore diamo alla serenità?”.</span></i><span style="font-weight: 400;"> Dal lavoro, realizzato dal team di Previndai guidato dalla responsabile della Gestione Rischi, Simona Farrotti, e da Corrado Scafa, emerge con chiarezza che per un giovane di 30 anni il contributo da sborsare di tasca propria per ottenere una previdenza complementare più consistente (non limitata al versamento del solo Tfr) risulta davvero contenuto e spalmato in un arco temporale molto lungo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A commentare lo studio, tra gli altri, il Presidente Inps Tridico, che ha ricordato “La previdenza si sostiene con il lavoro, questo è il problema principale, al quale si aggiungono guerra, inflazione e denatalità.  Il calo demografico è un problema nella transizione perché oggi vediamo una uscita molto forte di lavoratori che non sono adeguatamente sostituiti dalle nuove nascite. Se non siamo capaci di creare nuove nascite e dare loro occasioni di lavoro saremo sempre in una situazione di insostenibilità”. Secondo il numero uno dell’Istituto ciò che serve davvero ai ragazzi è “un salario”; “dobbiamo fare in modo che i nostri giovani siano occupati e che abbiano occasioni di lavoro. Abbiamo una disoccupazione molto forte e un alto tasso di giovani laureati che vanno all&#8217;estero, questo non è solo un problema di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, c&#8217;è anche un problema di capacità produttiva”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora, sulla previdenza complementare, il Presidente di Federmanager Cuzzilla ha sottolineato: “Garantire pensioni sostenibili alle giovani generazioni con il rilancio della previdenza integrativa può e deve essere un obiettivo perseguibile”. Perché &#8220;il secondo pilastro della previdenza non è mai decollato in quanto manca una appropriata educazione finanziaria e sono insufficienti gli strumenti che possono incentivare adeguatamente il ricorso a questa forma integrativa. Sappiamo bene che la pensione non potrà in futuro essere totalmente a carico dello Stato e il sistema non sarà in grado di far fronte alla spesa pensionistica: nel 2050 il rapporto tra individui in età lavorativa e individui fuori dall&#8217;età lavorativa sarà di uno a uno”, ha aggiunto il Presidente di Federmanager. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul tema è tornata anche la Presidente di Ania (e di Poste Italiane) Farina, che ha ricordato: abbiamo “il dovere di creare un futuro adeguato ai nostri giovani, che significa assicurare un futuro al nostro Paese”. E guardando ai prossimi anni, ha aggiunto: “tutti dobbiamo dare il nostro contributo, l&#8217;Ue ci ha dato parecchi finanziamenti ma è importante che al loro fianco ci siano anche delle risorse private. Come investitori istituzionali dobbiamo indirizzare i risparmi che ci vengono affidati verso l&#8217;economia reale”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista delle imprese, rappresentate da Webuild e Fincantieri, fondamentale per il futuro dell’Italia sarà non tirarsi indietro dagli investimenti necessari e scommettere sempre di più sulle competenze. Per creare il futuro “dobbiamo investire adesso, i cantieri che iniziamo oggi sono il mondo del futuro e lì si comincia a capire a cosa servono le infrastrutture, che non servono solo a dare lavoro ma soprattutto a cambiare la vita delle persone. Dobbiamo tirare fuori la capacità di realizzare” i progetti, ha detto l’amministratore delegato di Webuild Salini.  Che è poi tornato sul Pnrr: “è fondamentale, sono 210 miliardi e dobbiamo essere capaci di spenderli&#8221;. Infine, per il ceo di Fincantieri, Folgiero, “E’ importante ricominciare dai mestieri, perché per il settore del manifatturiero la mancanza dei mestieri è un problema. Aziende come Fincantieri si sono salvate dalla delocalizzazione perché sono state abituate ad avere competenze distintive, Fincantieri è una specie di laboratorio del Paese per capire come fare manifattura in Italia e come fare a rilanciarla”. </span></p>
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