<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Intervista Archivi - Previndai Media Player</title>
	<atom:link href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/category/intervista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/category/intervista/</link>
	<description>Testi, audio e video di approfondimento per i nostri iscritti</description>
	<lastBuildDate>Fri, 13 May 2022 11:19:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Intervista Archivi - Previndai Media Player</title>
	<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/category/intervista/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Surfare in mercati volatili senza farsi male</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/surfare-in-mercati-volatili-senza-farsi-male/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 15:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://previndaimediaplayer.previndai.it/?p=428</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />In questa intervista con Barbara Alemanni, professore di finanza comportamentale, spieghiamo quali sono gli errori più comuni e cosa fare per cercare di evitarli Immobilismo, comportamenti gregari, miopia temporale. Sono tutti atteggiamenti che possono influenzare in maniera negativa le scelte di investimento, soprattutto in periodi di particolare volatilità dei mercati. Lo racconta in questa intervista&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/surfare-in-mercati-volatili-senza-farsi-male/">Surfare in mercati volatili senza farsi male</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/04/cornice-ALEMANNI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b>In questa intervista con Barbara Alemanni, professore di finanza comportamentale, spieghiamo quali sono gli errori più comuni e cosa fare per cercare di evitarli</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Immobilismo, comportamenti gregari, miopia temporale. Sono tutti atteggiamenti che possono influenzare in maniera negativa le scelte di investimento, soprattutto in periodi di particolare volatilità dei mercati. Lo racconta in questa intervista con </span><i><span style="font-weight: 400;">Previndai Media Player</span></i><span style="font-weight: 400;">  Barbara Alemanni, professore ordinario di Economia degli Intermediari finanziari presso l&#8217;Università di Genova e affiliate professor alla SDA Bocconi. Per la previdenza complementare il monito è uno solo: si fanno pochissimi switch di comparto in questo settore, e questo non è necessariamente un bene, ma di certo andrebbero fatti solo “Se cambiano i nostri bisogni e non se cambiano i mercati”.  </span></p>
<p><b>Siamo in una fase di grande volatilità dei mercati finanziari, quali sono gli errori più comuni tra gli investitori in queste fasi?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Innanzi tutto, una doverosa premessa: i comportamenti non sono mai codificabili fino in fondo e non ci sono ricette per superare totalmente l’emotività delle persone. La bacchetta magica non esiste. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciò detto, i comportamenti degli investitori nelle condizioni di volatilità vanno letti in funzione delle loro ‘avversioni’.  Perché l’atteggiamento delle persone nei confronti del rischio è mediato dalla personalità: non è vero che diventiamo più avversi al rischio quando i mercati diventano più difficili e siamo più coraggiosi quando i mercati sono più facili. Questo è scientificamente sbagliato. Le persone hanno un certo temperamento nei confronti del rischio, che è caratteriale e che tendenzialmente rimane piuttosto costante nella vita di una persona”. </span></p>
<p><b>Quindi l’idea che se i mercati diventano più volatili le persone diventano più avverse al rischio è diffusa ma sbagliata?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Si, in realtà è un tema di percezione della capacità di sopportare le montagne russe dei mercati. Se sono particolarmente positivi e un investitore si interroga sui suoi obiettivi, questi diventano più ambiziosi e gli orizzonti temporali si allungano (‘Quando avrò bisogno del denaro? Beh per il momento non mi serve’). Quando viceversa i mercati diventano più difficili, immediatamente l’orizzonte temporale si accorcia e le persone ritengono di avere bisogno di quel denaro prima del dovuto e quindi preferiscono stare liquidi. Non è l’avversione al rischio che cambia ma la percezione della propria capacità di sopportare il rischio. E questo è un primo aspetto”. </span></p>
<p><b>Quali altri aspetti entrano in gioco?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il secondo aspetto è l’avversione alle perdite, che è una cosa profondamente diversa dall’avversione al rischio. L’avversione al rischio misura quanto si riescano a sopportare situazioni incerte senza troppe difficoltà, senza frustrazione psicologica. L’avversione alle perdite è invece l’atteggiamento asimmetrico che le persone hanno davanti a guadagni e perdite. L’avversione alle perdite fa sì che qualsiasi sia la nostra avversione al rischio le perdite pesino sempre di più dei guadagni. Qualcuno sostiene che si tratti di un errore cognitivo”. </span></p>
<p><b>Facciamo un esempio?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Poniamo che io abbia investito per mandare i miei figli, che oggi hanno tre anni, all’università. Ho investito in attività volatili perché sono quelle che, per loro natura, hanno la capacità di far crescere il portafogli nel lungo periodo. Tuttavia, a tre mesi dall’investimento, controllando le performance potrei registrare una perdita sul valore iniziale. Il che sarebbe normale perché sappiamo le attività volatili crescono ma con grandi oscillazioni. Il punto allora qual è? È che se si guarda troppo di frequente la performance degli investimenti si può incappare in un errore cognitivo: potrei registrare delle perdite, spaventarmi e provare il desiderio di uscire dai mercati. L’errore cognitivo consiste nell’essere miope, una miopia temporale. Un’incoerenza tra l’attività di monitoraggio dei miei investimenti, esagerato in questo caso, rispetto a quello che è il mio orizzonte temporale. Questo non significa ovviamente che debba aspettare 15 anni per capire se ho trovato o no un buon investimento!”</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Quindi?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Quello che sto dicendo è che se investo a lungo termine non ha senso che ogni giorno vada a controllare cosa succede ai miei investimenti. Se è un errore cognitivo, a questo punto, abbiamo capito che l’errore è la miopia e infatti tecnicamente si parla di ‘avversione alle perdite miope’. Ma c’è anche dell’altro, ci sono molte evidenze, anche nel mondo animale, che mostrano come il fastidio che proviamo davanti alle perdite sia qualcosa di connaturato. Alle persone non piace perdere e questo è un tratto che ovviamente non è uguale per tutti. Quindi c’è l’errore cognitivo ma c’è anche il tratto caratteriale. Dobbiamo comprendere dunque qual è il nostro atteggiamento davanti alle perdite per riconoscere quanto si possa essere portati a investire in attività che potrebbero darci dei dispiaceri. Ma c’è anche una terza ‘avversione’ utile per comprendere certi comportamenti tipici in mercati volatili”.</span></p>
<p><b>Qual è?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Si tratta dell’aversione al rammarico, quel senso di fastidio che proviamo quando non facciamo la scelta giusta. Tornando al tema della volatilità, è uno dei casi in cui possiamo cercare di metterci al riparo proprio dall’avversione al rammarico. Gli atti di difesa in questo caso possono essere due: il primo è un atto di omissione, perché omettere di fare la scelta giusta fa meno male di dover prendere atto di aver fatto la scelta sbagliata. Quindi abbiamo le persone immobili, che non escono dallo status quo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’altra difesa è una sorta di ‘mal comune mezzo gaudio’, fare quel che fanno gli altri, il conformismo. Il che, dal punto di vista dei comportamenti finanziari, significa comprare ai massimi o comunque quando i mercati salgono, e vendere quando i mercati scendono. Ovviamente tanto più volatili sono i mercati tanto più questo comportamento gregario rischia di farci perdere denaro.  Questo è un po’ il quadro: le avversioni spingono a comportamenti miopi, gregari, imitativi, o a situazioni di immobilismo spaventato, soprattutto in presenza di mercati particolarmente volatili”. </span></p>
<p><b>C’è dell’altro?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“C’è un tema di attenzione. È il tema della salienza. Oggi siamo bombardati di informazioni e questo ci porta spesso a fare considerazioni errate. Se c’è un’informazione che attrae la nostra attenzione sarà importante e quindi utile. Qui giocano un ruolo i mezzi di comunicazione, sentiamo in apertura dei Tiggì che le borse hanno bruciato miliardi, mentre una ripresa, anche diversi punti percentuali, non ha solitamente lo stesso risalto. C’è dunque una salienza delle informazioni a cui reagiamo, spesso e volentieri, in modo asimmetrico. Non è un’accusa agli organi di informazione, il punto è che la nostra attenzione selettiva può portarci a comportamenti non equilibrati”. </span></p>
<p><b>Riassumendo, se dovessimo dare due-tre spunti pratici da tenere presenti in mercati volatili, cosa potremmo dire?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Potremmo dire due cose: la prima è consigliare un serio esame di coscienza prima di fare investimenti che non sono alla nostra portata dal punto di vista psicologico, imparare a conoscersi bene, evitare euforia e depressione. Forse è più facile dirlo che farlo ma è un aspetto importante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Imparare a capire come siamo è fondamentale, ma magari impariamo tardi, siamo già sulle montagne russe ed ecco allora il secondo elemento da tenere sempre in considerazione: ricordarci perché abbiamo fatto determinate scelte. Per la stragrande maggioranza delle persone il denaro è un mezzo e non un fine e riportare l’attenzione all’uso che volevamo farne può aiutarci a togliere enfasi da un contesto di volatilità, a tenere a bada il rumore di fondo che inevitabilmente arriva. Questo può aiutarci a evitare la miopia, a evitare di trarre conclusione sul breve termine quando in realtà il breve termine impatta molto poco su quelli che erano i nostri obiettivi di investimento. Spaventarci oggi e uscire dai mercati, per un investimento che avevamo pensato a 15 anni, è probabilmente la peggior cosa che possiamo fare. La storia insegna che questi andamenti tendenzialmente si ripetono: a giorni terribili di borsa ne seguono tra i migliori che si possano ricordare. Insomma, siamo abituati ad usare la lente di ingrandimento in queste situazioni quando invece lo strumento che dovremmo usare è il binocolo. Il monito è rimanere coerenti con quelle che erano le motivazioni iniziali dell’investimento”.</span></p>
<p><b>L’informazione e l’educazione finanziaria che correlazione hanno con le scelte d’investimento? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Qui purtroppo non ci sono evidenze che possiamo definire incontrovertibili. Ci sono molte evidenze del fatto che persone con un maggiore grado di educazione finanziaria sono più disciplinate nei propri comportamenti ma anche molti esempi di operatori professionali che comunque commettono errori. Quindi è chiaro che ci sono errori che commettiamo per incompetenza, ignoranza nel senso letterale del termine, ed errori che facciamo per tutto quell’insieme di condizioni che la finanza comportamentale studia e che purtroppo possono essere fatti anche da operatori specialistici”. </span></p>
<p><b>È corretto dire che l’educazione finanziaria dà strumenti per fare scelte più consapevoli?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Certo e vorrei sottolineare che i concetti basilari da conoscere non sono molti. Sono il trade-off rendimento-rischio, l’importanza della diversificazione del portafoglio e l’importanza della diversificazione temporale. Educazione finanziaria vuol dire sapere che il rendimento è un premio per l’assunzione di un rischio e che più alto è il rendimento atteso maggiore è il rischio correlato; ma anche che una buona scelta di portafoglio è sempre non mettere tutte le uova nello stesso paniere e infine la coerenza con gli orizzonti temporali”. </span></p>
<p><b>Quanto contano le inclinazioni degli individui nelle scelte finanziarie di lungo periodo come quelle previdenziali?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Contano e molti aspetti li abbiamo già trattati. È chiaro che l’investimento previdenziale è un investimento di lungo periodo e dunque proprio per questo potremmo permetterci di scegliere linee più volatili, che possono far crescere potenzialmente di più la nostra rendita previdenziale. Ma ovviamente non siamo tutti uguali, ci sono alcune persone che soffrono di più l’incertezza e che, benché adeguatamente educate e rassicurate, se vedono un segno meno davanti al loro investimento si spaventano.  Benché ci sia il tempo per recuperare per alcune persone quei segni meno sono emotivamente pesanti da tollerare e quindi vale il discorso del comprendere quanto ci possa far male, infastidire e spaventare una situazione simile e comportarsi di conseguenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro elemento da considerare è che, soprattutto sul lungo periodo, soprattutto perché abbiamo comportamenti tendenzialmente inerziali, perché decidere è faticoso, una volta fatta una scelta tendiamo a mantenerla. Ma ci possono essere situazioni che sono per noi tanto sgradevoli da farci uscire dall’inerzia e spesso questo accade proprio nei momenti sbagliati. Tradotto nella previdenza complementare questo significa che, benché di switch tra linee di investimento se ne facciamo pochi, rischiamo di farli nei momenti sbagliati e non perché servano finanziariamente ma perché ci spaventiamo. Ricordiamo sempre che gli switch servono se cambiano i nostri bisogni non se cambiano i mercati”. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/surfare-in-mercati-volatili-senza-farsi-male/">Surfare in mercati volatili senza farsi male</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caro-energia: il mix italiano non cambierà presto, serve realismo</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/caro-energia-il-mix-italiano-non-cambiera-presto-serve-realismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 08:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://previndaimediaplayer.previndai.it/?p=333</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/caro-energia-il-mix-italiano-non-cambiera-presto-serve-realismo/">Caro-energia: il mix italiano non cambierà presto, serve realismo</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-foto4-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong><em>Per Tabarelli (Nomisma Energia) nei prossimi dieci anni le fonti di approvvigionamento italiane non muteranno in maniera sensibile. Per superare lo shock degli ultimi mesi serve aprire i rubinetti del Nord Stream 2</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un vero e proprio shock energetico quello vissuto dall’Italia negli ultimi mesi, con il prezzo del gas letteralmente schizzato (+500%) tra gennaio e dicembre 2021. Una situazione non prevedibile, ma certo la politica in questi anni ha badato più alla sostenibilità ambientale che alla sicurezza ed economicità del comparto. Ne è convinto Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia che in questa intervista con <em>Previndai Media Player</em> dice la sua su come evitare il ripetersi di questo scenario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il caro energia sembra fuori controllo in questo inizio di 2022, quali le cause principali?</strong></p>
<p>Direi che la causa principale è certamente la mancanza di gas dalla Russia, che ha varie ragioni. Ma non solo, in questo disordinato tentativo di uscire dalla pandemia, in Europa e nel mondo, si registrano diverse strozzature nelle supply chain e questo vale anche per il gas. Inoltre le scorte sono molto basse in tutta Europa, la Russia ha consegnato meno sui mercati spot e poi c’è il gasdotto Nord Stream 2 che è pronto ma non parte e questo è un problema fondamentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Uno stop legato alla crisi Ucraina?</strong></p>
<p>Sicuramente quello dell’Ucraina è un tema. Oggi si parla molto di possibili sanzioni alla Russia ma di fatto le sanzioni le stiamo già pagando noi europei nelle nostre bollette. Basterebbe dare l’ordine di partenza al Nord Stream 2 e i prezzi del gas avrebbero un crollo tangibile già nelle bollette del prossimo aprile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il problema allora viene tutto dall’Est?</strong></p>
<p>Non solo. La ripresa economica ha portato con se una forte domanda di gas naturale liquefatto (gnl) in Asia ma anche in tutta la Ue. A ciò si aggiunge il fatto che gli Stati Uniti non hanno tantissimo gas da mandare in Europa e anche una carenza di investimenti nelle fonti fossili, per via degli orientamenti della politica e della finanza verso un futuro senza questi combustibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma un simile scenario non era prevedibile, posto che era ipotizzabile un rimbalzo dell’economia dopo il crollo del 2020?</strong></p>
<p>Ex post è sempre facile trovare soluzioni. Personalmente da 20 anni sostengo che andiamo verso uno shock energetico ma mai avrei pensato che accadesse sul gas e con tale intensità. Negli ultimi 20 anni l’Ue non aveva avuto grandi difficoltà anche per il rapido sviluppo delle rinnovabili. Certo sapevamo che le scorte di gas in Europa quest’anno erano basse e oggi il problema è che non stiamo facendo nulla per far sì che a fine estate queste scorte siano piene e non si arrivi al prossimo inverno con la stessa situazione di questo 2022.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_row wpb_row vc_inner vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia.jpg" target="_self" data-large_image_width="2123" data-large_image_height="1932"  class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey dt-pswp-item rollover rollover-zoom"   ><img loading="lazy" decoding="async" width="2123" height="1932" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="Infografica Caro-Energia" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia.jpg 2123w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia-300x273.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia-1024x932.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia-768x699.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia-1536x1398.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/Infografica-Caro-Energia-2048x1864.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2123px) 100vw, 2123px"  data-dt-location="https://previndaimediaplayer.previndai.it/caro-energia-il-mix-italiano-non-cambiera-presto-serve-realismo/infografica-caro-energia/" /></a>
		</figure>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div></div>
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong>Il governo ha preso una serie di iniziative per calmierare gli effetti del caro-energia sulle bollette di cittadini e imprese, considerate però insufficiente dal mondo industriale. Cos’altro si potrebbe fare?</strong></p>
<p>Direi che sarebbe stato importante fare molto prima quello che il premier Mario Draghi ha fatto pochi giorni fa e cioè far pressione sulla Russia per avere più gas. Si potrebbe poi pensare di usare più carbone, come fa la Germania per esempio. Noi abbiamo diverse centrali a carbone e potremmo riaprile rapidamente. Ovviamente anche una riduzione dei consumi aiuterebbe, in questo l’arrivo di un clima più mite, andando verso la fine dell’inverno, sicuramente sarà un bene. Ma ribadisco, la cosa più urgente è la partenza del Nord Stream 2.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come far convivere la transizione verde voluta dall’Europa con la crescita economica e prezzi dell’energia sostenibili per un Paese come l’Italia, che importa gran parte dell’energia che consuma?</strong></p>
<p>Non è semplice, ci troviamo oggi in questa situazione anche perché negli ultimi anni la politica si è concentrata molto più sulla svolta ambientale che sul problema della sicurezza ed economicità degli approvvigionamenti. Lo shock energetico che stiamo vivendo in questo inverno 2022 dovrebbe restare come monito per il futuro e insegnarci che abbiamo bisogno di più gas, che dobbiamo avere un sistema flessibile, ricordando che le rinnovabili sono intermittenti e a bassa intensità e inoltre non crescono al ritmo degli obiettivi che ci poniamo. Bisogna riconoscere che non basta abbandonare il gas o chiudere i pozzi per avere più rinnovabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il nucleare di nuova generazione, di cui ha parlato anche il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, potrebbe essere un’opzione per l’Italia?</strong></p>
<p>Potrebbe esserlo ma di fatto siamo un Paese difficile e abbiamo grandi problemi a gestire sistemi complessi: avevamo quattro centrali nucleari, le abbiamo chiuse nel 1987 e non riusciamo ancora a smantellarle. Detto ciò, abbiamo ottime scuole di fisica e ingegneria e se il problema del cambiamento climatico diventerà più serio avremo si bisogno del nucleare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come vede il mix energetico italiano nei prossimi 5-10 anni?</strong></p>
<p>Non molto diverso da quello di oggi. Le rivoluzioni nell’energia non si fanno in 10 anni. La politica ci ha abituati ad annunci su cambiamenti repentini ma la verità è che lo scenario almeno nei prossimi dieci anni resterà dominato dal gas per l’elettricità, con una crescita delle rinnovabili ancora molto modesta rispetto alle ambizioni; mentre il petrolio dominerà nei trasporti. Inoltre quantità importanti di energia continueranno ad arrivare dall’estero, soprattutto dalla Francia, dove domina appunto il nucleare.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/caro-energia-il-mix-italiano-non-cambiera-presto-serve-realismo/">Caro-energia: il mix italiano non cambierà presto, serve realismo</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ferraris: &#8220;La transizione verde sui binari può creare valore e occupazione&#8221;</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/ferraris-la-transizione-verde-sui-binari-puo-creare-valore-e-occupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 08:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://previndaimediaplayer.previndai.it/?p=313</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Per l’ad di Ferrovie gli investimenti del gruppo traineranno le filiere. Caccia a 150 mila nuovi profili. Con il piano industriale riassetto delle controllate. Previdenza e welfare leve per la produttività &#160; Di Luisa Leone, Responsabile Comunicazione Previndai. Gli investimenti del Pnrr nel settore ferroviario potranno fare da traino alle filiere e far crescere anche&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/ferraris-la-transizione-verde-sui-binari-puo-creare-valore-e-occupazione/">Ferraris: &#8220;La transizione verde sui binari può creare valore e occupazione&#8221;</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/02/cornice-FERRARIS-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><strong><em>Per l’ad di Ferrovie gli investimenti del gruppo traineranno le filiere. Caccia a 150 mila nuovi profili. Con il piano industriale riassetto delle controllate. Previdenza e welfare leve per la produttività</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di <strong>Luisa Leone</strong>, Responsabile Comunicazione Previndai.</p>
<p>Gli investimenti del Pnrr nel settore ferroviario potranno fare da traino alle filiere e far crescere anche le pmi. Lo spiega in questa intervista con<em> Previndai Media Player</em>  Luigi Ferraris, dalla primavera 2021 amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane. Il settore dei trasporti soffre ancora a causa della pandemia ma il governo, dice l’ad, ha messo sul tavolo la questione per risolverla e non solo in termini congiunturali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dottor Ferraris, FS gestirà circa 24 miliardi di risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I tempi sono serrati, i ritardi lo spauracchio peggiore. Come si faranno a centrare tutti gli obiettivi entro il 2026? </strong></p>
<p>Viviamo un momento storico complicato ma eccezionale, nel quale le infrastrutture sono tornate al centro dell’attenzione generale e, grazie all’impegno del Governo e delle istituzioni comunitarie, abbiamo a disposizioni ingenti risorse finanziarie che traguardano anche oltre il 2026 e che potranno ridurre gli attuali gap tra nord e sud Italia e rendere il trasporto ferroviario sempre più moderno ed efficiente, integrato con gli altri sistemi di mobilità in un’ottica di sostenibilità non solo ambientale. Ecco quindi che, come Ferrovie dello Stato Italiane, siamo chiamati a svolgere un ruolo fondamentale. Lo sono, in particolare, le nostre società delle infrastrutture e dell’ingegneria, Rete Ferroviaria Italiana, Italferr e Anas. Il Pnrr ci affida oltre 24 miliardi di risorse con un orizzonte temporale stringente. Lo è sia per quelle opere già in fase realizzativa sia per quelle da avviare e per le quali il governo ha introdotto misure che ne dovrebbero accelerare gli iter approvativi. Su questo fronte resta prioritaria la collaborazione di tutti gli attori coinvolti. Noi faremo la nostra parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Grazie a questa mole di risorse per investimenti sarà possibile coinvolgere indotto e filiere? Quali settori potranno essere più trainati dai vostri investimenti?</strong></p>
<p>Le grandi imprese, tra cui il Gruppo FS, svolgono un ruolo strategico a traino delle filiere di settore, abilitando anche le piccole e medie imprese a crescere in termini di competitività, innovazione e sostenibilità, alla ricerca di soluzioni sempre più smart ed efficienti, generando impatti virtuosi sul PIL e sull’occupazione in tutta la catena logistica. Le competenze delle persone sono fondamentali per la messa a terra degli investimenti e nel nostro settore c’è, in generale, una carenza di risorse qualificate che va contrastata avvicinando i giovani alla nostra realtà in modo rapido. Per realizzare questo è necessario fare sistema, agire in modo coeso con le scuole tecniche e le università, come con le amministrazioni pubbliche e le grandi imprese. Ci sono più di 150 mila posizioni che dovranno essere ricercate tra operai generici, operai specializzati, ingegneri. La grande sfida è questa, investire sulle competenze e la formazione, attirando anche le intelligenze migrate all’estero e valorizzando i giovani talenti presenti in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ferrovie avrà un ruolo importante anche nella transizione verde, per il settore dei trasporti, come evitare che il passaggio diventi traumatico per il comparto nel suo insieme?</strong></p>
<p>Per una vera svolta sostenibile del settore è necessaria non solo una transizione energetica ma, in parallelo anche una transizione della mobilità. Il settore dei trasporti in Italia è responsabile del 25% del totale dell’anidride carbonica emessa. In questo contesto il treno è il mezzo di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico e con il minor impatto ambientale e il Gruppo FS può abilitare uno shift modale per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Green Deal Europeo e dal pacchetto “Fit for 55”, il piano dell’ Ue su clima ed energia.  Nella transizione energetica il settore ferroviario e le attività del Gruppo FS partono in ogni caso in vantaggio per la loro intrinseca sostenibilità.  Accrescerla, ad esempio, con l’elettrificazione di nuove linee, e con l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, ha costi e impatti minori rispetto ad altri settori. Addirittura genera valore e occupazione. Sul fronte degli investimenti pubblici potenziare e rendere più efficienti le infrastrutture ferroviarie significa incentivarne l’uso. Così riduciamo le emissioni climalteranti, abbattiamo i costi diretti e indiretti (sociali ed economici) del trasporto di persone e merci, riduciamo le disuguaglianze Nord-Sud, aumentiamo la competitività del Sistema Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E il Covid? L’effetto delle nuove norme e la paura di viaggiare si faranno sentire sui conti del 2022? Quali contromisure state adottando?</strong></p>
<p>La pandemia da Covid-19 ha sicuramente avuto, ed ha, un impatto sui nostri conti e sui nostri volumi di traffico. Ma FS, anche nelle fasi più buie della pandemia, non si è mai fermata garantendo l’approvvigionamento delle merci e il trasporto dei passeggeri. Al centro della nostra attenzione ci sono le nuove esigenze dei passeggeri. Prima di tutto la sicurezza sanitaria. A bordo dei nostri treni, e nelle stazioni, abbiamo messo in campo una serie di azioni per garantire l’igienizzazione, la sanificazione e il rispetto delle norme sul distanziamento tanto da diventare benchmark a livello europeo. In questa fase siamo impegnati a creare connessioni fisiche, realizzando le infrastrutture sostenibili del futuro, ma anche digitali. Vogliamo migliorare il wi-fi sull’Alta Velocità e portarlo su tutte le nostre linee e su tutti i treni, incrementando i servizi multimediali ai passeggeri. Garantire qualità a bordo significa attirare domanda e favorire indirettamente anche il decongestionamento dei traffici urbani e interurbani, permettendo alle persone di spostarsi di più in treno non solo tra le grandi città, ma anche tra i grandi centri e le periferie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Molti operatori del settore del trasporto chiedono un intervento del Governo, ritiene sia necessario?</strong></p>
<p>Certamente i trasporti, così come il turismo, sono stati e continuano ad essere colpiti dalla pandemia dal punto di vista di una inevitabile contrazione della domanda di mobilità collettiva. Il Governo ne è ben consapevole e mi risulta che stia già affrontando la questione anche in termini non esclusivamente congiunturali.  Sono certo che adotterà le misure più opportune e coerenti sia con la situazione generale del paese sia con le regole europee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando arriverà il nuovo Piano Industriale e su quali pilastri poggerà?</strong></p>
<p>Stiamo lavorando con grande impegno al nuovo piano industriale che avrà un respiro decennale. Prevediamo di presentarlo entro la fine di questo primo quadrimestre del 2022. Porterà anche a una riorganizzazione generale delle società controllate con l’obiettivo di essere più efficaci nell’intervenire sul sistema nazionale della mobilità per renderla sempre più sostenibile e integrata avendo come fattori abilitanti l’innovazione tecnologica e digitale e le persone, tutti i nostri stakeholder.  Le nostre società potranno lavorare in maniera più sinergica nella progettazione, gestione e manutenzione delle infrastrutture ferroviarie e stradali, e dei relativi servizi che potranno davvero diventare più integrati, efficaci, sostenibili anche economicamente.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Una finestra sul mondo della previdenza: qual è la politica di Ferrovie, tra i maggiori datori di lavoro del Paese, in fatto di previdenza complementare? Quanto è importante l’informazione su questo tema?</strong></p>
<p>Sono convinto che una corretta informazione e comunicazione delle opportunità e dei servizi che assicuriamo sia fondamentale per lo sviluppo e la diffusione di tutte le iniziative di welfare, a partire dalla previdenza complementare. In linea con questa convinzione, abbiamo messo a disposizione delle nostre persone una piattaforma welfare di Gruppo. Il welfare e il people caring rappresentano infatti una dimensione importante della nostra visione strategica, che pone l’attenzione alle persone come valore. Sono strumenti capaci di migliorare il loro benessere e la loro motivazione nonché di facilitare il bilanciamento e l’integrazione dei tempi di vita e di lavoro. Siamo convinti che costituiscano anche una leva che sostiene la produttività e la stessa qualità del lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/ferraris-la-transizione-verde-sui-binari-puo-creare-valore-e-occupazione/">Ferraris: &#8220;La transizione verde sui binari può creare valore e occupazione&#8221;</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Accompagnare le filiere nelle transizioni. Il Mise accanto alle aziende per la ripartenza dell’Italia”</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/lintervista-accompagnare-le-filiere-nelle-transizioni-il-mise-accanto-alle-aziende-per-la-ripartenza-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 17:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://previndaimediaplayer.previndai.it/?p=51</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-1024x682.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-1024x682.png 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-300x200.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-768x512.png 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-1536x1023.png 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO.png 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />In questo colloquio con Previndai Media Player il Viceministro dello Sviluppo Economico Alessandra Todde annuncia anche il prossimo arrivo del decreto anti-delocalizzazioni ma apre al confronto con il mondo dell’industria.  &#160; Viceministro, tra la pandemia e la crisi economica conseguente abbiamo vissuto un periodo durissimo per l’economia italiana. Lei ha seguito da vicino tutti i&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/lintervista-accompagnare-le-filiere-nelle-transizioni-il-mise-accanto-alle-aziende-per-la-ripartenza-dellitalia/">“Accompagnare le filiere nelle transizioni. Il Mise accanto alle aziende per la ripartenza dell’Italia”</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-1024x682.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-1024x682.png 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-300x200.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-768x512.png 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO-1536x1023.png 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2021/12/PHOTO.png 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b>In questo colloquio con Previndai Media Player il Viceministro dello Sviluppo Economico Alessandra Todde annuncia anche il prossimo arrivo del decreto anti-delocalizzazioni ma apre al confronto con il mondo dell’industria. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>V</b><b>iceministro, tra la pandemia e la crisi economica conseguente abbiamo vissuto un periodo durissimo per l’economia italiana. Lei ha seguito da vicino tutti i tavoli di crisi. Quale lezione ha tratto da questa esperienza?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’Italia sta prendendo una direzione importante dal punto di vista della crescita e lo confermano i dati Istat che parlano di un balzo del Pil nel terzo trimestre. L’Italia, insieme alla Francia, è la nuova locomotiva economica dell&#8217;Europa. Cresciamo a un ritmo doppio rispetto alla Germania. La crescita dell&#8217;economia italiana non si configura come un semplice rimbalzo, ma appare strutturale, solida e duratura. E questo è sicuramente merito del lavoro fatto dal governo Draghi in continuità con il governo Conte 2. Negli ultimi due anni i governi hanno stanziato per le imprese oltre 115 miliardi tra aiuti diretti, sgravi fiscali e misure di settore. Oltre 32 miliardi sono stati destinati agli ammortizzatori sociali e ad alcune misure di decontribuzione. Le imprese hanno inoltre usufruito di oltre 216 miliardi di crediti erogati con garanzia dello Stato. Le riforme e il Pnrr oggi ci offrono l’occasione di consolidare e rafforzare la ripresa e di costruire un nuovo patto sociale. Affrontare i licenziamenti responsabilmente, analizzare le delocalizzazioni comparando competitività con stabilità e patto con il territorio, contrastare la precarizzazione del lavoro, fermare la fuga dei nostri giovani, aiutare le imprese a crescere, investire, assumere secondo un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista della responsabilità sociale e ambientale. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Il decreto anti-delocalizzazioni si farà? Ci sarà spazio di confronto con il mondo dell’industria?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il decreto anti-delocalizzazione, su cui abbiamo lavorato a lungo, dovrebbe arrivare in tempi brevi all’attenzione dei ministri, come confermato anche dallo stesso ministro Orlando. Penso che in questo momento sia importante, visto che è un momento di ripartenza, interrogarsi sulla responsabilità sociale delle imprese e su quali investimenti vogliamo attrarre in Italia. Le imprese che riescono a creare valore con i territori e che hanno legami stretti con l’indotto vanno tutelate. Il decreto è importante non perché vogliamo tenere vincolate in alcun modo le imprese, ma per consentire un percorso che &#8211; dove possibile &#8211; salvaguardi i posti di lavoro e non desertifichi le attività produttive.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando un’azienda chiude, chiude anche l’indotto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Col mondo industriale sono stati fatti diversi incontri, anche con la mediazione di Palazzo Chigi, e sono convinta ce ne saranno molti altri sul tema.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Favorire la competitività e la produttività delle imprese, cosa sta facendo o può fare il Mise in questo senso?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per essere maggiormente attrattivi dobbiamo lavorare sulle leve di competitività. Abbattiamo i costi primari per le imprese, il prezzo dell’energia, il costo del lavoro, creiamo ecosistemi e distretti che funzionano. Perché anche le aziende migliori che investono in un territorio che si dimostra non competitivo o desertificato, fanno fatica a restare modelli di successo. Il Mise deve supportare le imprese per rafforzarne la presenza e la competitività sul mercato soprattutto in questa stagione di ripartenza. È importante ragionare sia in termini strategici, e quindi di politiche industriali, sia in termini tattici di filiere, distretti, ecosistemi e non solo su singole aziende in difficoltà. Senza un approccio sistemico non si va da nessuna parte. Le filiere vanno riformate verso modelli più performanti e prese anche decisioni sulla loro strategicità. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbe essere il volano della ripresa nei prossimi anni, quale ruolo per il settore privato?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Pnrr può essere l’occasione per avviare una triangolazione virtuosa tra risorsa pubblica e risorsa privata. Il successo del Pnrr dipenderà molto anche dalla collaborazione tra le aziende e le istituzioni. Il rapporto pubblico-privato è fondamentale: oggi per l’Italia saper ben utilizzare i fondi del Pnrr significa decidere l’imminente futuro del Paese. Il Pnrr è un atto di grande fiducia nel futuro e, al contempo, una grande responsabilità verso le prossime generazioni. La sfida può essere vinta solo attraverso il coinvolgimento e il protagonismo delle imprese nell’attuazione della transizione digitale e sostenibile. Questo vale ancora di più per l’Italia, un Paese gravato da un alto debito pubblico. Abbiamo l’occasione per creare migliaia di posti di lavoro, per supportare i giovani, la politica deve impegnarsi a non creare ulteriore debito senza creare valore per le nuove generazioni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Altro grande tema dei prossimi anni sarà la transizione verde, come si muoverà il governo per accompagnarla e renderla meno traumatica per le aziende e i lavoratori più direttamente coinvolti dai cambiamenti?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo essere pronti con nuovi modelli e nuove filiere. La buona politica deve porre il tema di nuove energie. Il giusto approccio è non negare la complessità del problema: la chiave è l&#8217;interconnessione. La volontà di direzionare gli investimenti in energie alternative è inoltre incentivata dalla necessità di creare sul territorio una valida rete di approvvigionamento per le alimentazioni innovative, come il GNL, il bio-GNL. Parlando del gas: il prezzo è salito e ha inciso sia sul costo della bolletta per cittadini, sia sul costo dell’energia per le imprese. Il nostro Paese è esposto in quanto non abbiamo gas come materia prima, e questo fa capire quanto sia importante la transizione ecologica per l’Italia. Dobbiamo lavorare per velocizzarla, senza chiaramente penalizzare il nostro sistema paese composto da filiere che devono essere accompagnate in questo percorso e da nuove filiere che dovranno nascere proprio grazie alla transizione ecologica.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/lintervista-accompagnare-le-filiere-nelle-transizioni-il-mise-accanto-alle-aziende-per-la-ripartenza-dellitalia/">“Accompagnare le filiere nelle transizioni. Il Mise accanto alle aziende per la ripartenza dell’Italia”</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
