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	<title>Inflazione Archivi - Previndai Media Player</title>
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	<title>Inflazione Archivi - Previndai Media Player</title>
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		<title>Previndai risponde: tutto quello che vuoi sapere sui tuoi investimenti nella turbolenza dei mercati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 07:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />In questa intervista il responsabile della funzione Finanza, Ciucci, spiega come e perché i portafogli del Fondo sono pensati per superare le fasi avverse e battere l’inflazione nel medio-lungo periodo. Basta evitare il panico da volatilità &#160; Inflazione, guerra, rialzo dei tassi di interesse. I mercati finanziari non hanno vissuto fino a questo momento un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/previndai-risponde-tutto-quello-che-vuoi-sapere-sui-tuoi-investimenti-nella-turbolenza-dei-mercati/">Previndai risponde: tutto quello che vuoi sapere sui tuoi investimenti nella turbolenza dei mercati</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/invetimenti_mercati-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p><strong><em>In questa intervista il responsabile della funzione Finanza, Ciucci, spiega come e perché i portafogli del Fondo sono pensati per superare le fasi avverse e battere l’inflazione nel medio-lungo periodo. Basta evitare il panico da volatilità</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inflazione, guerra, rialzo dei tassi di interesse. I mercati finanziari non hanno vissuto fino a questo momento un 2022 felice. In questa intervista il responsabile della Funzione Finanza, Alessandro Ciucci, risponde a quelli che possono essere i più comuni dubbi degli iscritti a Previndai nell’attuale fase di incertezza. Si ricorda che è sempre bene valutare le proprie scelte di investimento e che, proprio per verificarne l’adeguatezza , nell’Area riservata degli iscritti è disponibile un questionario di autovalutazione; vista l’attuale fase di forte volatilità, se non si hanno particolari esigenze di liquidità, il consiglio è, comunque, di non lasciare spazio all’emotività e attendere che i mercati offrano un adeguato livello di remunerazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli investitori stanno risentendo dell’andamento negativo dei mercati finanziari, vale anche per i fondi pensione come Previndai? E perché?</strong></p>
<p>Dopo un 2021 molto positivo per i mercati finanziari, il 2022 è stato finora caratterizzato da un andamento negativo di quasi tutte le classi d’investimento, sia azionarie che obbligazionarie. Una delle principali cause di questi cali è da ricercare nelle politiche monetarie restrittive delle banche centrali che, a fronte del forte rialzo dell’inflazione, hanno avviato un percorso di rialzo dei tassi di interesse di mercato. Il rialzo dei tassi ha determinato il ribasso dei prezzi di mercato delle classi d’investimento azionarie e obbligazionarie il cui valore è determinato dall’attualizzazione dei flussi di cassa attesi per il futuro.</p>
<p>In tale contesto lo scoppio della guerra in Ucraina ha peggiorato la situazione creando, oltre che una drammatica situazione dal punto di vista umanitario, forti rischi geopolitici e ulteriori pressioni inflazionistiche, specie sul fronte energetico e dei prodotti alimentari. In via generale, anche i fondi pensione sono esposti a questo tipo di andamento in quanto i risparmi previdenziali vengono investiti nei mercati finanziari per ottenere un rendimento e quindi offrire più elevate prestazioni previdenziali ai propri aderenti.<br />
Nel caso specifico di Previndai, i comparti assicurativi risentono meno delle fluttuazioni di mercato, in considerazione delle caratteristiche delle gestioni utilizzate dalle compagnie assicurative; in aggiunta, questa scelta garantisce il rimborso del capitale e un tasso di rendimento minimo. I comparti finanziari sono caratterizzati da un livello di rischio maggiore e dall’assenza di garanzia sul capitale e pertanto sono esposti a oscillazioni di valore di breve termine. Allo stesso tempo tali comparti sono caratterizzati anche da un rendimento atteso maggiore su un orizzonte temporale medio-lungo e da costi minori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le perdite possono essere ‘recuperate’ in qualche modo?</strong><br />
I comparti finanziari di Previndai sono strutturati per offrire un rendimento atteso maggiore su un orizzonte temporale medio-lungo, a fronte di un maggiore rischio di oscillazioni di valore nel breve termine. Sebbene non vi sia una garanzia esplicita, essi tendono a offrire un rendimento significativamente positivo nel medio-lungo termine, pertanto l’uscita dal comparto in situazioni di volatilità come quella attuale non permette il futuro recupero delle perdite e il conseguimento del rendimento positivo.</p>
<p>Se l’iscritto non ha necessità specifiche di smobilizzo è opportuno, soprattutto in fasi di volatilità, mantenere un atteggiamento di coerenza con l’orizzonte temporale che lo separa dal pensionamento e, senza assumere scelte dettate dall’emozione del momento, attendere che i mercati offrano un adeguato livello di remunerazione e di rivalutazione della propria posizione previdenziale.</p>
<p>Va sempre ricordato che l’investimento previdenziale è caratterizzato per sua natura da un orizzonte temporale ampio che può consentire, come già avvenuto in passato, il superamento di picchi negativi, per quanto importanti possano essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa può fare e cosa sta facendo Previndai per gestire questo momento complesso e ridurre al minimo perdite e rischi?</strong><br />
Previndai svolge con continuità l’attività di monitoraggio sugli investimenti e rivaluta periodicamente l’assetto della politica di investimento. Anche nel corso del 2022 lo abbiamo fatto, senza apportare significativi cambiamenti in quanto riteniamo che i comparti siano già adeguatamente strutturati e robusti: da un lato il comparto assicurativo, per le caratteristiche di cui ho parlato, è più adatto per gli iscritti più prossimi al pensionamento o comunque più avversi al rischio; dall’altro lato i comparti finanziari sono più idonei per gli iscritti con un orizzonte temporale più lungo o meno avversi al rischio, che possono quindi sopportare oscillazioni di mercato di breve periodo a fronte di aspettative di rendimento più elevate e quindi anche di prestazioni previdenziali più robuste al momento del pensionamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qual è l’atteggiamento nei confronti della sfida dell’inflazione?</strong><br />
Previndai guarda al tema dell’inflazione con particolare attenzione al fine di offrire soluzioni di investimento che permettano agli iscritti di preservare il potere d’acquisto delle proprie posizioni previdenziali. Il portafoglio dei comparti finanziari viene strutturato in modo da avere un’elevata probabilità di ottenere un rendimento superiore all’inflazione su un orizzonte temporale medio-lungo, specie attraverso l’investimento in asset class, quali quelle azionarie, che tendono ad avere su tale orizzonte, rendimenti superiori all’inflazione; anche altre scelte effettuate, come l’investimento in fondi alternativi, vanno in questa direzione, specie con riferimento a strumenti che hanno una naturale indicizzazione all’inflazione, come gli investimenti in infrastrutture. I comparti assicurativi mirano invece a preservare il potere d’acquisto attraverso la stabilità dei rendimenti positivi nel corso del tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un piccolo promemoria sulle possibilità di investimento offerte da Previndai?</strong><br />
Previndai offre diversi comparti e anche la possibilità di suddividere la propria posizione su più di uno tra quelli a disposizione. In particolare, come già accennato, il Fondo ha due comparti assicurativi, garantiti, e due comparti finanziari (Bilanciato e Sviluppo). Assicurativo 1990 non è più sottoscrivibile mentre lo è il comparto Assicurativo 2014, che ha l’obiettivo principale di mantenere la stabilità del valore della posizione accumulata, offrendo una garanzia sul rimborso del capitale nonché una garanzia di rendimento minimo. Assicurativo 2014 è adatto per gli aderenti con bassa propensione al rischio e/o che abbiano davanti a sé un orizzonte di partecipazione al Fondo di meno di dieci anni; la convenzione dell’Assicurativo 2014 ha durata decennale e, pertanto, scadrà il 31 dicembre 2023.</p>
<p>C’è poi il comparto Bilanciato, che non offre garanzie ma incorpora un rendimento atteso del 4,1% in termini nominali. Bilanciato risulta adatto agli iscritti a Previndai con un orizzonte temporale di almeno 10 anni dal pensionamento. Infine, a disposizione degli iscritti c’è il comparto Sviluppo. Anch’esso non offre garanzie ma presenta un rendimento atteso del 5,1% in termini nominali. Questa scelta è idonea per gli iscritti che abbiano un orizzonte temporale di almeno 15 anni dall’uscita dal Fondo.</p>
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		<title>Fondi a prova di inflazione</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/fondi-a-prova-di-inflazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 08:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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			<p><strong><em>Il carovita si fa sentire ma la previdenza complementare ha gli strumenti per difendersi e offrire sempre investimenti adatti ai profili di rischio dei suoi iscritti. </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo un decennio di silenzio l’inflazione è tornata a far sentire la sua voce. In Italia nel 2021 la crescita dei prezzi è stata dell’1,9% contro il -0,2% dell’anno prima. Per il 2022 le ultime stime della Banca d’Italia parlano di un 3,5%, che però dovrebbe flettere all’1,6% il prossimo anno, indicazione in linea con quelle della Banca Centrale Europea, che per ora vede scendere l’asticella sotto il 2% già dal 2023. Ma che effetti può avere una fiammata del carovita sul risparmio e su quello previdenziale in particolare? E come è possibile difendersi?</p>
<p>Ne abbiamo parlato con Simona Paravani-Mellinghoff, GlobalCIO of Solutions, MASS, di BlackRock, advisor finanziario di Previndai.</p>
<p>“E’ importante innanzitutto ricordare che l’inflazione è un fenomeno globale, il suo rialzo non riguarda solo l’Italia o l’Europa e gli Stati Uniti ma perfino il Giappone dove finora regnava il rischio di deflazione. Guardando al futuro, nelle nostre proiezioni, non solo nel 2022 ma anche in un orizzonte di medio-lungo periodo vediamo un’inflazione in media più alta di quella vissuta nei dieci anni seguiti alla crisi finanziaria internazionale del 2008. Non parliamo però di inflazione a due cifre, come quella registrata in Italia negli Anni Settanta. Negli Stati Uniti, per esempio, potrebbe attestarsi attorno al 2,5-3%, mentre negli ultimi dieci anni era stata attorno al 2%”.</p>
<p>Alla base di questo trend ci sono non solo le politiche monetarie e fiscali adottate in tutto il mondo per arginare gli effetti negativi sull’economia della pandemia da Covid 19 ma anche “dati più strutturali di cui si parla meno, come la deglobalizzazione e l’invecchiamento della popolazione mondiale”. Nel primo caso la tendenza a riportare la produzione più vicina al consumo, per rendere le catene di approvvigionamento più resilienti, “ha un impatto inflazionistico, perché la globalizzazione dagli Anni Novanta  ha ridotto l’inflazione e, ovviamente, se il fenomeno va in retromarcia, si ottiene l’effetto l’opposto”.</p>
<p>C’è poi l’aspetto demografico, il mondo sta invecchiando, “I dati delle Nazioni Unite stimano che nel 2050 ci saranno oltre 2 miliardi di persone sopra i 60 anni, mentre oggi siamo a meno di 1 miliardo. Questo comporta sia che andrá a restringersi la platea della forza lavoro (trend in controtendenza rispetto a quanto registrato negli ultimi 35-40 anni a livello globale) sia che una maggiore fetta della popolazione attiva andrà impiegata in servizi alle persone. E si tratta di attività più difficilmente automatizzabili, il che avrà impatti sull’inflazione”.</p>
<p>Una crescita dei prezzi nel medio-lungo periodo però non deve spaventare, perché l’inflazione non è di per sé un male: “A me piace utilizzare la metafora del clima per parlare dell’inflazione. Un inverno gelido è indesiderabile come un’estate troppo afosa e calda e lo stesso vale per la temperatura dell’inflazione. Non a caso le Banche Centrali puntano a un’inflazione positiva ma bassa, attorno al 2%. Perché un periodo troppo freddo, con una crescita dei prezzi troppo bassa, può danneggiare la crescita, in quanto ci si aspetta che domani i prezzi siano più bassi di oggi e si pospongono gli acquisti. Di converso una temperatura dell’inflazione troppo alta erode rapidamente il potere di acquisto” e porta ad un rialzo dei tassi con conseguenze negative per la crescita .</p>
<p>E proprio questo è uno dei fattori da tenere in considerazione quando si deve scegliere come impiegare i propri risparmi, perché uno degli effetti dell’inflazione è proprio di erodere il potere d’acquisto della liquidità i cui gli interessi non tengano il passo con il ritmo della crescita dei prezzi. Più in generale “L’inflazione è un elemento di cui tenere conto quando si decide in cosa investire, perché ha un impatto diverso per comparti diversi. Per esempio tende ad avere un effetto negativo sulle obbligazioni statali a tasso fisso, mentre ci sono invece settori, come le materie prime o le obbligazioni indicizzate all’inflazione, che tendono ad avere rendimenti migliori durante i periodi  d’inflazione più sostenuta”.</p>

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			<p>Anche un investitore di lungo periodo, come un fondo pensione, ha tutti gli strumenti per tenere sotto controllo l’effetto del carovita sui risparmi. “Nel contesto italiano, dove l’inflazione è alla base della rivalutazione del Tfr (1,5% più il 75% dell’inflazione, <em>ndr</em>), inflazione più alta significa che il benchmark implicito di un fondo, ovvero la scelta di lasciare il Tfr in azienda, può diventare nel breve termine più competitivo. Per questo è particolarmente importante per gli investitori previdenziali pensare alla diversificazione, rivisitare periodicamente l’asset allocation strategica e i profili di rischio rendimento, per poter investire in comparti che nel medio- lungo periodo tendano a dare protezione verso l’inflazione”.</p>
<p>Più in generale in un periodo di cambiamento strutturale, con un’inflazione media vista più alta che negli ultimi dieci anni, “per i fondi pensione il tema della diversificazione è sempre più importante. E’ fondamentale estendere l’universo degli investimenti oltre i comparti azionario e obbligazionario tradizionale, andando anche verso investimenti alternativi e in questo Previndai è di certo all’avanguardia”. Quanto ai comparti garantiti, la loro performance rispetto al benchmark implicito del Tfr in azienda “continuerà a dipendere da come si evolverà l’inflazione ma anche da come saranno gestiti questi comparti”.</p>
<p>Più in generale, ricorda l’esperta di BlackRock, “quando si valutano investimenti di medio e lungo periodo è importante considerare le performance degli strumenti in cui si è scelto di investire sull’orizzonte temporale che ci si è dati e non fermarsi alla performance di un singolo anno”.</p>
<p>Ad ogni modo è bene ricordare, anche per chi investe in un fondo pensione, che “soprattutto in periodi di cambiamento strutturale e incertezza come questo è opportuno assicurarsi di rivalutare le proprie scelte con regolarità. Tra gli aderenti alla previdenza complementare c’è spesso la tendenza a fare una scelta iniziale e poi continuare su quella strada, senza cambiare anche per decenni. Invece le scelte devono essere consapevoli, devono riflettere le personali circostanze in termini di orizzonte temporale, propensione al rischio e complementarietá con altri risparmi per essere certi che siano ancora giuste per le condizioni dell’individuo e del mercato”.</p>

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