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	<title>Primo piano Archivi - Previndai Media Player</title>
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	<title>Primo piano Archivi - Previndai Media Player</title>
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		<title>Long Term Care tra aspettative e realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 08:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Nel numero di Economy di luglio-agosto, il Presidente G. Straniero di Previndai è intervenuto sul tema dell’invecchiamento e sull’urgenza di un sistema sostenibile di Long-Term Care in un Paese sempre più longevo &#160; L’Italia si trova oggi in un paradosso demografico sempre più evidente: siamo tra i popoli più longevi al mondo, ma anche tra&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2024/03/cornicefoto_pmp_-Giuseppe-Straniero-2048x1260.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><em><strong>Nel numero di Economy di luglio-agosto, il Presidente G. Straniero di Previndai è intervenuto sul tema dell’invecchiamento e sull’urgenza di un sistema sostenibile di Long-Term Care in un Paese sempre più longevo</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Italia si trova oggi in un paradosso demografico sempre più evidente: siamo tra i popoli più longevi al mondo, ma anche tra quelli con il più basso tasso di natalità. Questo squilibrio sta mettendo sotto pressione il sistema di welfare, in particolare il settore dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, noto come Long-Term Care (LTC).</p>
<p>Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio LTC del Cergas SDA Bocconi, nel 2023 oltre 4 milioni di anziani avevano bisogno di assistenza continuativa. E il futuro non promette sollievo: gli over 65, già oggi 14,2 milioni, arriveranno a quasi 19 milioni entro il 2040, rappresentando un terzo della popolazione italiana. Una popolazione longeva, sì, ma spesso non in buona salute: l’aspettativa di vita sana si ferma a meno di 60 anni.</p>
<p>A fronte di questi numeri, l’offerta pubblica di assistenza è in forte ritardo. Le RSA riescono a soddisfare meno dell’8% del fabbisogno, mentre i servizi domiciliari raggiungono poco più del 30% degli utenti, e con un numero di ore in costante calo. Il resto del carico assistenziale ricade sulle famiglie e su un mercato di assistenti familiari, spesso irregolare.</p>
<p>Nel frattempo, le esigenze della popolazione anziana stanno cambiando. Gli over 50 sono già oggi un pilastro economico: generano metà del PIL e rappresentano il 75% dei consumi. Ma con pensioni pubbliche destinate a diventare sempre più magre e ritardate, cresce la necessità di strumenti complementari. Oggi solo il 37% dei lavoratori ha una pensione integrativa: un segnale di quanto ancora ci sia da fare in termini di educazione previdenziale.</p>
<p>Eppure, il settore della Long-Term Care non è solo un’emergenza: può diventare un’opportunità economica. La silver economy – l’insieme dei beni e servizi destinati alla popolazione anziana – rappresenta già il 25% del PIL europeo. Ma in Italia manca ancora un progetto di sistema in grado di trasformare questi bisogni in valore sociale ed economico.</p>
<p>C’è chi però sta cercando di tracciare una strada: il fondo pensione Previndai ha introdotto opzioni LTC tra le sue coperture. La rendita viene raddoppiata in caso di non autosufficienza, offrendo così un supporto concreto nella fase più fragile della vita.</p>
<p>Per affrontare davvero questa sfida, però, serve uno sguardo più ampio, che unisca previdenza, cura, innovazione e dignità.</p>
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		<title>Previndai: rendimenti in corsa nel 2024</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/previndai-rendimenti-in-corsa-nel-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 11:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Rendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2025/03/rendimenti-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><b><i>L’anno appena passato si è chiuso con un balzo del 10% per Sviluppo e del 7% per Bilanciato, Assicurativi al +2%. Rendimenti in molti casi sopra la media di settore tra il 2019 e il 2024 </i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il 2024 ha spinto in alto i rendimenti di Previndai, che ha chiuso l’anno con risultati molto positivi per tutti i comparti. Le linee finanziarie, Bilanciato e Sviluppo, hanno registrato rispettivamente un +6,9% e un +10,25%, consolidando la tendenza positiva già vista nel 2023. Stabili e affidabili le linee assicurative: Assicurativo 1990 ha reso il 2,3%, Assicurativo 2014 il 2% e Assicurativo 2024 il 2,1%. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il 2024 si conferma un anno decisamente positivo per i nostri iscritti, con rendimenti molto interessanti per tutti i comparti. Si evidenzia la performance di Sviluppo, di natura azionaria e quindi più adatto a chi sia ancora nel pieno della carriera, che ha messo a segno più del 10% al netto di fiscalità e costi di gestione. Ma anche chi avesse scelto soluzioni più caute non sarà rimasto deluso dai rendimenti di Previndai. Da parte nostra rinnoviamo il nostro impegno per massimizzare gli investimenti dei dirigenti che scelgono di affidarsi a noi, sempre con la prudenza tipica di un investitore previdenziale ma con le antenne ben dritte per cogliere le opportunità che i mercati possono offrire”, ha commentato il Presidente Giuseppe Straniero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Guardando a un orizzonte temporale più ampio, l’analisi sui cinque anni mostra che Previndai si posiziona molto bene nel panorama del settore italiano dei fondi pensione. Secondo i dati provvisori Covip, i rendimenti medi annui netti a cinque anni dei fondi pensione negoziali vanno dallo 0,5% delle linee garantite al 4,7% di quelle azionarie, con le bilanciate intorno al 2%. Nello stesso periodo, i comparti assicurativi di Previndai – pur non direttamente comparabili con quelli negoziali – hanno offerto un rendimento annuo medio netto del 2%, mentre Sviluppo si è attestato sopra il 5% e Bilanciato sopra il 3%. Risultati in linea o superiori alla media sono stati registrati anche rispetto a fondi aperti e Pip.</span></p>

		</div>
	</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">Insomma, le performance dei comparti di Previndai sono state tutte positive ma con grandi differenze tra i comparti, proprio in virtù della diversa composizione dei loro portafogli. Composizioni pensate per diversificare al meglio l’offerta di soluzioni di investimento agli iscritti e venire incontro alle diverse esigenze e aspettative che possano avere durante il lungo percorso d partecipazione alla previdenza complementare. Con Previndai, inoltre, è possibile investire anche in più di un comparto contemporaneamente, per disegnare su misura il proprio profilo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma come fare a scegliere i comparti giusti? Quando si scelgono uno o più profili di investimento bisognerebbe sempre tenere in considerazione una serie di parametri, come la propensione al rischio, la situazione economico patrimoniale generale e le prospettive reddituali ma soprattutto l&#8217;orizzonte temporale che separa dal pensionamento o comunque dal momento in cui si ritirerà il proprio salvadanaio previdenziale. Sotto questo profilo, è utile ricordare le caratteristiche dei diversi comparti: </span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Sviluppo</b><span style="font-weight: 400;"> è il comparto con la maggiore componente azionaria, pensato per chi è lontano dalla pensione (almeno 15 anni) e punta a rendimenti più elevati nel lungo periodo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Bilanciato</b><span style="font-weight: 400;"> combina azioni e obbligazioni (preponderanti) per offrire un equilibrio tra crescita e stabilità, ideale per chi vuole un compromesso tra rendimento e rischio e adatto a un orizzonte temporale tra i 14 e i 10 anni dal pensionamento.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Assicurativo 2024</b><span style="font-weight: 400;">: il suo focus è sulla sicurezza e sulla protezione del montante accumulato, con una grande stabilità dei rendimenti nel tempo (sempre attorno al 2% medio annuo netto negli ultimi 10 anni), la garanzia del 100% del capitale e un rendimento minimo dello 0,5%.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Per saperne di più sulle opzioni a disposizione in fatto di investimenti è possibile approfondire a questo </span><a href="https://www.previndai.it/multicomparto/"><span style="font-weight: 400;">link</span></a><span style="font-weight: 400;">. </span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Previndai, dal 1° gennaio nasce Assicurativo 2024</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/previndai-dal-1-gennaio-nasce-assicurativo-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 13:31:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previndai]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="551" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-1024x551.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-1024x551.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-300x162.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-768x413.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="551" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-1024x551.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-1024x551.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-300x162.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1-768x413.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/12/art1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><b><i>L’attuale convenzione per il comparto assicurativo scadrà il 31 dicembre. Con il rinnovo, valido fino al 2028, parte il nuovo comparto garantito </i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Previndai continua con la tradizione del comparto Assicurativo Garantito. Il Fondo ha infatti rinnovato la convenzione con il pool di compagnie assicurative che gestisce questa opzione di investimento, molto apprezzata dagli iscritti: circa il 70% dei dirigenti ha almeno una parte del suo salvadanaio previdenziale investito in questa linea. Previndai offre, infatti, la possibilità di investire contemporaneamente su più comparti, per personalizzare al meglio il proprio investimento previdenziale.   L’attuale convenzione scadrà il  31 dicembre 2023 e con il rinnovo si traguarderà la fine del 2028. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 1 gennaio 2024 sarà attivo il  comparto Assicurativo 2024, che raccoglierà tutti i nuovi investimenti degli iscritti nel comparto garantito, mentre dal 31 dicembre 2023 Assicurativo 2014 non raccoglierà più nuove risorse. Gli investimenti in Assicurativo 2014  e Assicurativo 1990 continueranno a essere gestiti nei rispettivi comparti, che non scompariranno, semplicemente non riceveranno più nuovi contributi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Gli investimenti in Assicurativo 2024 avverranno ‘in automatico’ dal 1 gennaio 2024 per chi aderiva ad Assicurativo 2014, senza bisogno di comunicare nulla al Fondo. A meno di non voler cambiare comparto e, in questo caso, è sempre possibile ricorrere alla procedura di switch direttamente dalla propria </span><a href="https://servizi.previndai.it/login.xhtml"><span style="font-weight: 400;">Area Riservata</span></a><span style="font-weight: 400;">, raggiungibile dalla home page del sito. </span></p>

		</div>
	</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">Il nuovo comparto garantito di Previndai, Assicurativo 2024, conferma tutte le garanzie di Assicurativo 2014, in particolare il consolidamento annuale dei rendimenti, la garanzia del 100% del capitale (quindi la protezione dalle perdite) e un rendimento minimo dello 0,5%. Anche se i rendimenti passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri, è comunque utile ricordare che negli ultimi anni le linee garantite di Previndai hanno reso ben più dello 0,5%, attorno al 2% medio annuo netto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, con Assicurativo 2024 i costi sui premi scendono dallo 0,5% allo 0,4% e si potrà sceglierlo anche per i familiari a carico, mentre prima le opzioni a disposizione per loro erano solo i due comparti finanziari: Bilanciato e Sviluppo. Resta da ricordare che, se i familiari sono giovani, spesso anche giovanissimi, come nel caso dei figli, probabilmente l’opzione garantita non è una scelta ottimale. Nel medio lungo termine, infatti, i comparti finanziari si rivelano maggiormente remunerativi. La scelta è ovviamente sempre soggettiva e comunque, oltre all’orizzonte temporale, bisogna sempre tenere in considerazione anche la personale propensione al rischio e la situazione economico/finanziaria generale.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per approfondire tutte le novità legate al rinnovo della convenzione ti suggeriamo di visitare le pagine dedicate alle opzioni di investimento, in particolare ai comparti assicurativi, che trovi a questo </span><a href="https://www.previndai.it/multicomparto/comparti-assicurativi/"><span style="font-weight: 400;">link</span></a><span style="font-weight: 400;"> .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se sei un iscritto controlla anche la tua mail, ti abbiamo mandato un messaggio con tutte le informazioni più utili per te!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/previndai-dal-1-gennaio-nasce-assicurativo-2024/">Previndai, dal 1° gennaio nasce Assicurativo 2024</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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		<title>Iscrivi un familiare, fai crescere il suo futuro con Previndai!</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/iscrivi-un-familiare-fai-crescere-il-suo-futuro-con-previndai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 10:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previndai]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="538" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-1024x538.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-1024x538.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-300x158.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-768x403.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Iscrivi un familiare, fai crescere il suo futuro con Previndai! Costi bassi, buoni rendimenti, un’esperienza di oltre 30 anni e tutta la trasparenza e l’affidabilità di Previndai. Sai che puoi metterli a disposizione anche dei tuoi cari? Da alcuni anni ormai il Fondo permette ai dirigenti di iscrivere anche i familiari fiscalmente a carico. Ci&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/iscrivi-un-familiare-fai-crescere-il-suo-futuro-con-previndai/">Iscrivi un familiare, fai crescere il suo futuro con Previndai!</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="538" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-1024x538.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-1024x538.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-300x158.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo-768x403.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/10/cover_articolo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><span style="font-weight: 400;">Iscrivi un familiare, fai crescere il suo futuro con Previndai!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Costi bassi, buoni rendimenti, un’esperienza di oltre 30 anni e tutta la trasparenza e l’affidabilità di Previndai. Sai che puoi metterli a disposizione anche dei tuoi cari? Da alcuni anni ormai il Fondo permette ai dirigenti di iscrivere anche i familiari fiscalmente a carico. Ci siamo però resi conto che questa opportunità non è nota a tutti i nostri oltre 86 mila manager. Per questo abbiamo deciso di avviare una campagna informativa sulla possibilità di iscrivere i familiari, che partirà nei prossimi giorni. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della campagna informativa Previndai ha pensato anche di lanciare l’iniziativa ‘Iscrivi un familiare, regalagli un albero’. Per tre mesi dall’avvio della campagna tutti i familiari fiscalmente a carico che verranno iscritti riceveranno un codice per ‘adottare’ un albero della Foresta Previndai. L’albero farà parte della Foresta Previndai, alla quale si potrà accedere anche dal sito www.previndai.it e risulterà come piantato dal Fondo e custodito dal familiare che vorrà riscattarlo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come ‘custode’ il familiare avrà a disposizione una pagina nella quale potrà seguire la crescita del suo albero, con tanto di foto, geolocalizzazione e aggiornamenti sullo sviluppo dei progetti di crescita delle comunità locali dei luoghi svantaggiati del pianeta a cui la piantumazione dell’albero contribuirà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La foresta Previndai sarà anche un segno tangibile dell’impegno del Fondo per l’ambiente: non solo sarà indicata la quantità di anidride carbonica che gli alberi piantati saranno in grado di assorbire, ma la piantumazione, come accennato, contribuirà anche allo sviluppo delle comunità locali che custodiranno e potranno godere dei frutti degli alberi piantati. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Presto arriveranno le mail nella quali si troverà tutto il materiale per approfondire questa opportunità, non solo testi, ma anche un video tutorial (<a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/video/iscrivi-un-familiare-fai-crescere-il-suo-futuro-con-previndai/">guardalo qui</a>) e un podcast (ascoltalo </span><a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/la-voce-di-previndai/#ep5"><span style="font-weight: 400;">qui</span></a><span style="font-weight: 400;">). E a seguire una serie di appuntamenti sui nostri social (</span><a href="https://www.linkedin.com/company/77054844/admin/feed/posts/"><span style="font-weight: 400;">LinkedIn</span></a><span style="font-weight: 400;"> e </span><a href="https://twitter.com/home"><span style="font-weight: 400;">X</span></a><span style="font-weight: 400;">) per scoprire le tante opportunità di iscrivere un familiare a Previndai. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto è possibile trovare tutte le informazioni principali a questa </span><a href="https://www.previndai.it/wp-content/uploads/2018/11/FFC_12_02_2019.pdf"><span style="font-weight: 400;">pagina</span></a><span style="font-weight: 400;">, mentre per iscriverlo/a basta inoltrare la richiesta direttamente dall’Area Riservata accessibile da www.previndai.it.  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Durigon: Novità in legge di Bilancio per la previdenza complementare</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/durigon-novita-in-legge-di-bilancio-per-la-previdenza-complementare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 09:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Nel pacchetto possibile anche un restyling del tetto alla deducibilità dei contributi. Per il sottosegretario al ministero del Lavoro il rilancio dei fondi pensione è una priorità e spiega che il Governo vuole incentivare le aziende a colmare i ‘buchi’ contributivi dei giovani con carriere discontinue.  Di Luisa Leone &#160; Sottosegretario Durigon, come procede la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/06/cornicefoto_pmp_-Claudio-Durigon-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><b><i>Nel pacchetto possibile anche un restyling del tetto alla deducibilità dei contributi. Per il sottosegretario al ministero del Lavoro il rilancio dei fondi pensione è una priorità e spiega che il Governo vuole incentivare le aziende a colmare i ‘buchi’ contributivi dei giovani con carriere discontinue. </i></b></p>
<p><b><i>Di Luisa Leone</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Sottosegretario Durigon, come procede la riforma del sistema pensionistico? Dove potrebbe trovare spazio, in legge di Bilancio? </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo iniziato il percorso con la precedente legge di Bilancio, quando abbiamo introdotto quota 41 con il paletto di 62 anni di età (Quota 103, </span><i><span style="font-weight: 400;">ndr</span></i><span style="font-weight: 400;">), che ha reso possibile a molte più persone di scegliere il ritiro anticipato rispetto al precedente sistema, Quota 102, che aveva un requisito minimo di 64 anni. Intanto, nei primi incontri abbiamo potuto farci un’idea delle piattaforme dei sindacati, che si dirigono molto su quello che noi vorremmo fare, quota 41. Ma il confronto entrerà nel vivo nel momento in cui saranno definite le potenzialità economiche che avremo a disposizione con la prossima legge di Bilancio. Per avere novità su questo punto dovremo aspettare i prossimi mesi ma comunque questo è un Governo di legislatura, avremo modo e tempo di portare a casa questa riforma, contiamo di fare passi in avanti già in questa Finanziaria ma credo che nel giro di pochi anni potremo avere una riforma strutturale. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Si potrebbe andare verso una riconferma del sistema attuale per il 2024? Ovvero Quota 103?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io spero anche di migliorare questa possibilità, vedremo in base alle coperture. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Entriamo nel tema della previdenza complementare, cosa possiamo aspettarci?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo sarà un punto saliente di qualsiasi riforma si metterà in campo. Sappiamo che dal ‘96 in poi, con la riforma Dini, l’incidenza del sistema contributivo ha una valenza sempre maggiore rispetto al retributivo e dunque il rischio è di andare incontro a pensioni più fragili di quelle attuali. Per gestire al meglio questa situazione è necessario certamente potenziare il secondo pilastro previdenziale, la previdenza complementare appunto. Questo avrà la priorità anche rispetto a quello di cui parlavamo prima: i requisiti per l’uscita dal mondo del lavoro che, come accennato, rientrano in un obiettivo di legislatura. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Tra le varie suggestioni circolate nei mesi passati si era parlato, per esempio, della possibilità di un aumento del limite di deducibilità fiscale, oggi fermo a 5.164 euro…</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sicuramente incentivare lavoratori e aziende ad aderire ai fondi pensione sarà un punto centrale e, in questo quadro, la deducibilità certo sarà un tema. Idee ce ne sono diverse e a breve dovremmo organizzare anche un tavolo di confronto con i rappresentanti dei fondi pensione. Quel che posso dire è che già con questa legge di Bilancio inizieremo a dare delle risposte a chi andrà in pensione più avanti, perché creare pensioni deboli, se non povere, potrebbe essere un dramma per il nostro Paese.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Si è discusso molto anche dell’idea di una pensione di garanzia per i giovani, guardano al primo pilastro, quello pubblico. State pensando a qualcosa di studiato appositamente per loro anche per la previdenza complementare?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Innanzitutto, i giovani devono credere nel loro sistema pensionistico e bisognerà dunque capire come dare loro delle risposte a riguardo anche in funzione di quello che è stato il mercato del lavoro fino a oggi. Perché oggi abbiamo giovani e meno giovani che hanno periodi di ‘non lavoro’ che portano anche a dei buchi contributivi sul fronte previdenziale. Su questo abbiamo intenzione di intervenire, magari dando anche la possibilità alle aziende di coprire le discontinuità previdenziali dei propri lavoratori. Oggi la possibilità che un datore di lavoro possa farlo direttamente, senza passare per il versamento al lavoratore dipendente, non c’è. Vogliamo capire come agevolare anche una simile possibilità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Quindi sulla Previdenza complementare possiamo aspettarci qualche importante novità già da quest’anno?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ribadisco che si tratta, a mio avviso, di una formula necessaria, per avere una visione che guardi più in là negli anni. Chi fa politica deve guardare anche alle prossime generazioni e le prossime generazioni oggi si possono aiutare soltanto potenziando, in qualsiasi modalità, la previdenza complementare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>State valutando anche un altro semestre di silenzio-assenso, come hanno più volte chiesto i sindacati?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo è certamente un tema ma si possono incentivare le adesioni anche in altri modi, e forse questo non è neanche il periodo migliore per una simile soluzione, perché con un’inflazione molto alta il Tfr viene ben rivalutato. Ad ogni modo dobbiamo far si che questa sensibilità non venga meno e che le aziende e i lavoratori facciano uso della previdenza complementare, perché quello sarà davvero un sostegno. </span></p>
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		<item>
		<title>“Manager, venite in Borsa!”</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/manager-venite-in-borsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 10:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="615" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani.png 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani-300x185.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani-768x472.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />Parla Parzani, Presidente di Borsa Italiana: oggi Milano è più europea con Euronext; il mercato dei capitali allarga gli orizzonti. Fondamentale la governance nella transizione verso la sostenibilità La Borsa non fa più paura ai giovani imprenditori e manager. Parola di Claudia Parzani, Presidente Borsa Italiana e Partner Linklaters, che in questa intervista con Previndai&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/manager-venite-in-borsa/">“Manager, venite in Borsa!”</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="615" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani.png" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani.png 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani-300x185.png 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/04/cornicefoto_pmp_-claudia-parzani-768x472.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><p><b><i>Parla Parzani, Presidente di Borsa Italiana: oggi Milano è più europea con Euronext; il mercato dei capitali allarga gli orizzonti. Fondamentale la governance nella transizione verso la sostenibilità</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Borsa non fa più paura ai giovani imprenditori e manager. Parola di Claudia Parzani,</span> <span style="font-weight: 400;">Presidente Borsa Italiana e Partner Linklaters, che in questa intervista con Previndai Media Player parla delle occasioni per gli investitori e le aziende italiane della confluenza di Piazza Affari in Euronext; di come il mercato dei capitali può aiutare a far crescere le aziende e di come affrontare le sfide della sostenibilità</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><b> Presidente Parzani Borsa Italiana ha, poco meno di due anni fa, cambiato di nuovo insegna, passando dal London Stock Exchange a Euronext, come procede l&#8217;integrazione e quali vantaggi per il &#8216;Sistema Italia&#8217;?</b></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’integrazione sta procedendo molto bene. L’Italia è oggi parte di Euronext, la principale infrastruttura borsistica europea, insieme a Francia, Olanda, Belgio, Irlanda, Portogallo e Norvegia. Euronext è cresciuta molto grazie all’apporto italiano e continuerà a farlo grazie a una strategia che vede l’Italia e Borsa Italiana giocare un ruolo centrale con le sue persone, strutture e competenze. Abbiamo appena completato con successo la migrazione dei mercati azionari di Borsa Italiana su Optiq, la piattaforma di negoziazione del gruppo. Questo significa in concreto che le società quotate in Borsa Italiana fanno ora parte di un unico bacino di liquidità accessibile da uno dei sette mercati di Euronext. Oltre 1900 società quotate per una capitalizzazione aggregata di oltre 6,3 trilioni di euro. Il più ampio bacino di liquidità in Europa. Questo significa avere un’esposizione a un numero di investitori molto maggiore di quello attuale. D’altra parte, investitori e intermediari italiani potranno accedere da un unico punto allo stesso bacino. Si tratta di un passo molto importante verso la realizzazione della Capital Markets Union, l’unione europea dei mercati dei capitali e l’Italia c’è e fa la sua parte. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><b> Eppure la Borsa spesso è vista nel nostro sistema economico, di piccole e medie imprese, come qualcosa di lontano, complicato e forse anche un po&#8217; &#8216;esotico&#8217; o addirittura pericoloso…</b></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Borsa è un’opportunità, un ponte tra aziende e mercati, uno strumento di crescita non solo finanziaria, ma anche manageriale e di processi. Molti imprenditori, soprattutto le nuove generazioni, hanno un atteggiamento diverso nei confronti della Borsa e, più in generale del mercato dei capitali. È un cambiamento culturale che noi abbiamo colto e incoraggiato con progetti come ELITE, l’ecosistema che aiuta le piccole e medie imprese a crescere e ad accedere ai mercati dei capitali privati e pubblici. ELITE, che ha compiuto l’anno scorso 10 anni di vita, ha visto oltre 2000 imprese e 200 partner ammessi dal lancio e ha saputo creare un network eccellente e fortemente orientato a operazioni di finanza straordinaria.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li><b> Gli sforzi di semplificazione per la quotazione annunciati dal Governo basteranno a modificare questo approccio scettico da parte delle pmi? </b></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’impegno del Governo e gli sforzi che tutti noi soggetti coinvolti stiamo facendo dalla pubblicazione, nel luglio del 2022 del Libro Verde sulla competitività dei mercati finanziari italiani a supporto della crescita, stanno già portando a dei risultati sia per le società più grandi che per le pmi. E mi piace ricordare che Euronext Growth Milan, il mercato per le pmi di Borsa Italiana ha già un track record di grande successo, così come il segmento STAR. Quindi abbiamo moltissime belle aziende, l’infrastruttura c’è ed è oggi un’infrastruttura europea. Con le giuste riforme avremo un sistema ancora più forte, competitivo e accessibile per far crescere l’economia italiana.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="4">
<li><b> Un consiglio per manager &#8216;curiosi&#8217; che volessero approfondire questa opportunità per le aziende che guidano? </b></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul piano pratico, contattare le persone di Borsa Italiana che saranno disponibili a fornire consigli e indicazioni su come approcciare questo passaggio. A Milano o nei tanti incontri che facciamo sul territorio italiano. Il mio consiglio personale è poi quello di provare ad avere quella che io chiamo visione a “</span><i><span style="font-weight: 400;">doppia L</span></i><span style="font-weight: 400;">”, di lungo e di largo. Le sfide attuali richiedono oggi più che mai coraggio e la capacità di guardare oltre il breve termine con un orizzonte temporale di lungo per immaginare soluzioni che possano andare bene tra 5 o 10 anni. E il mercato dei capitali offre anche questo: l’opportunità di allargare l’orizzonte. Fondamentale al tempo stesso una visione “di largo” che includa differenti prospettive e punti di vista e tenga in considerazione aspettative e bisogni di tutti gli stakeholders.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<ol start="5">
<li><b> Altro tema centrale nelle piazze finanziarie di praticamente tutto il mondo ma anche nella gestione dell’impresa è quello della sostenibilità, una sfida non sempre facile da affrontare..</b></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sostenibilità costituisce un fattore di cambiamento culturale che sta portando ad un ampliamento degli interessi, dei rischi e delle opportunità che le imprese devono considerare, valutare e integrare nelle strategie e nella governance. Gli obiettivi collegati ai fattori ambientali e sociali non sono obiettivi di breve termine ma richiedono una prospettiva di lungo termine. Il senso dell’urgenza è sotto gli occhi di tutti e riguarda il tema del cambiamento climatico ma abbiamo bisogno al tempo stesso di un cambio di paradigma dello sviluppo economico e sociale: crescita non solo economica misurabile in termini quantitativi ma anche delle condizioni di benessere, una società più inclusiva, meno squilibri e disuguaglianze. Sviluppo sostenibile basato su green e digital economy guardando alle nuove generazioni e puntando su educazione, formazione e competenze. E in questo scenario fondamentale avere una </span><i><span style="font-weight: 400;">governance “best standard”</span></i><span style="font-weight: 400;"> che dia input e direzione, guidi e orienti le scelte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<ol start="6">
<li><b> Anche a livello regolatorio gli adempimenti collegati sono sempre più pesanti, un errore o uno sforzo necessario? </b></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le necessità di agire concretamente sugli aspetti ambientali, sociali e di governance da parte di governi e istituzioni e di indirizzare i capitali verso aziende ad impatto positivo, ha reso necessario questo proliferarsi repentino di normative ad hoc per la finanza sostenibile. La regolamentazione è in costante evoluzione ma rappresenta un passaggio importante verso una maggiore chiarezza e trasparenza da parte dell’industria nei confronti degli investitori. Si tratta quindi a mio avviso di uno sforzo necessario per accelerare un progresso e un cambio di paradigma sui temi della sostenibilità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="7">
<li><b> Stagione di nomine pubbliche e si torna a parlare di donne alla guida di grandi società, da esperta di corporate governance, quanto conta la cultura manageriale nel superamento del soffitto di cristallo?</b></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cultura manageriale conta ed è fondamentale per progredire sui temi di genere. Nel corso degli ultimi anni il </span><i><span style="font-weight: 400;">top management</span></i><span style="font-weight: 400;"> aziendale, stimolato dai CdA e da esempi virtuosi di altri Paesi, ha spesso portato avanti politiche di inclusione e di ricerca di equilibrio. Dobbiamo continuare a dare occasioni e offrire opportunità al talento femminile. Servono managers che abbiano il coraggio di dare chance alle donne, che abbiano visione e premino il merito. Basta pregiudizi e stereotipi. Servono spazi in cui le donne ma anche i giovani più in generale possano contribuire, sapere che portano valore e vederlo riconosciuto. Semplice ma ancora molto complicato. </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fondo pensione quanto mi costi? Poco!</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/fondo-pensione-quanto-mi-costi-poco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 16:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione.jpg 1000w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione-300x200.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2023/02/fondopensione-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><b><i>Da uno studio di Previndai emerge che per un giovane il costo complessivo del versare un contributo oltre il Tfr sarebbe di meno di un euro al giorno. Qui tutti i dettagli</i></b></p>
<p><b><i>Di Luisa Leone  </i></b></p>

		</div>
	</div>

	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="font-weight: 400;">La previdenza pubblica, si sa, sarà sempre più magra in futuro e sarà sempre più importante poter contare anche su una rendita complementare.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="font-weight: 400;">In pratica nel caso di un percorso lavorativo ‘regolare’, senza interruzioni di sorta, </span><b>la differenza tra pensione e ultimo stipendio sarà di ben il 42% nel caso ci si accontenti della sola previdenza pubblica; del 19% per chi abbia deciso di versare il Tfr a previdenza complementare e di solo il 9% per quanti abbiano investito anche il contributo minino a carico del lavoratore</b><span style="font-weight: 400;">*.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì ma quanto costa un ‘investimento’ in fondi pensione di categoria? I giovani, che spesso hanno carriere discontinue e guadagnano poco, soprattutto a inizio carriera, a quali sacrifici economici sono chiamati per poter contare su una rendita integrativa al momento della pensione? </span><b>Qual è il costo della serenità?</b><span style="font-weight: 400;"> Del non doversi preoccupare del domani?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo lo studio condotto da Previndai in occasione del convengo </span><i><span style="font-weight: 400;">30+ Una finestra sul futuro</span></i><span style="font-weight: 400;"> (tenuto a Roma in occasione dei 30 anni della previdenza complementare lo scorso novembre) il sacrificio è di </span><b>poco meno di 13 mila euro in 40 anni di vita lavorativa attiva, </b><span style="font-weight: 400;">per avere un gruzzolo previdenziale extra di 120 mila euro. Si tratta in soldoni di meno di un caffè al giorno (circa 27 euro al mese), per garantirsi una pensione complementare significativamente più generosa di quella che si otterrebbe versando al fondo pensione solo il Tfr oltre che un importo complessivo significativamente superiore al Trattamento stesso lasciato in azienda e rivalutato secondo le norme di legge.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><span style="font-weight: 400;">Dalle elaborazioni degli esperti di Previndai, guidati dalla Responsabile </span><b>dell’Ufficio Gestione Rischi, Simona Farrotti,</b><span style="font-weight: 400;"> emerge infatti che un lavoratore con un percorso di carriera regolare, che avesse deciso di lasciare il suo Tfr in azienda, avrebbe a disposizione a fine carriera circa 167 mila euro; un dipendente che avesse scelto di destinare il solo trattamento di fine rapporto potrebbe contare su 260 mila euro e chi invece avesse deciso di aggiungere anche il suo contributo, arriverebbe a 380 mila euro complessivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come accennato all’inizio, per quest’ultimo lavoratore, che si ritroverà con 120 mila euro <b>complessivi in 40 anni</b>, la rinuncia in termini di reddito disponibile sarà stata di soli </span><b>12.600 euro complessivi in 40 anni. Questo è quanto avrà versato nell’arco temporale indicato? No, avrà versato di più ma avrà recuperato somme importanti grazie alla deducibilità dal reddito dei versamenti ai fondi pensione</b> <b>“</b><span style="font-weight: 400;">L’evidente sproporzione tra beneficio derivante dall’adesione al fondo pensione ed il costo sopportato dall’iscritto – spiega Farrotti &#8211; deriva principalmente dalla combinazione di un </span><b>trattamento fiscale agevolato</b><span style="font-weight: 400;"> e dal versamento</span><b> a carico del datore di lavoro</b><span style="font-weight: 400;">, cioè il contributo che lo stesso è tenuto a versare nel caso in cui il lavoratore decida di versare la quota a proprio carico. Il contributo complessivo versato da lavoratore e datore di lavoro, infatti, è deducibile fino a 5.164 euro”. Per fare un esempio “per il primo anno di iscrizione, a fronte di un versamento al fondo di 787,50 euro (287,50 euro a proprio carico più altri 500 euro a carico dell’azienda) l’iscritto dovrà rinunciare a soli 215,63 euro di reddito disponibile (netto imposta e contributi INPS) proprio grazie alla deducibilità fiscale dei contributi a previdenza complementare”.</span><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, </span><b>una parte non trascurabile del risultato in termini di maggiori risorse a disposizione di chi sceglie la previdenza complementare sarà dovuta anche ai rendimenti ottenuti scegliendo i comparti giusti.  “</b><span style="font-weight: 400;">Proprio su quest’ultimo aspetto – prosegue la responsabile della FGR del Fondo &#8211; abbiamo voluto verificare quanto un’errata allocazione possa incidere sul risultato finale: questo in quanto spesso i giovani, pur avendo un lungo orizzonte temporale di contribuzione attiva ad fondo pensione &#8211; che gli consentirebbe di sfruttare al meglio il beneficio derivante dalla “diversificazione temporale” dei mercati finanziari, ossia la possibilità di ottenere rendimenti più elevati smussando i picchi di volatilità grazie al trascorrere del tempo &#8211; scelgono un comparto conservativo o garantito con un basso profilo di rischio e, conseguentemente, un basso rendimento atteso; ciò potrebbe comportare una prestazione a scadenza non adeguata alle necessità di copertura previdenziale, ampliando il c.d. gap previdenziale di quello che abbiamo definito “</span><b>gap da allocazione</b><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="font-weight: 400;">Come si vede nella tabella sopra, infatti, la scelta del comparto sbagliato (in questo caso eccessivamente prudente rispetto all’orizzonte temporale dell’iscritto), nell’arco di 40 anni può portare a una perdita in termini di differenza tra l’ultimo stipendio e la pensione pubblica più quella di scorta, di circa il </span><span style="font-weight: 400;">9</span><span style="font-weight: 400;">%, di fatto vanificando quasi totalmente il beneficio derivante dalla contribuzione a proprio carico e a carico del datore di lavoro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ utile sottolineare che queste simulazioni riguardano un percorso impiegatizio e non quello dirigenziale, che è un’evoluzione di quanto riportato nello studio</span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-2"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p><span style="font-weight: 400;">“In caso di carriera dirigenziale, il forte tasso di crescita della retribuzione e la presenza di un tetto retributivo (il così detto massimale Inps), attorno ai 100 mila euro l’anno, per il versamento dei contributi della pensione pubblica, comporta, inevitabilmente, che il gap previdenziale da colmare sia decisamente più alto. Al momento del pensionamento, il tasso di sostituzione derivante alla previdenza di base è compreso tra il 40% e il 41%, ben più contenuto rispetto a quello di un soggetto con una carriera “regolare”. La previdenza complementare in questo caso è un ottimo aiuto per mantenere il tenore di vita, consentendo di arrivare al 71% dell’ultimo stipendio per gli uomini e al 63% per le donne. La differenza sconta una retribuzione iniziale più bassa per le lavoratrici e un’aspettativa di vita più alta, che ha effetto sul valore della pensione complementare”, conclude Farrotti.</span></p>
<p>*È possibile visionare le ipotesi sui contributi minimi utilizzati per lo studio e tutto le altre principali variabili <a href="https://www.previndai.it/media/#studi" target="_blank" rel="noopener">qui</a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/fondo-pensione-quanto-mi-costi-poco/">Fondo pensione quanto mi costi? Poco!</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Fabbro (Iren): Prossima emergenza le &#8220;terre rare&#8221;</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/dal-fabbro-iren-prossima-emergenza-le-terre-rare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 14:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DalFAbbro-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DalFAbbro-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DalFAbbro-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DalFAbbro-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DalFAbbro-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/12/cornicefoto_pmp_base_DalFAbbro-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Importante agire in tempo per ridurre la dipendenza dalla Cina. La multiutility in pista con un progetto per il recupero dei rifiuti elettronici. Sulla sostenibilità non sono possibili passi indietro  la manifattura avrà un ruolo importante ma dovrà modernizzarsi &#160; Presidente Dal Fabbro come vede l’attuale situazione europea ed italiana in campo energetico, andiamo, nonostante&#8230;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><b>Presidente Dal Fabbro come vede l’attuale situazione europea ed italiana in campo energetico, andiamo, nonostante tutto, verso una ‘normalizzazione’ rispetto ai mesi passati?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’unico modo per uscire dalla crisi, a mio avviso, è basare le politiche europee in materia di energia su tre pilastri: la sicurezza energetica, la competitività delle fonti e la sostenibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il settore energetico ha vissuto una prima normalizzazione a settembre, mese in cui i prezzi del gas si sono ridotti rispetto ai mesi precedenti, gli Stati europei hanno potuto riempire gli stoccaggi di gas al 95% e hanno attivato tutti gli strumenti possibili per riuscire ad aumentare l’indipendenza energetica dell’Italia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’accordo raggiunto dal Consiglio europeo sul metano e sulla semplificazione autorizzativa degli impianti rinnovabili a fine novembre è un primo segnale importante, ma ancora non basta, vedremo cosa succederà nelle prossime settimane. In ogni caso, il mercato energetico è cambiato irrimediabilmente e di questo dobbiamo prenderne tutti atto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>L’Europa punta molto, per affrancarsi dalla dipendenza energetica, su energie rinnovabili ed efficienza energetica, l’Italia riuscirà a tenere il passo?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia possiede il know how e le competenze necessarie a tenere il passo degli altri Paese europei, se non addirittura riuscire ad essere di esempio per gli altri. Basta considerare le eccellenze tecnologiche che possediamo e la disponibilità di sole e vento nel nostro Paese. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La grande sfida è riuscire a ridurre i tempi del permitting, continuando a lavorare sulla sburocratizzazione dei processi autorizzativi degli impianti, sullo ‘snellimento’ dei contenziosi e sulla semplificazione della PA, assicurando così tempistiche più rapide e certe e regole stabili che favoriscano gli investimenti privati nel settore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per confermare l’attenzione alle rinnovabili da parte del Gruppo Iren, è nata di recente Iren Green Generation, la nuova area di business dedicata allo sviluppo degli asset rinnovabili, che conferma la direzione intrapresa dal Piano Industriale Iren@2030, con l’obiettivo di nuova capacità rinnovabile installata pari a 2,2 GW. Proprio di recente abbiamo acquisito le autorizzazioni e i diritti sui terreni per lo sviluppo di due impianti fotovoltaici in Basilicata con una produzione annuale di 50 GWh.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre all’orizzonte si intravedono i primi segnali per un’altra crisi di grossa portata, quella relativa alle terre rare, oggi indispensabili per la produzione, tra le altre cose, dei principali device tecnologici. Dobbiamo prevedere come Paese e come Unione Europea un piano per ridurre la dipendenza dalla Cina su questo tema e le aziende del settore devono fare la propria parte: noi come Iren abbiamo già alcuni progetti in campo, come quello del recupero dei materiali preziosi dai RAEE, i rifiuti elettronici.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Il mondo dell’industria manufatturiera teme gli effetti che gli obiettivi Ue in fatto di sostenibilità ambientale potranno avere sul settore, cosa si può fare per evitare gli impatti negativi su costi e forza lavoro?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su questo sono abbastanza netto: non possiamo fare passi indietro sul fronte della sostenibilità, e si tratta di una questione che non riguarda solo il futuro delle prossime generazioni ma anche il presente delle aziende. Proprio per questo sono convinto che riusciremo a perseguire gli obiettivi europei e a implementare un modello di transizione ambientale, a patto che questa sia sostenibile anche dal punto di vista sociale ed economica. L’industria manufatturiera, come ad esempio il settore automotive, avrà un ruolo importante e dovrà riuscire a modernizzarsi, proponendo un’evoluzione non solo nei dispositivi e processi, ma anche delle figure professionali e dei servizi. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>In questo contesto così diverso dagli anni passati ha ancora senso avere realtà molto ancorate al loro territorio, com’è pure Iren, in campo energetico? O servirebbe un consolidamento del settore?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una realtà come Iren può essere un importante abilitatore nel processo di transizione ecologica per i territori. Quali aggregatori di servizi di pubblica utilità &#8211; energia, ambiente, ciclo idrico, gestione delle reti e servizi per la smart city – possiamo accelerare la transizione energetica proponendo ad esempio nuovi modelli di autoconsumo, di mobilità in sharing, sistemi di utilizzo efficiente della risorsa idrica così come del sistema dei rifiuti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie alla nostra impronta industriale, realtà come Iren possono agire quali catalizzatori di investimenti pubblici (come ad esempio il PNRR) e privati, promuovendo lo sviluppo economico e sociale dei territori di riferimento. Insomma, il legame con i territori è e resta fondamentale per il nostro business, ancor di più in questo momenti di crisi e di opportunità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Dal suo punto di vista di quali competenze, anche manageriali, necessitano le aziende per gestire la transizione? Come gestite in Iren il cambiamento?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Iren cerchiamo di dare forma al domani ogni giorno, come recita il nostro payoff. L’esperienza centenaria ereditata da Iren ci permette di affrontare con visione e sicurezza anche gli stravolgimenti di questi tempi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il passaggio a un&#8217;economia a emissioni zero rappresenta un cambiamento sì epocale ma assolutamente necessario, un’urgenza ma anche un&#8217;occasione per creare occupazione e nuovi investimenti. Per tradurre queste ambizioni in progetti concreti, occorre costruire un sistema di norme, standard e controlli capace di orientare nuovi strumenti di investimento, di compensazione e di incentivo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo il rapporto GreenItaly, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in Italia i “green jobs” sono 3,1 milioni. Solo nel 2021 i contratti relativi ai green jobs hanno rappresentato il 34,5% dei nuovi contratti previsti nell’anno. Le aziende necessiteranno certamente di figure manageriali idonee ma anche di risorse più tecniche e specializzate come i data scientist oppure gli esperti in gestione dell’energia o i certificatori della qualità ambientale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Come affrontate il tema della previdenza complementare dei lavoratori, soprattutto i più giovani? C’è sensibilità su questo tema in azienda e tra i dipendenti o si potrebbe fare di più?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Iren dimostra una particolare attenzione e sensibilità sul tema, attraverso la messa a disposizione di un’area informativa sulla propria Intranet e la previsione, all’interno della struttura Welfare, di risorse appositamente dedicate a fornire consulenza sulla previdenza complementare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo inoltre di recente realizzato una serie di accordi sindacali per sensibilizzare i giovani e sottolineare il valore della previdenza complementare, che prevedono anche il versamento di contributi aggiuntivi e che vengono illustrati dagli specialisti Welfare al momento dell’assunzione nel corso degli “On Boarding”. </span></p>
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		<title>Mazzoncini (A2A): il nostro Paese può triplicare l’autonomia energetica</title>
		<link>https://previndaimediaplayer.previndai.it/mazzoncini-a2a-il-nostro-paese-puo-triplicare-lautonomia-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 07:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAZZONCINI-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAZZONCINI-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAZZONCINI-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAZZONCINI-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAZZONCINI-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/10/cornice-MAZZONCINI-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />L’Italia può ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti esteri sfruttando le sue “materie prime”: acqua, sole, vento e rifiuti &#160; Ing. Mazzoncini il freddo è alle porte, l’Italia è pronta per affrontarlo? Per quanto riguarda l&#8217;approvvigionamento del gas l’Italia è in una situazione migliore rispetto ad altri Paesi europei, perché abbiamo gli stoccaggi pieni e i&#8230;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ing. Mazzoncini il freddo è alle porte, l’Italia è pronta per affrontarlo?</strong><br />
Per quanto riguarda l&#8217;approvvigionamento del gas l’Italia è in una situazione migliore rispetto ad altri Paesi europei, perché abbiamo gli stoccaggi pieni e i flussi di gas ad oggi provengono prevalentemente dai Paesi del Sud, come Algeria e Libia e dal gasdotto Tap. Se il prossimo inverno non si rivelerà particolarmente rigido non dovremmo avere problemi. È comunque fondamentale agire anche in termini di efficienza energetica, che offre ampie possibilità di risparmio, e di riduzione dei consumi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questa situazione ‘emergenziale’ quanto a lungo peserà sui prezzi dell’energia per le imprese e i consumatori?</strong><br />
Se ci sarà un accordo in sede europea sul prezzo del gas, potremo avere un impatto positivo sui prezzi in tempi più rapidi; è vero che si sono alzati a velocità incredibile ma con la stessa velocità si potrebbero abbassare. Ciò che auspico è che a livello europeo si riesca ad avere una politica comune e si possa definire, soprattutto sul gas, una sorta di gruppo di acquisto collettivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il cambiamento forzato in atto del mix energetico e delle fonti di approvvigionamento, che oggi è una sfida per l’Italia e il suo settore produttivo, può trasformarsi in un’opportunità?</strong><br />
L’emergenza in corso sta favorendo la consapevolezza della necessità di utilizzare al massimo le fonti rinnovabili per rendere il Paese quanto più possibile energeticamente autonomo. Al riguardo abbiamo presentato uno studio realizzato con The European House Ambrosetti dal quale è emerso che l&#8217;Italia è al secondo posto in Europa per disponibilità di fonti rinnovabili mentre si trova solo al 23esimo per autonomia energetica. L’analisi effettuata ha mostrato come il nostro Paese possa triplicare l’autonomia energetica, con un incremento di quasi quattro volte rispetto a quello rilevato negli ultimi 20 anni, sfruttando le nostre “materie prime”: acqua, sole, vento e rifiuti. Considerando inoltre che già prima della crisi le fonti rinnovabili producevano energia al costo più basso del mercato, è chiaro che la transizione avrà un impatto positivo anche sui prezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’Ue ha accelerato ancora di più sulla transizione green con lo scoppio delle tensioni geopolitiche. Le rinnovabili sono davvero la soluzione?</strong><br />
In un sistema come il nostro, storicamente dipendente dall&#8217;importazione di risorse rispetto ad altre realtà europee, un cambio di paradigma è strategico. L&#8217;Italia ha oggi il 22,5% di autonomia energetica. Con lo sviluppo delle rinnovabili e l&#8217;efficienza energetica, possiamo arrivare a un 58-59%. Oltre a eolico, fotovoltaico e idroelettrico, abbiamo un potenziale di almeno 7 TWh di energia (pari a circa il 2% dell’attuale fabbisogno annuale di generazione elettrica italiana) che si può produrre dai rifiuti indifferenziati, che attualmente stiamo esportando. A questi si aggiungono 6/7 miliardi di metri cubi potenziali di biometano (pari al 22% del gas importato dalla Russia nel 2021). Si tratta di volumi importanti e prodotti che consentono di decarbonizzare la produzione di energia da una parte e, dall’altra, di evitare il ricorso alla discarica o pagare per portare i rifiuti all&#8217;estero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanto peserà sui bilanci delle società energetiche la tassa sui così detti extraprofitti del settore?</strong><br />
Il prelievo sugli extra profitti per il nostro Gruppo vale circa 50 milioni di euro che abbiamo versato, come previsto dalla normativa, ma riguardano soprattutto le aziende che estraggono gas; per quelle come A2A che invece impiegano il gas per trasformare l’energia, la situazione è diversa perché a fronte di margini invariati il costo dell&#8217;approvvigionamento a monte è cresciuto esponenzialmente. In un momento di emergenza energetica e di speculazione sui mercati come quello che stiamo vivendo, condivido il fatto che le aziende che hanno guadagnato da questa situazione diano il loro contributo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa chiederebbe al nuovo governo da top manager del comparto energy?</strong><br />
È evidente quanto sia indispensabile sviluppare energia rinnovabile: al governo chiederei sicuramente una ulteriore semplificazione dei processi autorizzativi, ma resta importante anche il ruolo degli enti locali nel supportare lo sviluppo dei progetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Guardando ad A2A, qual è il vostro approccio verso le risorse umane? Prevede o pensate di farlo in futuro anche di accendere un faro sulla previdenza complementare, soprattutto per le generazioni più giovani?</strong><br />
Siamo una Life Company e lo sviluppo di un’attenta corporate governance significa per A2A la creazione di valore sostenibile nel lungo termine per l’Azienda e per gli stakeholder di riferimento, tra cui i propri dipendenti. In merito alla previdenza complementare, un faro lo abbiamo già acceso: operiamo per facilitare la consapevolezza dei dipendenti, soprattutto di quelli delle generazioni più giovani, sull’opportunità di iscrizione alla previdenza complementare. I CCNL di riferimento in A2A prevedono specifici Fondi di previdenza complementare di settore. In A2A ci sono due unità organizzative della struttura HR che supportano i dipendenti negli adempimenti amministrativi e organizzano occasioni di approfondimento. Quest’anno ad esempio sono stati organizzati alcuni sportelli informativi e realizzati tre webinar dedicati ai fondi.</p>
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		<title>Tridico (Inps): La vera rivoluzione per le pensioni è creare lavoro &#8220;buono&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 08:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />In questa intervista con Previndai Media Player il Presidente dell’Ente di previdenza pubblica spiega che prima ancora di pensare a una nuova riforma del sistema pensionistico si dovrebbero garantire ai lavoratori retribuzioni adeguate al presente e al futuro e combattere il lavoro sommerso. Possibile una collaborazione tra previdenza pubblica e privata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it/tridico-inps-la-vera-rivoluzione-per-le-pensioni-e-creare-lavoro-buono/">Tridico (Inps): La vera rivoluzione per le pensioni è creare lavoro &#8220;buono&#8221;</a> proviene da <a href="https://previndaimediaplayer.previndai.it">Previndai Media Player</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="630" src="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-1024x630.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-1024x630.jpg 1024w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-300x185.jpg 300w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-768x472.jpg 768w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-1536x945.jpg 1536w, https://previndaimediaplayer.previndai.it/wp-content/uploads/2022/06/cornice-TRIDICO-2048x1260.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><span style="line-height: 18px; font-size: 12px;">di Luisa Leone, Responsabile Comunicazione Previndai</span></p>
<p><b data-stringify-type="bold"><i data-stringify-type="italic">In questa intervista con Previndai Media Player il Presidente dell’Ente di previdenza pubblica spiega che prima ancora di pensare a una nuova riforma del sistema pensionistico si dovrebbero garantire ai lavoratori retribuzioni adeguate al presente e al futuro e combattere il lavoro sommerso. Possibile una collaborazione tra previdenza pubblica e privata.</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Presidente Tridico, la riforma delle pensioni è uscita dai riflettori ma entro fine anno andrà trovata una soluzione allo scadere di Quota 102. Ce la si farà? L’Inps che contributo sta dando al lavoro del governo sul tema?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo ricordare che quota 100 è stata una misura temporanea (tre anni) e quota 102 un suo particolare prolungamento. Sono appunto misure ‘a scadenza’, alle quali alla fine l’adesione è stata inferiore alle attese. Va inoltre detto che, da un punto di vista di sistema, ogni quota è un fattore di rigidità che applica un criterio poco equo e anche poco flessibile: interessa infatti solo alcune persone che si trovano in un certo momento, in una “finestra” non ripetibile, ad avere i requisiti adatti. Invece, l’obiettivo che dobbiamo perseguire è proprio la flessibilità, coniugata alla sostenibilità; una flessibilità che peraltro già in parte esiste nel nostro sistema previdenziale, ad esempio per consentire alcune scelte individuali (opzione donna) o tener conto di lavori particolarmente usuranti (ape sociale, da quest’anno estesa a nuove categorie di lavoratori).  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il governo ha avviato diversi confronti con le parti sociali per affrontare la tematica previdenziale e la coscienza comune è che il nodo da affrontare sia quello della crescita dell’occupazione, in cui si investe in innovazione e retribuzioni adeguate che con sé portano tutele, welfare integrativo e versamenti contributivi per un dignitoso futuro pensionistico. In questa direzione, Inps fornisce al dibattito studi e simulazioni fondamentali, basati sulla gestione quotidiana di enormi flussi di dati che riguardano praticamente tutta la popolazione del Paese: dai flussi contributivi alle pensioni, dalle decontribuzioni alle imprese ai bonus per lavoratori autonomi, dall’assegno unico e universale ai libretti di famiglia, dalle indennità di disoccupazione agli assegni di invalidità, dal reddito di cittadinanza a quello di emergenza o al recentissimo ‘Bonus 200 euro’.  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Lei aveva avanzato l’idea della pensione in ‘due tempi’, per permettere maggiore flessibilità in uscita senza pesare troppo sui conti pubblici. Un’ipotesi ancora attuale?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualunque ipotesi si voglia considerare deve offrire flessibilità ma essere sostenibile per i conti pubblici. La mia proposta riesce a coniugare la libera scelta di un individuo di anticipare l’età del proprio pensionamento, con un calcolo che non penalizza l’assegno in modo permanente.  Prevede che chi voglia andare dai 63 anni in poi in pensione anticipata, riceva dal momento del pensionamento e fino ai 67 anni una quota di pensione calcolata in base ai propri versamenti con il sistema contributivo (versamenti post 1996) e che dai 67 anni riceva la pensione piena, sommando quota contributiva e quota retributiva, quest’ultima ovviamente calcolata sui contributi ante 1996.  Tale formula avrebbe un impatto molto limitato sui conti pubblici e garantirebbe una ulteriore forma di flessibilità, lasciando all’individuo la valutazione del momento in cui anticipare l’uscita. </span></p>
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<p><b>Oltre alla questione della flessibilità in uscita, volendo pensare a una riforma finalmente complessiva del sistema pensionistico, quali altri temi andrebbero toccati? La reversibilità, per esempio, cara agli italiani, potrebbe, o secondo Lei dovrebbe, essere oggetto di riflessioni?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei sottolineare un punto: non si possono creare continuamente condizioni ‘provvisorie’ che rendono precaria la prospettiva della previdenza. Le grandi riforme del sistema restano quelle attualmente vigenti, la riforma Dini e la legge Fornero. E il modello su cui è basato il nostro welfare pubblico è quello a ripartizione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sul tavolo delle riforme, prima ancora delle pensioni, in cima alla lista delle priorità deve esserci la creazione di lavoro, in forme più stabili, tutelate e adeguatamente remunerate. Lavori ‘poveri’ e troppo discontinui produrranno pensioni povere, pensioni che, per essere dignitose e garantire una base di sussistenza, dovranno essere integrate dallo Stato – e quindi dalla fiscalità generale. Prima di questo, dovremmo cercare di fare riforme che diano a milioni persone sottopagate o pagate in nero un salario minimo legale, contratti con adeguati livelli di tutele e rappresentanza sindacale, incentivi al lavoro femminile e prospettive per i giovani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda la reversibilità, la misura è stata già oggetto di diversi interventi di riduzione, quindi non penso sia oggi opportuno ritornare sul tema.  </span></p>
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<p><b>Veniamo alla previdenza complementare, dal suo osservatorio privilegiato, a che punto siamo come Sistema Paese e dove dovremmo arrivare?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certamente è un ‘mercato’ da sostenere anche con un incremento delle opportunità di accesso attraverso un ventaglio di opzioni ampie e trasparenti, e con opportunità ‘alla portata di ogni tasca’. Dobbiamo continuare a insistere su un cambiamento culturale nei confronti della previdenza, che in passato poteva contare su un sistema di lavoro garantito per quasi tutta la vita lavorativa e quasi sempre nello stesso luogo o professione. La stagnazione, se non l’arretramento, delle retribuzioni italiane negli ultimi 30 anni, e oggi tra le più basse in Europa, non ha consentito il decollo pieno del secondo pilastro, e la lunga crisi del 2008-2017, seguita da due anni di pandemia, non ha permesso di allargare le possibilità dei giovani e dei lavoratori di destinare parti dei loro compensi ad una assicurazione integrativa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come accade però nelle dinamiche di mercato, l’ampliamento e la diversificazione dell’offerta può generare attrazione di nuova domanda. Penso che non nuocerebbe al settore privato anche l’introduzione di una previdenza complementare pubblica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In generale, il futuro della previdenza complementare è legato al futuro della previdenza pubblica da un comune denominatore: la crescita del numero dei lavoratori e della loro produttività, e quindi l’aumento dei salari, che automaticamente portano maggiori entrate contributive ma soprattutto danno al lavoratore un capitale aggiuntivo da investire nelle opportunità del secondo pilastro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come Paese, posso dire dove NON dovremmo arrivare: a un futuro di pensioni povere, causate da redditi oggi troppo bassi e vite lavorative troppo precarizzate. Aggiungo che la pandemia ha “rivelato” quanto fragile fosse il tessuto delle tutele previdenziali e assistenziali per i lavoratori autonomi, gli stagionali e altre categorie di lavoratori discontinui (come quelli dello spettacolo o dello sport o nella gig economy), per i quali da un giorno all’altro abbiamo ‘disegnato’ misure di supporto emergenziali. Dovremmo casomai arrivare a un sistema che riconosca il riscatto gratuito dei periodi di alta formazione o ancora che porti le aziende a contribuire con versamenti previdenziali integrativi a favore delle mamme o anche per i padri.</span></p>
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<p><b>Che possibilità di collaborazione vede tra l’Inps e i fondi pensione di secondo pilastro? Quello dell’educazione previdenziale è un tema, si potrebbe affrontare in maniera organica secondo Lei? Ci sono altri spazi auspicabili di collaborazione?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un tema di grande interesse e deve avere la massima attenzione da parte delle istituzioni. Educazione finanziaria, dei diritti del lavoro e previdenziale devono essere considerati i migliori alleati dell’educazione civica, perché avere cittadini consapevoli e formati fa crescere l’intero Paese. Un’attenta educazione previdenziale mette sotto scacco il lavoro nero, laddove i giovani o qualunque prestatore d’opera è consapevole dei propri diritti e dei danni che fa al suo futuro pensionistico una ‘scappatoia’ senza contributi nel presente. La previdenza è un investimento a tutti gli effetti – e in questo senso va impostato presto, accompagnato con continuità e calibrato con una conoscenza adeguata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La comunicazione ha un ruolo fondamentale: dobbiamo riuscire a rendere più accessibili e intellegibili le informazioni che permettono alle persone di scegliere e pianificare il proprio futuro pensionistico. L’innovazione tecnologica e la digitalizzazione ci permettono un balzo in avanti nel raggiungere, attraverso uno smartphone, milioni di utenti e offrire loro nuovi servizi, simulatori e app sempre più sofisticate attraverso le quali possono proiettare e tenere sotto controllo l’evoluzione dei propri ‘scenari’ contributivi. In questo senso, la condivisione di </span><i><span style="font-weight: 400;">best practices</span></i><span style="font-weight: 400;"> potrebbe accelerare l’adozione di innovazioni e innalzare le performance dei servizi. La collaborazione può partire da piattaforme di formazione e di condivisione di studi e ricerche che permettano una disseminazione costante di informazioni coerenti e certificate.  </span></p>
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